Ciro Borriello

Tangenti, fondi neri e corruzione. Queste sono le parole chiave della vicenda giudiziaria che vede coinvolto Ciro Borriello, il fervente sindaco salviniano del centro–destra di Torre del Greco.

Ciro Borriello è stato arrestato con l’accusa di aver riscosso tangenti dalla ditta Balsamo, un colosso nel settore dei rifiuti. Infatti, in manette sono finiti anche gli imprenditori Massimo e Antonio Balsamo. Ciro Balsamo, Francesco Poeti e Virgilio Poeti sono, invece, ai domiciliari.

L’inchiesta è condotta dalla procura di Torre Annunziata e dalla Guardia di Finanza. I Balsamo accumulavano somme di denaro cospicue destinate al sindaco. La Procura, in una nota, ha spiegato: “La società Balsamo ha costituito mediante escamotages contabili, fondi neri di denaro contante, funzionali a ripagare lautamente gli atti contrari ai doveri di ufficio posti in essere dal primo cittadino”. Tali somme “venivano consegnate al sindaco nel corso di incontri mensili in luoghi appartati, privi di copertura di cellulari, mediante passaggi da un’auto all’altra”.

Secondo l’accusa, l’ingresso nell’appalto della società Balsamo “è connotato da marcata illegalità essendo riuscita a subentrare artatamente nell’appalto dei servizi di igiene urbana per la raccolta differenziata alla ditta Ego Eco che si era aggiudicata il servizio per il periodo 21 maggio 2012 – 20 gennaio 2016 con importo complessivo di oltre 30 milioni di euro.”

Ma non solo: Ciro Borriello è già noto alla cronaca nazionale, essendo il primo sindaco campano ad esprimere profonda simpatia e vicinanza alla Lega Nord. Infatti, lo scorso marzo dichiarò di voler aderire al movimento “Noi con Salvini”.

Sempre a marzo, in pieno stile leghista, si dichiarò contrario ad accogliere trecento migranti in arrivo. Spiegava: “Creeranno solo numerosi problemi a Torre del Greco. In Nigeria non c’è alcuna guerra civile, i migranti che arrivano lo fanno perché nel loro paese guadagnano 40 euro al mese e da noi invece basta restare pochi minuti fuori a un negozio per guadagnare la stessa cifra. Gli immigrati non ci portano di certo ricchezza, io credo che 35 euro al giorno sarebbero felici di averli anche i torresi. Devono restare a casa loro.”  Era presente, inoltre, al comizio di Matteo Salvini svoltosi a Napoli presso la Mostra d’Oltremare, sbandierando a destra e manca le foto che lo ritraevano insieme al leader della Lega. Dunque “aiutiamoli a casa loro” ma delinquiamo a casa nostra. 

Seppur estremo, il parallelismo con Tangentopoli, non solo per la portata delle persone coinvolte ma soprattutto per la gerarchia che vi era alla base, resta comunque un dato di fatto: a distanza di 25 anni sembra che nessuno abbia imparato la lezione. Un cane che continua a mordersi la coda.

Lo scorso 28 luglio Ciro Borriello aveva rassegnato le dimissioni dalla carica di sindaco a causa di problemi interni legati alla maggioranza. Non è un mistero, però, che Borriello puntasse ad una nuova candidatura alla Camera in quota leghista.

Ed è dunque questo, “il nuovo che avanza”, il ricambio della classe dirigente che spetta al nostro Paese?

Schemi malsani, legami politico-imprenditoriali che nutrono il sistema camorristico in giacca e cravatta. Un continuo lucrare ai danni delle persone, tangenti e business, un binomio endemico. “Predicare bene e razzolare male”; da un lato, nascondere il marcio e la polvere sotto al tappeto, e dall’altro, innalzare l’odio e la tensione in una guerra tra poveri.

Il nemico non è l’immigrato. L’invasione che bisogna fermare è questa, l’avanzata di personaggi in cerca d’autore mascherati di finto buonismo, mossi da uno pseduo nazionalismo utile a puntare il dito contro gli oppressi. Personaggi che, con una facilità disarmante, riescono a voltare lo sguardo dall’altra parte quando si tratta di illeciti commessi da loro stessi o dal padrino di turno. 

“Immigrati per favore, non lasciateci soli con gli italiani.”

Maria Bianca Russo