All’indomani della presentazione della UEFA Nations League, sono già tanti i dubbi e le perplessità sollevate da buona parte dell’opinione pubblica in relazione alla complessità del meccanismo di svolgimento e, soprattutto, in merito alla reale necessità di introduzione del nuovo torneo per Nazionali.

Ma procediamo con ordine. In che cosa consiste la UEFA Nations League?

Nata da un’idea di Michelle Platini nel lontano 2013, la competizione non sarà altro che un ulteriore torneo che andrà ad affiancarsi ai classici eventi del Mondiale FIFA, dell’Europeo UEFA e della FIFA Confederations Cup.

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Il torneo è modellato sulla normale struttura dei principali campionati europei: serie maggiori e minori, promozioni e retrocessioni, play-off tra le più forti, qualificazione diretta alla successiva competizione Europea.

Al nuovo torneo, che, alla stregua dell’Europeo, avrà cadenza biennale, parteciperanno tutte le 55 squadre europee appartenenti alla UEFA, le quali saranno divise in quattro diverse Leghe (A, B, C, D), tenendo a mente il loro posizionamento all’interno del Ranking UEFA (e non FIFA) all’esito delle Qualificazioni per i Mondiali Russia 2018 (novembre 2017). Alla Lega A prenderanno parte le prime 12 squadre del Ranking, tra cui, verosimilmente, l’Italia, mentre le restanti verranno inserite nelle ulteriori tre Leghe: 12 nella Lega B, 15 nella Lega C, 16 nella Lega D.

La particolarità della competizione consiste nella divisione di ciascuna Lega in quattro Gironi (1, 2, 3, 4); più precisamente, la Lega A e B saranno divise in 4 gironi composti da 3 squadre, la Lega C avrà 3 gironi da 4 squadre e un gruppo da 3 squadre, infine la Lega D sarà composta da 4 gruppi da 4 nazionali. Le gare di andata e ritorno di ciascun girone si terranno tra i mesi di settembre e novembre 2018.

Le vincitrici di ciascun girone saranno promosse, in vista della successiva UEFA Nations League del 2020, nella Lega Superiore (dalla D alla C, dalla C alla B, dalla B alla A); al contrario, le ultime arrivate dei 4 gironi retrocederanno nella serie immediatamente precedente (dalla A alla B, dalla B alla C, dalla C alla D). Mentre, le vincitrici dei quattro gironi della Lega A, quella che, in sostanza, dovrebbe raccogliere le squadre più forti, non potendo essere promosse in alcuna serie superiore si affronteranno in un mini torneo a 4 squadre nel mese di giugno 2019, la cosiddetta Fabolous Four Competition, che si svilupperà attraverso due semifinali ed una finale, in gara unica ed in unica sede. La vincente alzerà il trofeo.

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La UEFA Nations League non pregiudicherà il normale svolgimento delle Qualificazioni ad Euro 2020, che si svolgeranno tra marzo e novembre 2019.

In realtà, stante l’obiettivo del nuovo Torneo di “facilitare” le qualificazioni agli Europei 2020 e di premiare le squadre vincitrici delle proprie Leghe con l’accesso diretto ad Euro 2020, la UEFA ha deciso di intrecciare le due competizioni. In particolare, nel mese di marzo 2020 si svolgeranno i Play-off (o spareggi) tra tutte le vincitrici dei gironi di ciascuna Lega. In altre parole, in ogni Lega si sfideranno le 4 squadre vincitrici dei Gironi interni ad essa, seguendo la modalità suindicata fatta di semifinale e finale in gara unica, e le vincenti di ciascun gruppo (4) dei Play-off accederanno di diritto ai gironi di Euro 2020. In questo modo, alle 20 nazionali che si qualificheranno attraverso l’ordinario svolgimento delle qualificazioni europee (prima e seconda di 10 gironi complessivi), si aggiungeranno le 4 squadre vincitrici degli spareggi della UEFA Nations League, raggiungendo, così, il totale di 24 squadre previsto per il campionato Europeo.

Ma attenzione: considerando il probabile intreccio tra le qualificazioni all’europeo e la Uefa Nations League, potrebbero esservi delle squadre che avranno già ottenuto matematicamente la qualificazione ad Euro 2020 tramite la leadership nel proprio girone. Pertanto, in tale eventualità, che non dovrebbe essere per niente remota, il suo posto negli spareggi verrà preso dalla squadra con il ranking più alto all’interno della Lega in questione, avendo come punto di riferimento il ranking globale all’interno della Lega stessa; se nemmeno in tal modo dovesse riuscirsi ad individuare la squadra avente diritto a partecipare ai play-off, si considererebbe la Lega Inferiore, sempre prendendo in considerazione il ranking globale della stessa.

