fipronil uova

Gli alimenti destinati alla grande distribuzione sono per prassi soggetti a una lunga serie di controlli prima di arrivare sul mercato e questo, purtroppo ma anche per fortuna, ci rivela spesso elementi di pericolosità.

Stavolta è il caso della temibile accoppiata tra uova e l’insetticida Fipronil, solo l’ultimo di una lunga serie di casi di utilizzo e abuso di trattamenti non consentiti.

Ma cos’è e quanto è pericoloso il Fipronil?  Si tratta sostanzialmente di un insetticida a largo spettro non utilizzabile su allevamenti destinati all’alimentazione proprio a causa della sua elevata tossicità per l’uomo.

A causa della propria destinazione gli allevamenti in questione dovrebbero utilizzare trattamenti insetticidi non pericolosi ( come ad esempio il Dega-16) e non certo il neurotossico Fipronil.

Le dimensioni della faccenda sono abbastanza impressionanti visto che parliamo di milioni di uova contaminate da Fipronil, destinate a quasi tutti i paesi europei e provenienti principalmente da Olanda e Belgio.

La questione non è tanto come agisca e quanto sia dannoso il fluocianobenpirazolo (ossia l’ormai conosciuto Fipronil), quanto piuttosto come esso sia finito negli allevamenti pur essendo tassativamente vietato.

Prodotti con una certa provenienza indicata sulla confezione spesso ne hanno in realtà un’altra spesso rocambolesca e discutibile. Nella maggior parte dei casi essi provengono, infatti, da mercati a basso costo con normative igieniche spesso inesistenti.

Spesso e volentieri un prodotto reperito a quattro soldi viene utilizzato con pochi scrupoli, con buona pace delle norme di sicurezza e della salute dei consumatori. E’ questo il caso del Fipronil, immesso sul mercato con questi metodi illegali.

Il problema esiste e non presenta una soluzione assoluta. Il lavoro congiunto dell’ottimo apparato di sorveglianza e controllo presente in Italia è certamente rassicurante, ma non basta.

La soluzione è tornare a rivolgersi al piccolo mercato locale, ai prodotti di qualità provenienti dalla nostra terra, a quei Km 0 di cui parliamo sempre di più ma che ancora non percorriamo in molti.

La consapevolezza e la possibilità di scegliere un futuro sostenibile in cui possiamo essere più sicuri e rispettosi dell’ambiente che ci circonda può e deve essere un monito a cambiare strada.

Mauro Presciutti