Caro direttore,

Sarà colpa della Terza Era e della mitica Terra di Mezzo, sarà la presenza dei cimiteri tra un isolato e l’altro, o l’aspetto buio dei palazzi vittoriani quando piove, ma ogni scozzese nasconde una storia strana da raccontare. Quello che voglio dire è che, passeggiando tra le strade di Edimburgo e fra la gente, in una normalissima giornata plumbea, un forte senso di mistero e di ambiguità, ti può avvolgere senza che tu lo voglia.

Gli scozzesi, infatti, portano dietro di sé un’orgogliosa scia di storia che ha arricchito un po’ tutti a scuola, dal muro di Adriano a Maria Stuarda già regina a sei giorni di vita, dalle guerre d’indipendenza alle rivolte giacobine, all’annessione con l’Inghilterra nel Settecento. Ed è per questo che, cercando notizie sulle figure storiche vissute in Caledonia, ho trovato una serie di nomi e di vicende alquanto strane che hanno movimentato la Scozia negli anni e che lasciano una certa perplessità. Tra tutte, la storia della famiglia Bean, che risale al Medioevo, è sicuramente la più perversa. Sebbene gli storici tendono a credere che i Bean non siano mai esistiti, il Newgate Calendar, il registro dei crimini commessi, riporta dettagliatamente alcuni fatti accaduti intorno al XV secolo.

Sawney Bean era nato nel 1370 nell’East Lothian e suo padre era un potatore di siepi. Sciatto e negligente, per sfuggire alla stessa sorte di contadino, decise di scappare e iniziò la sua vita di mendicante e rapinatore. Durante quegli anni conobbe Agnes Black, una strega che si guadagnava da vivere leggendo le carte e spillando soldi agli incauti che si accostavano a lei facendosi prevedere il futuro. I due si innamorarono e per sottrarsi alla caccia alle streghe di quegli anni, decisero di rifugiarsi in un logo più sicuro, approdando a Galloway e impossessandosi di una caverna che di giorno veniva nascosta dall’alta marea. Inizialmente, la coppia si procurava denaro derubando le ignare persone che passeggiavano per le vicine strade, ma col tempo, il rischio di essere riconosciuti li indusse ad ammazzare le vittime, per evitare così di essere arrestati. Trascinavano poi i corpi nella caverna o li sotterravano nella sabbia. In breve tempo però, la famiglia aumentò notevolmente e le bocche da sfamare diventarono troppe, anche a seguito di infruttuosi incesti. Sawney non sapeva proprio come fare ma un giorno si accorse che i corpi custoditi sotto la sabbia, grazie al sale, si erano perfettamente conservati. Decise così di riutilizzare le sue vittime per sfamarne figli e nipoti. Così, prima assaltava e rapinava i malcapitati, poi li ammazzava e infine li macellava o conservava in “salamoia” per alimentare i bisogni della famiglia. Centinaia erano le sparizioni nell’area di Galloway e gente innocente veniva condannata a morte perché accusata di assassini mai commessi. Il tutto mentre ormai gli uomini della famiglia Bean si davano da fare tutti e agivano indisturbati tra le rocce di quella scogliera nascosta di giorno dalla marea. Le forze dell’ordine ignoravano la presenza di quel nascondiglio, malgrado qualche resto umano di tanto in tanto veniva ritrovato sulle coste. Tutto proseguiva alla grande per i Bean, fino a quando nel 1435 assalirono una giovane coppia di sposi. Lei fu sgozzata davanti al marito, il quale riuscì però a scappare, raccontando la vicenda. Solo allora fu tutto più chiaro, e un esercito composto da 400 uomini e 100 cani, con a capo il Re Giacomo I, setacciarono tutta la zona. Quando i cani iniziarono ad abbaiare verso un punto preciso del mare, gli uomini capirono che qualcosa era stato trovato. Aspettarono la bassa marea e come per magia la caverna venne alla luce. All’interno della grotta lo spettacolo era raccapricciante: corpi smembrati che penzolavano, resti conservati in barattoli e parti che riaffioravano dalla sabbia. Tutti i Bean furono rinchiusi nel vecchio carcere di Leith: gli uomini furono squartati e le donne bruciate.

In realtà quella dei Bean potrebbe essere solo una leggenda, perché nonostante alcune fonti storiche ritrovate, mancherebbero alcuni presupposti essenziali, come i certificati di nascita. Intanto la vicenda ha ispirato registi e scrittori, come il celebre film “Le colline hanno gli occhi” o il romanzo “Offspring”. Però direttò, che s’inventano sti scozzesi!!

Anna Lisa Lo Sapio

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Nata in provincia di Napoli, 11/06/1983. E' Laureata in Scienze Politiche. Inizialmente, ha lavorato nell'area commerciale di alcune aziende ma ha presto capito che la sua strada non poteva avere a che fare solo con l'aspetto economico della vita. Amante della storia e appassionata dei segreti di Stato, ha realizzato studi e ricerche sulla società italiana durante gli anni di piombo e sui motivi che spingono l'uomo a commettere stragi e ribellioni contro altri uomini. Di se stessa dice : "Meglio vivere una verità difficile che una bugia comoda". Vive a Edimburgo. Per scriverle: losapio.annalisa@libero.it

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