Chi opera nel campo dell’informazione sa che può imbattersi nel fenomeno della censura: purtroppo il fenomeno esiste, è innegabile, ed è tra quelli che Reporters Sans Frontières considera nello stilare le proprie classifiche — anche quando si tratta di autocensura — e poco importa che si tratti di censura sulla carta stampata o, come da recente proposta caduta nel dimenticatoio, sul web.

Quello che è preoccupante, in Italia, nel 2017, è che venga operata una censura chirurgica su determinate pagine in siti istituzionali: è capitato a Torino, sui portali del Comune e della GTT, l’azienda di trasporto pubblico locale.

Nel mese di giugno su questa testata cercavamo, nel raccontare i recenti provvedimenti anti-movida adottati dalla giunta Appendino all’indomani della finale di Champions League, di fornire ai lettori il testo della famosa ordinanza 46/2017 dell’8 giugno, la prima emanata dopo i fatti di piazza San Carlo. Lo scopo era quello di permettere a chiunque di leggere direttamente dalla fonte l’intero documento, inclusivo di mappe, richiami normativi e motivazioni, senza i tagli operati dai media per le ovvie ragioni di sintesi e di spazio, senza una parola di commento.

comune torino comunicato stampa movida
Il comunicato stampa c’è. Il link pure, ma non funziona!

Accedendo al sito del Comune di Torino, sezione Atti e documenti, dell’ordinanza non v’è traccia. Non nell’Albo pretorio online, non negli Atti comunali, non nella Ricerca delibere, determinazioni, ordinanze. Sembra che l’ordinanza sia sparita. Nemmeno navigare nella sezione Notizie e avvisi dagli uffici è molto più utile: si riesce a risalire ad un comunicato stampa dell’8 giugno, che contiene al suo interno un link all’ordinanza. Un link, sì, peccato che non sia utile: il documento non risulta pubblicato nell’Albo pretorio.

comune torino albo pretorio
Torinesi, cucù: il documento non c’è più!

Chi trovasse questa circostanza sospetta e s’intendesse, seppur in minima parte, d’informatica, sa che può ricorrere ai servizi di cache, che dovrebbero registrare le pagine dei siti in una certa data. Provando sia quelli di Google che quelli di archive.org, caso vuole che la pagina non fosse stata indicizzata e “fotografata”, se non in data 4 luglio: ovviamente si troveranno esclusivamente le pagine di errore.

Questa testata non vuole necessariamente urlare alla censura: è possibile che i documenti siano stati spostati in altre parti del sito, ed è possibile che i link non siano stati aggiornati; ma è poco probabile. È possibile, e più probabile, che i documenti siano stati eliminati volontariamente con la ragionevole sicurezza che nessuno, oltre una certa data, sarebbe andato a cercarli in un tentativo di ricostruzione delle vicende successive: si tratta del resto di una delle ordinanze che più hanno posto Chiara Appendino al centro delle critiche, e farla dimenticare tramite una sorta di damnatio memoriæ, come se non fosse mai stata emanata, sarebbe una mossa spregiudicata.

gtt torino problemi app
Gli utenti GTT segnalano problemi con le app (i nomi e le immagini del profilo sono stati oscurati per motivi di privacy)

Sulla pagina Facebook GTT informava dello sciopero di giovedì 6 luglio. Tra i sempre inferociti commenti nei confronti dell’azienda di trasporto pubblico, se ne poteva notare uno molto pacato — al quale GTT ha risposto, nonostante non si registri quasi mai un’attività social sui profili ufficiali — che denunciava i malfunzionamenti delle app. Moovit, la più diffusa tra queste, è supportata da GTT, che fornisce alcuni database ed i dati dei passaggi in tempo reale — database che, stando a quanto dichiarato dal supporto dell’app, talvolta vengono modificati da GTT rendendo necessario un riassociamento corretto delle fermate alle stringhe. Talvolta, invece, i servizi suggeriti dal social media manager di GTT, ai quali si aggiunge un servizio via SMS, forniscono orari diversi — ed è doveroso domandarsi come sia possibile che il medesimo database non sia coerente con se stesso — con tanto di “misteriosa” soppressione di corse previste in tempo reale a non più di 2 minuti.

Siccome tali disguidi si sono verificati anche la notte tra il 24 ed il 25 giugno, festa patronale a Torino, poteva essere curioso cercare se fosse ancora presente il piano delle variazioni di linea per il 23 ed il 24 giugno, e se fossero effettivamente previste le linee notturne solitamente attive nel weekend. Gli agenti di Polizia Municipale interpellati la notte stessa in piazza Vittorio Veneto, capolinea di tutte delle linee speciali notturne, non sono stati in grado, loro malgrado, di rispondere se ed eventualmente dove fossero attive.

gtt torino 22 giugno info san giovanni
Prova a cliccare sul link… (i nomi e le immagini del profilo sono stati oscurati per motivi di privacy)

L’attività giornalistica insegna che è sempre bene risalire alla fonte primaria, laddove sia possibile: se c’è un link ad un sito ufficiale va seguito. Il risultato è evidentissimo nell’immagine di seguito riportata.

gtt san giovanni pagina non trovata
…che il risultato è sempre quello.

Il nulla anche stavolta, scandagliando a fondo in tutto il sito GTT: nulla nella sezione Notizie, eventi e informazioni, nulla in Avvisi e informazioni di servizio, nulla nemmeno cercando le versioni della pagina “fotografate” dalle cache dei motori di ricerca.

gtt notizie eventi informazioni
Nulla qui
gtt avvisi informazioni servizio
Nulla anche qui

Sul sito del Comune logicamente le informazioni circa le variazioni delle linee non sono e non erano riportate, dato che appunto logica vuole che si trovino sul sito dell’azienda dei trasporti pubblici.

comune torino comunicati stampa 19-26 giugno
No, le modifiche alla viabilità comunicate il 22 giugno non includono dettagli sulle linee ordinarie del TPL
Libero Pensiero News non è in grado di stabilire se quelli che abbiamo raccontato siano casi fortuiti, se siano stati atti volontari, se siano invece operazioni che di norma accadono nel sito del Comune di Torino e nel sito di GTT.

Sappiamo invece che cercavamo delle informazioni ex post, che sappiamo essere state presenti su quei siti, e che non ci è stato possibile reperirle. Sappiamo che è possibile che tali informazioni siano state rimosse in un atto di censura attuato dalle istituzioni locali. Sappiamo che il partito di riferimento dell’attuale Amministrazione comunale torinese sbandierava la trasparenza e l’accessibilità agli atti ed ai dati da parte di qualsiasi cittadino, e che all’atto pratico in due casi — uno fortemente contestato nel merito e nel metodo e l’altro oggetto di polemiche per l’eccessivo zelo — di trasparente c’è ben poco, se non le cronache riportate ovunque e fortunatamente custodite — almeno esse senza censura — negli archivi dei giornali.

Simone Moricca

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