Un gruppo di ricerca della Binghamton University (USA) ha di recente messo a punto una batteria ricaricabile con la saliva. La notizia, riportata dapprima sulla rivista ‘’Advanced Materials Technologies’’ e poi ripresa da numerosi quotidiani, ha fatto il giro di tutto il mondo destando molto stupore.

La batteria in questione è stata progettata dal professore Seokheun Choi e ha le dimensioni di una striscia di carta. Essa è in grado di ricaricarsi e funzionare per pochi minuti grazie ai batteri presenti nella saliva. Questa biopila ha una potenza piuttosto limitata dovuta alla densità energetica di pochi microwatt per centimetro quadrato che le consente di alimentare soltanto strumenti ad uso immediato come ad esempio i faretti LED e biosensori per interventi di assistenza medica.

L’invenzione, nonostante i suoi limiti, presenta il notevole vantaggio di funzionare grazie a fluidi biologici reperibili ovunque e in poco tempo. I batteri, inoltre, si conservano a lungo termine non mostrando segni di degrado o denaturazione. Grazie a queste sue caratteristiche la batteria a saliva può essere utilizzata nei paesi in fase di sviluppo dove le risorse sono limitate e molto costose e l’energia elettrica è accessibile a pochi.

‘’Questo tipo di batterie presenta dei vantaggi competitivi rispetto alle soluzioni energetiche convenzionali poiché i fluidi biologici necessari all’attivazione sono reperibili anche nelle situazioni in cui le risorse sono più limitate. La generazione di piccole quantità di energia su richiesta è utile soprattutto per le applicazioni diagnostiche nei Paesi in via di sviluppo. Tipicamente, infatti, queste applicazioni richiedono una potenza di poche decine di microwatt per un tempo limitato ad alcuni minuti, ma le batterie commerciali o altre tecnologie di raccolta di energia sono troppo costose e sovra-qualificate.’’ ha spiegato il professor Choi sul portale del suo ateneo.

I ricercatori della Binghamton University stanno studiando per trovare un modo per migliorare la durata della batteria. Nel caso riuscissero nel loro intento la biopila potrebbe essere utilizzata per alimentare i comuni smartphone e piccoli strumenti di uso quotidiano garantendone una durata a lungo termine e ponendo fine al problema dell’inquinamento ambientale per la gioia dei milioni di utenti che giornalmente ne usufruiscono.

Vincenzo Nicoletti

 

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Vincenzo Nicoletti nasce l’11 dicembre 1994 a Vallo della Lucania e si trasferisce con la famiglia a Brescia dove attualmente vive. Da sempre appassionato di lettura, viaggi, diritti umani e ambiente ha sviluppato una forte curiosità per il mondo che lo circonda nelle sue molteplici sfaccettature. Collabora con Libero Pensiero News come coordinatore della sezione Scienza.