Florenzi
Florenzi

Dopo quasi un anno Alessandro Florenzi torna in campo e la Roma e, soprattutto, il calcio italiano trovano uno dei loro migliori rappresentati. Undici mesi fa il suo gravissimo infortunio al crociato nella partita contro il Sassuolo. Sembrava che tutto potesse risolversi nella seconda parte della passata stagione, ma, quando mancava ormai poco al rientro, il ginocchio ha fatto di nuovo “crack”. Alessandro ha dovuto così operarsi nuovamente e iniziare un percorso di riabilitazione che ci porta ad oggi, 16 Settembre. Dopo l’amichevole giocata contro la Chapecoense, contro il Verona  Florenzi ritrova con ogni probabilità una maglia da titolare e il calcio italiano uno dei suoi migliori talenti.

IL RUOLO: La domanda che ci si pone adesso è quella che riguarda da sempre il giovane Alessandro: ma in che ruolo giocherà quest’anno? ” Tuttista” verrebbe da rispondere, coniando un neologismo. La colpa non è nostra. Non siamo noi a non capire di calcio poiché non riusciamo a trovare una collocazione adatta al giocatore romano. La colpa è sua, perché in ogni ruolo in cui è stato impiegato Florenzi ha dato sempre il massimo, portando a casa il più delle volte prestazioni eccellenti. C’è chi lo vede come un grandissimo incursore per il cuore che mette in ogni centimetro che percorre, per la sua grandissima foga e personalità, caratteristiche che gli sono valse il soprannome di ” Core de Roma“. Troppo grande la tecnica di Alessandro. Troppo raffinati i suoi piedi per essere considerato un incontrista. Immensa la sua intelligenza tattica, mostrata e affinata soprattutto sotto l’egida di un certo Zeman, che lo lancia prima come mediano e poi come mezz’ala, traendone ottimi risultati. Tutti i tifosi romanisti ricorderanno per sempre il 2 settembre 2012. In uno dei tanti favolosi Inter-Roma, terminato 1-3,  Florenzi trova il suo primo splendido gol in serie A e con la tanto sognata maglia giallorossa.

L’anno successivo arriva Garcia, che da centrocampista lo porta in attacco. Alessandro diventa un’ala destra, straordinariamente forte. Gioca come i vecchi numeri 7: attaccando la profondità, fornendo assist meravigliosi per Totti e Destro (all’epoca giallorosso), e soprattutto si sacrifica. Grazie alla trovata tattica di Garcia la Roma, non solo esprimerà uno dei calci migliori d’Italia, ma arriverà seconda, alle spalle della Juventus.

La stagione 2014/2015 segna una svolta nella carriera di Florenzi. La Roma fa un mercato impressionante, rafforza ulteriormente centrocampo e attacco. Iturbe, Liajic e le ottime prestazioni di Naingolann e Strootman sembrano chiudere definitivamente lo spazio a Florenzi. Ma la Roma l’anno prima compra anche Maicon. Il brasiliano ex Inter, però, si fa male spesso.  Alessandro è impiegato anche come terzino destro e i risultati sono ottimi. Le sue progressioni sono eccezionali. La sua grinta e la sua velocità riescono a mettere in difficoltà le ali e le punte più forti del nostro campionato. Grinta e velocità che nel settembre 2015 portano il giocatore giallorosso e a realizzare uno dei gol più belli che un terzino, un centrocampista, un giocatore di calcio abbiano mai realizzato nella storia della Champions League. È Roma-Barcellona, stagione 2015-2016. Florenzi recupera un pallone al limite dell’aria di rigore e si lancia in un contropiede quasi solitario. Arrivato a metà campo, in posizione defilata, tira come se fosse al limite dell’aria di rigore avversaria, quando in realtà la porta avversaria dista ben 55 m. BOOOM! Il gol è leggendario  ed entra anche nella  nomination del premio Puskas, trofeo per il gol più bello della stagione. Florenzi giocherà praticamente sempre in quella posizione per poi tornare a fare il centrocampista o l’ala in caso di forfait da parte di qualcuno dei centrocampisti. Anche Spalletti, subentrato a Garcia nella stagione 2015-2016, rimane molto sorpreso dalle sue enormi qualità offensive e difensive.

Qualità che Florenzi non ha paura di mostrare anche in Nazionale quando all’Europeo l’Italia, impegnata agli ottavi di finale, si trova di fronte la Germania. Gli azzurri perderanno ai rigori quella partita. I tifosi, però, di quella serata, oltre alla rincorsa di Zaza e al “falso cucchiaio” di Pellè non dimenticheranno mai il salvataggio che al minuto 53 Florenzi farà su Muller, che quella sera cambierà ulteriormente ruolo facendo l’esterno di centrocampo nel famoso 3-5-2 di Conte.

Florenzi vs Muller
Florenzi vs Muller

Un gesto tecnico indescrivibile, ma talmente decisivo e coraggioso da rendere il romanista uno dei giocatori più acclamati di quella Nazionale. Non è un caso se al momento del suo infortunio il 26 Ottobre 2016, a rattristarsi non sono solo i tifosi della Roma, ma tutti i tifosi e sportivi italiani.

L’UOMO: Come di un mitologico eroe romano, infatti, di Florenzi non colpisce solo la bravura, ma anche l’umanità. Un giocatore simpatico a tutti perché solare e, soprattutto, leale in campo e fuori. Florenzi è il primo a sincerarsi quando fa un fallo. Il primo a stringere la mano all’avversario. Tutti ricordano quando difese Montolivo da un commento alquanto forte di un tifoso, il quale chiedeva allo stesso Florenzi di “rompere le gambe a Montolivo, così salterà la finale di coppa Italia e gli Europei“, rispondendo per le rime: “Queste cose non si dicono nemmeno per scherzo. Lealtà, sportività e rispetto sono i valori in cui chi ama il calcio deve credere”.

Abbraccio di Florenzi con sua nonna
Abbraccio di Florenzi con sua nonna

Alessandro che dimostra di essere ulteriormente una bravissima persona e un grande professionista quando dopo un gol fantastico in un Roma Cagliari, va ad abbracciare sua nonna, per la prima volta allo stadio. Esultanza che gli costerà l’ammonizione più piacevole e la simpatia e l’affetto dei tifosi di tutta Italia, specialmente quando dopo si raccomanderà con i media di importunarla.

IL RITORNO:  Roma Verona è una gara che vale veramente tanto per Alessandro che  ai microfoni di Sky Sports l’ha paragonata quasi ad una nuova vita: “Sono felice di poter tornare a  giocare. Questo esordio rappresenta una nuova vita. Ho imparato molto da questa esperienza. Ho capito il valore di un sacrifico e del lavoro, raddoppiando gli affetti che avevo vicino.[…] Sono colpito dal gioco offensivo che Di Francesco ha cercato di imporci.  Ci vorrà tempo per imparare i vari meccanismi di gioco. A Roma di tempo, però, c’è n’è poco, speriamo che ce ne serva poco“.

Ecco ci siamo. Stanno per fischiare e Florenzi ci sarà, più forte che mai pronto a farci vedere gesti spettacolari e, soprattutto, un po’ di quei sani principi in un mondo come quello del calcio in cui l’accusa, la vanteria, la slealtà e la scostumatezza sono ormai all’ordine del giorno. Bentornato “Core de Roma” anzi ” Core d’Italia”!

Fonte immagini in evidenza:, Calcio Fanpage  ,Corriere della Sera  ,ANSA.it

 

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