Cutrone

Tra le tante stelle rossonere in campo domenica sera allo Stadio Ezio Scida di Crotone una ha brillato più di tutte: Patrick Cutrone, giovane attaccante classe 1998. Curiosamente, a differenza di gran parte dei suoi colleghi, il suo luccichio non è stato provocato dal riflesso dei milioni spesi per il suo cartellino, ma semplicemente dalla grinta e dalla determinazione messe in campo che gli sono valse il primo gol in carriera in Serie A alla tenera età di 19 anni, oltre ad aver contribuito alla vittoria finale sul Crotone per 3-0.

A questo punto i tifosi, e presumibilmente anche Montella e la dirigenza, si staranno chiedendo: abbiamo cercato un’intera estate qualcosa che avevamo sotto il naso?

In effetti, la telenovela milanista intitolata “AAA Cercasi Attaccante” (con protagonisti Mirabelli e Fassone) è stato il vero tormentone dell’estate. Il, per ora fantomatico e discontinuo, André Silva non è stato mai considerato, verosimilmente nemmeno dalla stessa dirigenza, il vero colpo di mercato, né è stato mai etichettato come il perfetto centravanti che serviva al Milan di Montella, a prescindere dai 40 milioni investiti per il suo acquisto. A dire il vero, all’indomani della firma del portoghese sul contratto, il Milan già si muoveva alla ricerca di un altro (vero) attaccante che, oltre a garantire i 20-25 gol stagionali necessari per puntare in alto, potesse appagare definitivamente le pretese della tifoseria, alla ricerca di un autentico 9 che manca ormai da troppo tempo tra le fila rossonere. E così, per più di due mesi, un via vai di nomi che saltuariamente scomparivano e si ripresentavano, da Aubameyang a Belotti, da Diego Costa a Ibrahimovic. Alla fine è arrivato Nikola Kalinic che, in sostanza, sembra essere l’attaccante il più adatto per il tipo di gioco espresso dai rossoneri, considerando la sua grande capacità di prendere parte, e di portare a termine con i gol, le manovre offensive fondate sul fraseggio.

Cutrone

Tuttavia, mentre la società ha passato un’intera estate alla ricerca del Mister X, nel frattempo il giovane Patrick Cutrone ha saputo distinguersi in allenamento e nelle amichevoli estive, mettendosi in mostra a suon di gol e di giocate da vero attaccante, che a tratti ricordano quelle di Inzaghi.

La fiducia riposta in lui da Vincenzo Montella era stata, inizialmente, ripagata con una bellissima doppietta contro un avversario di caratura internazionale come il Bayern Monaco e con un gol nel primo preliminare di Europa League contro il Craiova; il tutto fino alla sfida di Crotone, quando quelli che sembravano sprazzi di un giovane attaccante alla ricerca di attenzione da parte del suo allenatore, si sono trasformati in certezza e speranza, a margine di una splendida prestazione alla prima da titolare in Serie A.

Cutrone

Un rigore procurato, un gol, un assist. Non è da tutti un esordio del genere, specie quando si indossia una maglia pesante come quella del Milan e quando bisogna dimostrare a tutti che, in fondo, non c’è bisogno di andare alla ricerca di un altro centravanti, quando lo si ha già in casa e, peraltro, non è costato nulla. Al di là della determinazione, Cutrone si distingue per rappresentare un profilo che da tempo è assente nel calcio italiano: quell’attaccante capace di leggere perfettamente i tempi dell’azione e dei passaggi, di muoversi come un rapace negli ultimi 15 metri e di sfruttare al meglio il proprio senso del gol.

Naturalmente, nonostante le ottime premesse, è ancora troppo presto per valutare una sua indispensabilità nel gioco di Montella e una sua ascesa nel calcio italiano, nel senso che saranno le partite che verranno a dirci se il Cutrone che si è visto finora non era solo un bluff.

Piuttosto, la domanda è: ci saranno prossime partite per il giovane under 19? Ovvero, il Milan sarà disposto a tenerselo stretto nonostante l’arrivo di Kalinic? O sarebbe più opportuno concederlo in prestito?

Un dato certo è che l’attaccante gode della profonda stima di Montella, che ha dichiarato nel post partita di Crotone di volerselo tenere stretto, e di aver deciso in tal senso già prima dell’inizio della gara di campionato. Dello stesso avviso sembra essere anche il giocatore, che gradirebbe una permanenza in rossonero, soprattutto dopo le recenti prestazioni che possono averlo indubbiamente rinvigorito e galvanizzato.

La risoluzione dell’emblema Cutrone richieda anche un’attenta valutazione sul modulo di gioco che l’allenatore campano deciderà di utilizzare nel corso della stagione. E’ evidente che un 4-3-3 richiederebbe la presenza di un unico attaccante centrale a scelta tra i tre disponibili, con i restanti due che scivolerebbero inevitabilmente in panchina, non possedendo le caratteristiche di esterni d’attacco. In tale scenario, il giovane attaccante finirebbe per trovare meno spazio, anche a causa di logiche societarie di carattere economico: ferma restando l’evidente maggiore esperienza di Kalinic, André Silva ha rappresentato, comunque, un pesante investimento a cui va, al di là di tutto, garantita la presenza sul terreno di gioco.

Diverso il discorso legato ad un eventuale utilizzo del modulo 3-5-2, da sempre caro a Montella e il cui impiego, pertanto, non deve essere escluso, tenendo presente che è con tale schieramento che il Milan ha affrontato l’ultima parte della scorsa stagione. In un’eventualità del genere, Cutrone potrebbe trovare più spazio e agire come secondo attaccante al fianco di André Silva o Kalinic, in particolare sfruttando la tecnica e gli spazi creati da quest’ultimo al fine di farsi mettere in condizione di finalizzare le azioni.

Dall’altro lato, non è comunque da escludere la possibilità che il Milan decida di dare in prestito il suo gioiellino, con il fine di permettergli di giocare molti più minuti (magari da titolare) e di consentirgli di crescere e conoscere appieno il campionato, per poi riprenderlo al termine di una o due stagioni come un giocatore ormai maturo e pronto per una grande squadra. L’unico importante dettaglio legato alla messa in atto di questa strategia e che andrebbe valutato con attenzione è costituito dalla scelta del club presso il quale “parcheggiare” il giocatore, tenendo a mente che piazze incandescenti, pretenziose o irrequiete potrebbero seriamente danneggiare la crescita di un talento.

In conclusione, sebbene il buon rendimento del ragazzo e la volontà dell’allenatore sembrano lasciare una remota possibilità di attuazione alla ultima soluzione elencata, resta da capire se il Milan avrà voglia e sarà in grado accompagnare il giovane bomber nel suo percorso di crescita o se finirà con l’abbandonarlo come già accaduto con passati talenti.

 

Amedeo Polichetti

 

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Laureato in Giurisprudenza. Stagista presso il Tribunale e Collaboratore presso uno Studio Legale. Alla ricerca della sua vera passione. Spera di poterla scoprire viaggiando... o scrivendo.

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