A ottobre compirà finalmente i suoi sedici anni, probabilmente avrà in regalo l’ultimo Fifa e la possibilità di rientrare in rosa e di giocare pilotandosi. Un’emozione che avrebbe fatto accapponare la pelle a mezza Italia anni ’90 – quelli del sottoscritto – e che Eddy Salcedo Mora (italo-colombiano ma genoano di Genova) addirittura ha rischiato di peggiorare.

A 15 anni, dieci mesi e venti giorni, Salcedo è diventato il sesto giocatore più giovane di sempre ad aver esordito in Serie A, nella partita a Reggio Emilia, dove al Sassuolo per poco non segnava pure un goal. Va di tutto rispetto in una top ten che al Genoa sorride tanto, dato che al primo posto troviamo Pietro Pellegri, altro prodotto ligure che lo scorso dicembre fece il suo esordio tra i professionisti battendo il record ottuagenario di un certo Amedeo Amadei. Cresciuti insieme e protagonisti insieme della semifinale scudetto persa quest’anno coi rossoneri del Milan, Salcedo e Pellegri chiaramente sono un investimento. Uno dei tanti provenienti dalla sponda rossoblu, perché basti pensare ai vari Perin, Sturaro, Cofie, Mandragora o Ragusa, che si capisce che a 34 anni il buon Pandev stona come i ricci su Laxalt. Tra i sopracitati il Genoa ha dato un grosso trampolino di lancio (e purtroppo di caduta e rottura) a Mattia Perin, che è un classe ’92 e ha tanti anni ancora davanti.

Tuttavia, ogni qualvolta un millenial mette piede in Serie A fa un effetto importante. Doti importanti ambo i lati, con Pellegri che è uno stangone di 190 cm – per Preziosi il nuovo Messi – e Salcedo che ha nel nome tutto il brio sudamericano che i genitori colombiani hanno deciso di mantenere nei geni. Eppure a quest’età e di questi tempi tutto ciò non dovrebbe sorprenderci, almeno non più di quanto un romano lo sarebbe stato di un futuro campione come Amadei. A 80 anni dall’esordio di quello che chiamavano il “fornaretto“, le scuole calcio sono rodate, hanno un ricambio continuo e fortunatamente c’è ancora chi si permette di lasciare ai suoi piccoli di allontanarsi di casa, purché con le chiavi e il telefono per chiamare mamma e babbo.

Il calcio ringiovanisce, a volte forse anche troppo, e tra i primi a meritare una strigliata ci siamo noi. Noi, insieme ai dirigenti in estasi che sono pronti a curare i propri beniamini, a farli assaggiare al grande pubblico, insomma a gestire un prodotto vero e proprio. Non sappiamo di nuovo quando e se un ingresso in campo di un millenial sarà più che una passerella. Forse sono viziati, forse al Genoa esordirebbe chiunque a metà agosto, intanto Eddy Anthony Salcedo Mora forte ci resta, e pericoloso pure. E che tra le inconsce speranze di qualcuno debba palesarsi il pensiero che un Salcedo qualsiasi resti solo un modesto giocatore, non ci meravigliamo. Sarebbe l’unico modo per trattenerlo, forse, lì dove ha piantato le sue radici. A 18 anni ti regalerei un contratto.

Nicola Puca

Fonte immagine in evidenza: gazzetta

CONDIVIDI
Articolo precedente“I kill giants”, la diversità raccontata da Joe Kelly e JM Ken Nimura
Articolo successivoMilan, è Cutrone il 9 che mancava?
Studio Ingegneria Aerospaziale alla Seconda Università degli Studi di Napoli. Sostengo la politica giovanile e comunale insieme agli amici di Agorà-Lavoro, Partecipazione e Libertà; scrivo per passione, per la necessità di leggermi e di imparare dai miei errori. Sono un alfista senza un'Alfa, un seriofilo senza DVD, un Jedi senza una spada laser.