Il caso drammatico di una bambina di quattro anni morta in Trentino dopo aver contratto la malaria finirà inevitabilmente per generare l’ormai consueta valanga di bufale razziste e profusioni d’odio per lo più diffuse sul web.

Per questo è necessario che casi così rari e delicati vengano trattati dal mondo dell’informazione e dagli organi sanitari nella maniera più chiara possibile sgombrando immediatamente il campo da inutili allarmismi.

La malaria è causata da un parassita chiamato Plasmodio di cui esistono almeno quattro forme. La più letale, ossia la Plasmodium Falciparum è quella che ha infettato la bambina deceduta.

La malaria è la seconda malattia infettiva al mondo dopo la tubercolosi e fino agli anni ’50 era molto diffusa anche nell’areale mediterraneo. Oggi è relegata al Sudamerica e nell’Africa Subsahariana e può essere trasmessa da un solo vettore, la zanzara di tipo Anopheles, assente in Italia.

Questo basterebbe già a direzionare il caso su altre modalità di infezione, ma la situazione è un po’ più complicata in quanto la malaria arriva per via secondaria seguendo flussi di vario tipo, principalmente quelli turistici da paesi tropicali. Ogni anno, infatti, si contano tra i 10000 e i 50000 casi di ricoveri al ritorno da vacanze, viaggi di lavoro o altro.

Il fenomeno attuale dei flussi migratori, questione su cui purtroppo si concentrerà il tutto, può contribuire, ma in maniera esigua in quanto i casi nelle persone arrivate sono veramente rari e, cosa non secondaria, affrontare un viaggio già tremendo malati di malaria è abbastanza surreale.

Allora come può una bambina in vacanza a Bibione contrarre la malaria se l’insetto vettore è assente nel nostro paese e casi di infezione vengono curati tempestivamente? Ci sono già varie teorie, plausibili, su questo strano caso di malaria, nonché una indagine della magistratura.

L’ipotesi più accreditata è che la bambina, ricoverata tempo fa in una struttura dove erano ricoverate delle persone malate di malaria dopo un viaggio, possa aver contratto la malattia proprio in ospedale venendo a contatto fortuitamente con l’agente patogeno.

C’è anche, tuttavia, la possibilità decisamente non remota che l’innalzamento delle temperature possa aver favorito la diffusione del vettore zanzara Anopheles nel nostro paese. In questo caso l’infezione sarebbe però statisticamente improbabile perché il numero dei casi di malaria è esiguo e prontamente trattato.

Siamo quindi di fronte a quello che probabilmente è un drammatico caso di contagio ospedaliero, più frequentemente etichettato come “malasanità”, piuttosto che all’ennesima catastrofe addossata ai migranti.

Questo, presumibilmente, interesserà a pochi e finirà direttamente in pasto a chi lo direzionerà abilmente verso il trend del momento, quell’odio che non siamo più capaci di mettere da parte nemmeno di fronte ad una tragedia come questa.

Mauro Presciutti

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Sono laureato in Radiologia e Radioterapia ed in Biologia, mi occupo di agricoltura sostenibile e sono un attivista politico impegnato sui temi sociali, dei diritti, del lavoro e dell'ambiente. Credo che il futuro di questo paese passi dalla ricerca e dall'innovazione, credo anche che siamo ancora molto lontani da quel futuro.

1 COMMENTO

  1. Sì certo sicuramente la colpa è dei medici, si tratta di malasanità. Denunciamoli, no? Invece la possibilità che la bambina si sia infettata perché punta da una zanzara che a sua volta aveva punto gli altri due bambini malati di malaria ricoverati nello stesso reparto nell’ospedale di Trento (e probabilmente sbarcati qualche settimana prima sulle coste italiane e provenienti dal continente africano) non è assolutamente possibile. I bambini malati ovviamente Nn hanno colpe ma i nostri politici di sinistra con il loro programma di sostituzione etnica ed invasione migratoria incontrollata dell’Italia, dovrebbero vergognarsi. Io semplicemente non ho parole. Povera Italia. Poveri i nostri figli.

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