Nervi tesi a Battipaglia, in seguito alla delibera regionale. Alla sindaca Francese giunge una lettera redatta dal comitato di cittadini contrari all’impianto di compostaggio.

Una nota apparsa a fine giugno informava le amministrazioni dell’inizio di una serie di indagini sul territorio, che avrebbero portato all’individuazione delle aree idonee all’adeguamento dell’impiantistica regionale e all’istallazione di nuovi impianti di compostaggio per il trattamento delle balle. Tale decisione era motivata dalla necessità di ottemperare una sentenza di condanna della Corte di Giustizia Europea, datata 2015. Precedentemente, nel mese di marzo, un decreto approvava l’elenco definitivo delle associazioni entrate a far parte dell’Osservatorio Regionale sulla Gestione dei Rifiuti in Campania per i prossimi quattro anni e composto da Giuseppe Ambrosio dell’Associazione Unione Nazionale Consumatori, Biagio Barbato dell’Associazione Fare Ambiente, Giancarlo Chiavazzo dell’Associazione Legambiente Campania O.N.L.U.S.

Con una delibera regionale, alla città di Battipaglia è stata assegnata l’allocazione di un impianto di compostaggio presso lo Stir. Il direttore di Ecosalerno già qualche mese fa annunciava all’Ansa la sua soddisfazione per il traguardo del primo impianto in Campania a trattare la frazione umida, che attualmente, per il suo trasporto fuori regione, costa 140 euro a tonnellata. Si sta parlando di un investimento che si aggira intorno ai 9milioni e mezzo di euro per la sua realizzazione.

Un comitato, composto dai cittadini e venutosi a creare in seguito alla pubblicizzazione della delibera, ha inviato una lettera alla sindaca Francese, all’amministrazione e al consiglio comunale in cui si fa esplicita di richiesta di verifica dei termini per la presentazione di un ricorso al Tar e di presentazione di un ricorso straordinario al Capo dello Stato, qualora i termini per il primo ricorso fossero scaduti. Pare che a Battipaglia siano già presenti ben 7 impianti di trattamento dei rifiuti, misti tra pubblici e privati. Sorge, spontanea, quindi, la richiesta di maggiore tutela del territorio.

La sindaca prova a mediare e organizza un incontro di confronto per i primi di ottobre: 
Per questo motivo la nostra città intende organizzare per i primi giorni del prossimo mese di ottobre un convegno al quale vorremmo che portassero il proprio contributo di idee e di proposta i livelli istituzionali territoriali a partire dalla Regione Campania e dalla Provincia di Salerno; l’intero mondo dell’ambientalismo regionale e locale preziosissimo nella sua capacità di analisi, di denuncia e di proposta, il mondo sindacale, le forze politiche locali e singoli cittadini ed operatori“.

Qualche mese fa l’amministrazione di Conza della Campania ha sospeso la costruzione dell’impianto, dopo un presidio cittadino con le medesime rivendicazioni dei cittadini di Battipaglia. Il piano rifiuti è contenuto nella proposta del governatore Vincenzo De Luca, che fin dal mese di gennaio prevedeva già l’adeguamento dello Stir di Battipaglia.

Sara C. Santoriello

CONDIVIDI
Articolo precedenteUn’estate di fuoco per i monti cavesi (che bruciano ancora!)
Articolo successivoTropidogyne pentaptera, il fiore del Cretaceo conservatosi nell’ambra
Rappresentante degli studenti nel Consiglio Didattico di Scienze Politiche all'Università degli studi di Salerno (2015-2017). Consigliere del Forum dei Giovani di Cava De' Tirreni. Membro della Direzione Nazionale dell'Unione Degli Studenti (biennio 2014-2016). Esecutivo di Link Fisciano (2016-2018). Segretaria della CPS (biennio 2011-2013). Reporter per AsinuPress e LiberoPensiero. Per Polis SA Magazine gestisce la rubrica "Around The Corner".

1 COMMENTO

  1. La profonda e diffusa diffidenza nei confronti delle pubbliche amministrazioni che oggi propongono “impianti per il trattamento dei rifiuti” è il risultato di un quindicennio di malgoverno, noto a tutti, che ha visto finanche controvertire norme fondamentali dello stato.
    È indubbio tuttavia che oggi servono una serie di impianti, in particolare per il trattamento della frazione organica proveniente da raccolta differenziata, ma non solo.
    Tra pubbliche amministrazioni e cittadini diffidenti serve quindi un impegno reciproco affinché si possa garantire che un territorio di pregio possa finalmente essere in grado di gestire correttamente il ciclo dei propri rifiuti.
    Per le prime è necessario garantire l’adozione delle migliori pratiche disponibili in modo che i processi di trattamento non producano disagi o impatti negativi.
    Ai cittadini è richiesto di essere vigili e partecipare, non allo scopo di bloccare ma piuttosto di concludere alla migliore realizzazione degli impianti necessari.

Comments are closed.