In questo clima di tensione, cittadini, volontari e politici focalizzano la loro attenzione sulla questione degli incendi. Ecco come hanno reagito le parti sociali.

Decine sono, infatti, i volontari che si adoperano per la salvaguardia del proprio territorio. Dopo essersi raggruppati ai piedi del monte, i volontari si sono spartiti le zone su cui operare. La tecnica è sempre la stessa: prima stagliano, poi zappano ed infine versano il terreno alla base delle fiamme, tutto ciò tenendosi sempre in contatto tra loro tramite gesti, parole o frasi dette ad alta voce.

N. Vetta è un giovane volontario che si è adoperato nello spegnimento degli incendi sorti a Monte Finestra e al monte San Liberatore, amante della natura ma anche conoscitore della montagna. Dichiara:

”Salgo in montagna da diverso tempo ormai, e non mi sarei mai aspettato che un giorno dovessi salirci per una tragica causa, ciò che mi ha spinto a sacrificare queste giornate estive è l’amore per la natura; è angosciante per me pensare alle conseguenze che la biodiversità di montagna può subire, cosi come lo è il pensiero di non poter più passare delle belle giornate in determinate zone di Monte Finestra o San Liberatore. Ma certamente la cosa più frustrante è l’incapacità di darsi una spiegazione riguardo il fine o la causa di tali atti vandalici, che sono sicuramente chiari alle menti criminali degli artefici.”

Nella ”lista dei cinquanta” compaiono volontari di diverse realtà associative e non solo, ci sono i membri del ”Gruppo Volontario Protezione Civile”, l’associazione ”Amici di Monte Finestra, l’associazione ”Alema”, il Partito Comunista, il Movimento 5 Stelle, lo Spazio Pueblo, il gruppo Scout, ed il vicesindaco Nunzio Senatore.

Mentre la maggioranza politica sostiene di aver svolto un buon lavoro nel fronteggiare il problema degli incendi, a muovere criticità è stata l’opposizione. Ad esprimersi, in particolare, è stato il consigliere comunale di opposizione Marco Galdi, che dopo aver fatto richiesta di un consiglio comunale straordinario ha dichiarato: ”Bisogna ora portare a termine studi geologici sul territorio montuoso che diano un quadro chiaro della pericolosità attuale dei terreni: non è assolutamente lecito tenere la testa sotto la sabbia”.

La domanda ricorrente tra le dichiarazioni dei giovani volontari è:
§Può la politica adoperarsi al fine di aumentare cospicuamente il numero degli addetti alla salvaguardia del verde pubblico? 

A darne una riposta più che esaustiva può essere il Partito Comunista sez. Antonio Gramsci, che si è espresso tramite un comunicato pubblicato diversi giorni fa:

Gli effetti nefasti della Riforma Madia svolgono un ruolo determinante: a decorrere dal 10 gennaio 2017, infatti, dei circa 8.000 agenti del Corpo Forestale rimasti in attivo, solo il 5% di essi è confluito nel Corpo dei Nazionale dei Vigili del Fuoco; un altro 15% è stato destinato alla pubblica amministrazione, mentre ben il 75% all’Arma dei Carabinieri: parliamo in questo caso di circa 6.500 ex-forestali, relegati perlopiù ad iniziative di soffocamento di piccoli fuochi – «solo se muniti di mezzi idonei allo scopo e di adeguati dispositivi di protezione individuale» –, che hanno perso quindi ogni possibilità di impiego per le operazioni di spegnimento. Ironia della sorte, dunque, gli ex-forestali sono oggi costretti primariamente alla mera segnalazione della presenza di incendi.

Quella enunciata nel comunicato è un’ analisi dettagliata, seppur triste, riguardo queste politiche scellerate che danno ben poca speranza. La logica del profitto non può prescindere dal rispetto per la natura. Gli incendi, tuttavia, in questi giorni hanno avuto decorso nelle zone della Badia, sfiorando il centro abitato. I cittadini della zona ringraziano i volontari che sono giunti da ogni parte della città e non solo.

Maria Pia Della Monica