Gabriele Salvatores, ospite al Giffoni Film Festival, questa mattina, ha incontrato la stampa. Per l’occasione ha avuto modo di parlare di “Il ragazzo invisibile – seconda generazione” sequel di “Il ragazzo invisibile”, in compagnia del protagonista del film, Lodovico Girardello. E poi cita Gramsci: «Per capire la realtà non basta la ragione».

«Ci sarà una nuova graphic novel. Il protagonista è cresciuto rispetto al primo film: ha passato la linea d’ombra e si porterà dietro un grosso complesso di colpe, insieme al conflitto con le due madri (una biologica e l’altra adottiva). Il film sarà più dark, senza perdere però la gioia del racconto. Abbandoneremo lo ‘storytelling’ per raccontare le emozioni del ragazzo» – così, Gabriele Salvatores presenta il suo nuovo film “Il ragazzo invisibile – seconda generazione”.

Gabriele Salvatores

Nel corso della conferenza, il regista cita Gramsci: «L’approccio alla fantascienza – dice Salvatores – mi viene naturale, perché ho sempre amato il genere già da quando facevo teatro. E poi credo una cosa bella, che sosteneva un signore di nome Antonio Gramsci, quindi non un sognatore pazzo, ma un sognatore concreto dell’analisi della realtà: per capire la realtà non basta la ragione. Lo credo davvero, in particolar modo oggi. Provate a dirmi cos’è reale e cos’è finto? Il cinema ti permette di raccontare l’invisibile, quello che non può farci vedere né la rete né il web. E, come diceva Platone, ha questo grande potere: farti credere che le ombre proiettate su un muro siano la realtà. È la più grande magia del cinema».

Il regista di ‘Mediterraneo‘, premio oscar per il miglior film straniero nel 1991, è arrivato in compagnia di Lodovico Girardello che interpreterà il ruolo di Michele Silenzi nel film “Il ragazzo invisibile – seconda generazione”. Alla domanda “Quali sentimenti di te hai ritrovato nella seconda stagione?“, Girardello ha risposto: «Le emozioni che ho ritrovato sono una mescolanza tra le emozioni che provo io ogni giorno in determinate situazioni: c’è l’ansia, lo stress, la stanchezza, la tristezza, la gioia. Non sono da prendere singolarmente, ma sono un unico calderone».

Salvatores, tra le altre cose, non ha risparmiato di lanciare una frecciata alla Rai parlando del suo progetto “Italy in a day“, dove raccontava l’Italia attraverso gli occhi degli italiani: «È un dolore grosso che ho: Italy in a day poteva diventare un appuntamento quasi annuale e infatti lo proponemmo alla Rai. Avevamo intenzione di firmare il capodanno, poteva essere una bella idea. La Rai, delle volte fa delle cose meravigliose, altre volte si perde nelle loro difficoltà decisionali (se posso dire così, ndr)».

Paolo Vacca