Torna protagonista Bologna. Torna il fascino di una delle piazze più cantate e amate d’Italia. Torna un focus attento per il sottopasso di piazza Re Enzo che, dopo l’excursus storico sulla nascita del cinema, delinea, tra passato e presente in un fiume di scatti, il capoluogo emiliano. “Bologna fotografata. Tre secoli di sguardi” è l’iter proposto dalla Cineteca di Bologna per ricalcare sentieri già battuti, per ricordare e spolverare vecchie storie, per tornare a celebrare grandi nomi inscindibili dalla gloria della città e per ammaliare chi ama la Bologna di oggi, senza aver avuto la possibilità di conoscere quella di ieri.

La mostra è stata inaugurata il 9 giugno 2017 ed è prevista fino al 30 settembre 2017. Ripercorre i cambiamenti, lo sviluppo e la storia della città dalla seconda metà dell’Ottocento fino ai tempi moderni. I secoli abbracciati sono tre e gli sguardi coinvolti infiniti: quelli dei fotografi che hanno voluto raccontarla e quella dei curiosi che hanno voluto rivederla o immaginarla.

All’ingresso, si legge: «la Bologna che vedremo non è la Bologna com’era, ma come qualcuno ha voluto che la vedessero i contemporanei e noi posteri. È una Bologna premeditata. […] Come il sottopassaggio che ospita questa mostra, costruito, aperto, chiuso, dimenticato, riaperto: una metafora della memoria.»

A partire dagli anni ottanta dell’800, in seguito all’unità d’Italia, per i comuni delle grandi città diventa impellente il desiderio  di immortalare la storia delle proprie strade e documentare i servizi forniti alla popolazione. L’amministrazione comunale bolognese ha preservato negli anni 615 fotografie: le più antiche risalgono al 1872 scattate dalla Ditta Bertinazzi Carlo e Nipote.

Il fotoracconto si evolve, cresce, si intreccia.  Le tappe del percorso ricordano i tempi dello stato pontifico, ripropongono le manovre di allargamento della famosa via Rizzoli e gli albori del noto teatro popolare Arena del Sole. Si continua con le memorie dedicate all’amato sindaco socialista Francesco Zanardi e alle sue opere volte alla crescita della città. Seguono gli angoscianti scatti di una Bologna sotto assedio e delle macerie scomposte, testimonianza di una tremenda serie di bombardamenti e della nera parentesi fascista. Sconvolgono, a tal proposito, le viste dall’alto immortalate dai soldati e i resti della chiesa di San Francesco, in assoluto la più martoriata.

Tutto scorre, come il tempo, come i ricordi: il bianco e nero diventa colore, il bellicoso passato diventa nuova gloria. Gloria di una Bologna fotografata, dopo la liberazione e in piena rinascita. Parte la rassegna quindi della fiorente industria culinaria (di tortellini e salumi) che ancora oggi divulga la fama bolognese in tutto il mondo. Si scorgono i grandi del cinema e della musica, il fascino di un’emergente e viva università, le lotte femministe, l’angolo dedicato alle mondine e all’indimenticato sindaco Renato Zangheri.

Risultava impossibile, d’altra parte, tralasciare gli avvenimenti del 2 agosto 1980: la strage di un sabato mattina che avrebbe dovuto essere come tanti ma che passò alla storia come uno degli ultimi atti della strategia di tensione. Una stanza a parte come ossequioso rispetto, un luogo appartato ma inevitabile: il ricordo doveroso e il dovuto tatto per una città colpita al cuore. Una bomba, la stazione ferroviaria, la disperazione e un documentario per chi avesse voglia di sopportare tutto questo.

Le sorprese non finiscono qui: la Cineteca di Bologna ha lanciato un contest fotografico che riguarda e coinvolge bolognesi e non, cosicché i fruitori di tali amabili resti divenissero i fautori di memorie future. È possibile reinterpretare la città secondo 4 temi: i luoghi simbolo, la Bologna inusuale, le persone, il lavoro. Le foto dovranno essere postate con l’hashtag #bolognafotografata: le più avvincenti saranno esposte nella sala finale della mostra mentre la vincitrice sarà premiata con una creazione realizzata per l’occasione con la collaborazione di Natale Fontana Gioielli Bologna.

Affrettatevi!

Pamela Valerio