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Insomma, un meccanismo talmente complicato che a destare sorpresa sarebbe più una sua eventuale riuscita che un suo completo fallimento. L’obiettivo reale di Platini è quello di rendere il contesto calcistico europeo più competitivo e stimolante, eliminando dalla scena le tanto noiose quanto odiose amichevoli, poco seguite, poco combattute e poco fruttifere in termini di diritti televisivi. Inoltre, in tal modo si dovrebbe garantire una maggiore partecipazione alle squadre di qualità medio-bassa, spesso escluse a causa della difficoltà del girone di qualificazione di appartenenza, ma che adesso, confrontandosi con squadre dello stesso livello, potrebbero ottenere in maniera meno complicata il pass per gli Europei.

La prima domanda sorge spontanea: era necessario? Lo spettacolo calcistico internazionale è già regalato dai Mondiali e dagli Europei, oltre che dalla Confederations, che tengono impegnate abbastanza le Nazionali. Peraltro, si dice che dalla competizione deriverebbero numerosi vantaggi di cui tutti sarebbero in grado di beneficiare, dalle federazioni calcistiche nazionali ai club, dagli allenatori alle stesse Nazionali di calcio. A dire il vero, al di là del maggiore fascino che un tale evento potrebbe generare a livello mediatico, i cosiddetti vantaggi sarebbero soltanto parziali e spesso fine a sé stessi.

  1. Sui presunti vantaggi derivanti dal minore numero di amichevoli.

La competizione naturalmente ridurrà in maniera drastica e, forse, accantonerà l’ordinario e classico svolgimento delle partite amichevoli tra le Nazionali, fermo restando che ciascuna squadra sarà sempre libera di disputarne una con qualunque altra nazionale si renda disponibile. Ma è chiaro che, con un calendario talmente fitto, i friendly matches difficilmente troveranno spazio. Eppure, spesso le partite amichevoli sono l’occasione per una Nazionale di sperimentare i frutti del suo lavoro, per verificare i risultati degli allenamenti. Sono l’occasione dell’allenatore di provare moduli di gioco differenti, di testare diverse posizioni in campo dei giocatori: in buona sostanza, sono il classico strumento attraverso il quale si prepara una nazionale ad affrontare una competizione più importante. Al contrario, in questo modo, le squadre e gli allenatori, pressati dalla imminenza della Uefa Nations League, finiranno con il prepararsi in maniera poco adeguata, con probabili ripercussioni in termini di prestazioni.

Per di più, le amichevoli internazionali con squadre non europee diventeranno sempre più rare.

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2. Sui presunti vantaggi a favore di club e calciatori.

Si è detto che la competizione dovrebbe addirittura ridurre i carichi su giocatori e club con viaggi ridotti e nazionali che giocano più spesso contro squadre dello stesso livello. Premettendo che il torneo non determinerà un’alterazione del calendario previsto per le gare delle nazionali né un aumento delle partite giocate annualmente da una Nazionale di Calcio, e che, dunque, almeno in teoria, le soste del campionato dovrebbero essere quelle generalmente osservate in occasione delle competizioni mondiali od europee, va sottolineato che la UEFA Nations League potrebbe inasprire ancor di più i già ordinari contrasti tra club e Nazionali. Le società e gli allenatori, visto il fascino e l’alta competitività del torneo, potrebbero decidere di preservare i propri calciatori per il campionato e di non inviarli in Nazionale, alimentando i fantomatici fenomeni degli infortuni fantasma pre-nazionali. Quanto ai calciatori, questi, al contrario di quanto si dica, rischierebbero di aumentare in maniera eccessiva i propri carichi di lavoro, andando incontro più spesso ad infortuni.

UEFA 3. Sui presunti vantaggi derivanti dalla maggiore competitività

Le squadre appartenenti alla Lega A, vista la sicura presenza in un gruppo più che competitivo fatto di squadre dello stesso livello, potrebbero pensar bene di non dare troppa importanza alla competizione e di guadagnarsi la qualificazione attraverso il normale girone di qualificazione agli Europei, sicuramente più abbordabile. Cosicché, soprattutto alla Fabolous Four Competition, nella gran parte dei casi parteciperebbero le squadre subentrate a quelle che, seppur già ammesse ai play-off, si sono già qualificate. In tale eventualità, la Uefa Nations League finirebbe per non avere quel fascino che gli si vuole attribuire, rischiando di ricevere poca attenzione. Nulla di più di una normale Confederations Cup, alla quale spesso partecipano le riserve o i giovani promettenti delle Nazionali.

Nonostante i dubbi e le perplessità, tra un anno si parte. La competizione prenderà il via a settembre 2018, in seguito ai sorteggi che avranno luogo a Losanna nel mese di gennaio 2018 e che definiranno i vari gruppi delle varie Leghe. Le certezze legate ad una sua buona riuscita sono poche: l’unica certezza è che a goderne saranno soprattutto le Federazioni Nazionali ed Internazionali, che beneficeranno di maggiori introiti legati ai diritti televisivi. Con buona pace degli appassionati.

 

Amedeo Polichetti

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