La storia di Oleksandr Zinchenko potrebbe sembrare, allo sguardo dei più disattenti, quella del più classico dei talenti che non mantiene le promesse della sua giovane età, spegnendosi in una bolla di sogni infranti: 17 partite giocate dal luglio 2016, nessun gol segnato, dopo aver incantato nei mesi precedenti al suo passaggio al City. Un destino da condividere assieme ad altri baby fenomeni, come HalilovicMorrison, che per poca attitudine o capacità di adattamento non riescono a confermare appieno il potenziale che potrebbero esprimere. Perché il Napoli dovrebbe quindi investire su questo ragazzo?

All’età di 17 anni, Zinchenko è stato scartato dalle giovanili dello Shaktar Donetsk per scelta dello stesso Mircea Lucescu, ai tempi allenatore dei Minatori, nonostante fosse una stella delle selezioni giovanili dell’Ucraina. Si trasferisce quindi all’Ufa, nel campionato russo, dove diventa un perno fondamentale della squadra ad appena 18 anni e dove guadagna la prima convocazione nella Nazionale Maggiore. La buona stagione con i biancorossi lo porta ad Euro 2016, distinguendosi con diverse ottime prestazioni nella sciagurata spedizione degli ucraini. Ciò convince Guardiola ed i Citizens ad investire sul classe ’96 due milioni di euro per accaparrarsi il giovane talento, per poi girarlo in prestito ai campioni d’Olanda del PSV Eindhoven. Ma Philipp Cocu non si fida molto del ragazzo e Zinchenko si ritrova, a fine stagione, scaricato anche dagli inglesi.

Oleksandr Zinchenko con la maglia dell’Ufa

Queste premesse non sembrano quindi essere a favore del ragazzo, il più giovane marcatore di sempre della sua Nazionale, ma non bisogna fidarsi delle apparenze. Il DS azzurro Giuntoli è un suo grande estimatore sin dai tempi dell’Ufa, quando Zinchenko a soli 18 anni si metteva in luce nella fredda Russia, e quindi conosce molto bene pregi e difetti di questo ragazzo.

Zinchenko è un giocatore dalla grandissima intelligenza tattica. In carriera ha ricoperto praticamente tutti i ruoli dal centrocampo in su: dal trequartista (suo ruolo naturale), all’esterno su entrambe le fasce, passando persino per il ruolo di mezzala, dimostrando a più riprese di poter essere un jolly da schierare in ogni situazione. Mancino naturale, predilige spesso la fascia destra per le sue giocate, spesso di rifinitura per i compagni. La testa rimane sempre alta durante il controllo palla e ciò lo porta ad essere un uomo importante durante la manovra di gioco, sia per costruire gioco che per cercare l’assist decisivo per i compagni, aiutato com’è da una tecnica cristallina nei passaggi e da una visione di gioco eccezionale. Al posto di Insigne, riuscirebbe a non modificare radicalmente l’asse di sinistra degli azzurri, spesso il punto centrale delle azioni del Napoli, grazie alla naturale propensione nel cercare il dialogo con i compagni e nel trovare l’inserimento dei compagni (cosa che sia Hamsik che Ghoulam fanno spesso): nelle sole 3 partite giocate in quel ruolo con il PSV è stato autore di 4 assist vincenti per i compagni. Un vero e proprio regista offensivo che non toglierebbe pericolosità alla manovra azzurra, in un ruolo che sembra essere piuttosto carente in assenza del Magnifico. Sa rendersi utile anche in fase di non possesso: nessuna corsa forsennata alla Callejon, ma una buona capacità sia fisica che tattica di partecipare ad un pressing ben organizzato come quello del Napoli.

Il paradosso di questo ragazzo, e forse il suo difetto più importante in questo momento della sua carriera, è che non riesce a centrare la porta, nonostante la grandissima sensibilità del suo piede sinistro. Sommando infatti anche le reti delle nazionali minori il conteggio si ferma solamente a 6 in 89 presenze ufficiali, con l’ultima rete in movimento segnata a maggio 2016.

La cura Sarri potrebbe però risvegliare anche questa abilità in Zinchenko, visti i numeri degli attaccanti azzurri nelle ultime stagioni, approfittando per il momento della sua abilità di dialogo sia nello stretto che nei lanci lunghi, dote molto apprezzata dal tecnico toscano. Bisognerà sicuramente aspettarsi un impiego alla Rog nel primo periodo, ma le qualità dell’ucraino sono innegabili e vanno pazientemente coltivate, sia per il presente che per il futuro del Napoli, in una squadra che sembra finalmente credere al 100% in lui.

Andrea Esposito

fonte immagine in evidenza: itasportpress.it