Il brainch della domenica – No vax: libertà di scelta non vuol dire libertà di essere stupidi

 

Cari lettori,
nel mio arrogante e superficiale cinismo credevo che più nessuno ormai si sarebbe battuto in favore dei nostri diritti fondamentali, che non ci fosse più interesse verso le grandi sfide del terzo millennio.

Poi ho visto migliaia di genitori compattarsi sul web e nelle piazze, con fervore unanime e combattiva ferocia, per opporsi al nuovo decreto sull’obbligatorietà dei vaccini; e ho capito di avere ragione.

Il Brainch della domenica
Illustrazione a cura di Antonella Monticelli

Erano davanti al Senato, martedì scorso, al grido di “Giù le mani dai nostri bambini!”. Forse confondevano Palazzo Madama col Vaticano (…ok, questa era cattiva), ma sta di fatto che il movimento No vax, così com’è stato ribattezzato, ha saputo innestarsi in un filone narrativo già ben impostato, quello delle bufale a metà fra complottismi e leggende metropolitane, e da lì alimentare una discussione organica in tutta la nazione e, soprattutto, imporsi all’attenzione mediatica con una dirompenza che non si vedeva dai tempi delle scie chimiche.

Un bene o un male? Sicuramente un bene per Matteo Salvini, il più ostinato nell’accaparrarsi simpatie a suon di tweet e cronica incoerenza. Se anche a voi provoca un moto viscerale sentir parlare di libertà di scelta chi in passato ha assunto posizioni quantomeno deprecabili in tema di libertà di culto, di orientamento politico e sessuale, di circolazione delle persone e chi più ne ha più ne metta, potete capire come la questione sia diventata grottesca.

Che simpatico burlone il buon Matteo…

Il problema, come al solito, è che alla generale disinformazione (che ci può anche stare, non possiamo pretendere che tutti sappiano tutto di tutto) si aggiunge la manipolazione con fini di propaganda che veicola e amplifica un determinato messaggio col fine di farlo apparire una verità incontestabile, un fatidico dogma.

Ecco dunque che la reazione allergica ad un vaccino diventa, nella narrazione No vax, l’inconfutabile prova che tutti i vaccini fanno male, e l’aumento del numero di vaccini obbligatori diventa l’ennesimo regalo a “Big Pharma”, come se le multinazionali farmaceutiche avessero bisogno di qualche siringa in più per lucrare affari miliardari sulla nostra pelle.

Ma è un bene parlarne, confrontarsi. Cosa prevede il decreto che con ogni probabilità sarà approvato definitivamente questa settimana e che, secondo i No vax, mette a repentaglio la nostra libertà di scelta? Ecco alcuni degli aspetti fondamentali della nuova legge:

  • il numero dei vaccini obbligatori scende da 12 a 10; a questi se ne aggiungono 4 “fortemente raccomandati”. Ciò non vorrà dire dieci diverse iniezioni: sarà possibile adempiere all’obbligo in due somministrazioni, col vaccino esavalente (difterite, epatite B, hib, pertosse, tetano e poliomielite) e con quello tetravalente (morbillo, parotite, rosolia e varicella);
  • le multe previste in caso di inadempienza diminuiscono da un massimo di 7.500 euro a un massimo di 500 euro; nessun riferimento, inoltre, alla perdita di patria potestà, forse il punto più controverso ed oggettivamente eccessivo. È prevedibile che, a queste condizioni, i genitori disposti a pagare la sanzione saranno di più;
  • il decreto copre con l’obbligo vaccinale anche i migranti minori non accompagnati e prevede sistemi di monitoraggio in grado di fornire una panoramica completa della situazione a livello nazionale.

Con buona pace dei No vax, la soluzione prospettata sembra dunque procedere nella direzione di un buon compromesso; il che non fa di me un filogovernativo pagato per soddisfare l’opinione pubblica, ma un ignorante di medicina che è stato vaccinato, che è ancora vivo per raccontarlo e che, soprattutto, non pretende di anteporre la sua conoscenza a quella della comunità scientifica.

È che ci sono alcuni limiti che sarebbe bene rispettare, soprattutto quando si parla di libertà personali e libertà di scelta, bandiere troppo spesso sventolate senza reale cognizione di causa, e spesso confuse con la libertà di fare quel che ci pare senza badare agli altri.

In questo caso, la libertà di un genitore di non vaccinare il proprio figlio deve arrestarsi di fronte alla libertà di tutti gli altri bambini a non essere contagiati da quel solo che, non essendo stato vaccinato, si è poi ammalato. Perché “la tua libertà finisce dove comincia la mia” è una frase bella da pronunciare, purché valga per tutti, e non soltanto per chi pensa di vivere al di là del bene e del male.

Non potete averlo scritto sul serio, dai

Certo non mancano gli aspetti critici; se ne potrebbe discutere a lungo. Si potrebbe considerare quanto la modernità ed il progresso, se da un lato hanno contribuito a debellare malattie letali come il vaiolo, dall’altro hanno finito per renderci via via più fragili, vulnerabili.

“La medicina ha fatto così tanti progressi che ormai più nessuno è sano”, scriveva Aldous Huxley; ed è assolutamente vero. Ma un utilizzo consapevole di farmaci e, in generale, di tutti gli strumenti che il progresso scientifico ci mette a disposizione si ottiene anche attraverso un’opera di capillare informazione. Quella che i No vax hanno messo in campo per la loro personalissima post-verità e che invece è mancata a chi pensava che bastasse il buonsenso – questo sconosciuto! – per scongiurare le conseguenze ben più gravi dell’ignoranza.

Buona domenica, lettori cari.

Emanuele Tanzilli
@EmaTanzilli

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