La primula di Palinuro (Primula Palinuri Petagna) è un fiore dal colorito giallognolo tipico delle zone costiere tirreniche della Campania, Basilicata e Calabria. La pianta è endemica di queste regioni e, vista la sua rarità, protetta a livello regionale e comunitario.

Essa ha un areale ridotto che si estende lungo la fascia costiera di Capo Palinuro e Marina di Camerota, presso Scalea e Praia a Mare in Calabria e a Punta Caina in Basilicata, ma a partire dall’ ‘800 venne coltivata nella reggia di Caserta, nel giardino botanico di Hammburry, negli orti botanici di Padova Parma, Bologna, Napoli, Portici, Cosenza e nel giardino di Pietra Corva.

La primula in questione fu scoperta nel 1592 dal botanico partenopeo Fabio Colonna che, però, non la riconobbe come una nuova specie.  Successivamente nel 1767 il botanico, medico ed entomologo Vincenzo Petagna, durante un suo viaggio vide il rarissimo fiore in un anfratto della costa degli Infreschi e dopo averla studiato accuratamente capì che si trattava di una primula unica nel suo genere.

Il fiore è riconoscibile per le sue piccole dimensioni, il fusto sotterraneo legnoso alla base, le foglie carnose e coriacee e i fiori dal colorito giallognolo. Rispetto alle altre primule ha una fioritura precoce che avviene tra la fine di febbraio e gli inizi di marzo e generalmente è possibile trovarla a 200-300 metri sulla altezza del mare tra le fenditure delle scogliere

Oggigiorno la Primula Palinuri è stata inserita nelle Liste Rosse IUCN nella categoria vulnerabile ed è diventata il simbolo del Parco Nazionale del Cilento. A partire dal 1994 è tutelata da una legge regionale Campania e dalla Convenzione di Berna. Per la sua bellezza e rarità ha assunto una posizione di prim’ordine tra gli endemismi del Sud Italia e affascina i biologi di tutto il mondo che puntualmente giungono ogni anno lungo le coste tirreniche per ammirarla. Un tesoro inestimabile di cui il Meridione non può che esserne fiero.

Vincenzo Nicoletti