Diciamoci la verità, la maggior parte di noi è stanca di sentir parlare di problematiche ambientali quali l’inquinamento atmosferico, dell’acqua e del suolo o l’esaurimento delle risorse naturali e quindi del conseguente caro prezzo che le generazioni future dovranno pagare.

Questo voler non ascoltare, girare la faccia dall’altra parte come se così facendo si potesse evitare il problema, questo far finta che tutto ciò non ci riguardi, nasce principalmente dal fatto che queste catastrofiche notizie quasi mai vengono accompagnate da soluzioni da poter attuare nell’immediato. Perchè non cominciare a farlo? Perchè non cominciare a scrivere di soluzioni anziché continuare a parlare di problemi? In questo articolo affrontiamo una questione a dir poco spinosa, da cui dipende letteralmente il futuro dell’intera umanità: l’agricoltura.

Iniziamo analizzando brevemente le difficoltà presentate dell’attuale sistema agricolo mondiale. Innanzitutto sappiamo che l’agricoltura moderna, industriale e non, dipende quasi totalmente dai combustibili fossili che, come sappiamo, saranno sempre meno disponibili e sempre più costosi. Questi combustibili hanno un impatto negativo sull’ambiente favorendo l’ormai famoso Global Warming ovvero il surriscaldamento globale e quindi il conseguente cambiamento climatico. Il secondo problema legato all’attività agricola riguarda la fertilità del suolo. L’erosione, la desertificazione e la salinizzazione rappresentano minacce incombenti, di cui si parla poco ma che ci mettono di fronte ad una preoccupazione ancora maggiore cioè quella del continuo aumento demografico mondiale. L’Onu, con il World Population Prospect del 2017, stima che nel 2030 la popolazione mondiale toccherà gli 8,6 miliardi di individui per poi passare a 9,8 miliardi del 2050. Da qui nasce la domanda: come fare a sfamare sempre più persone avendo a disposizione sempre meno suolo fertile? Esiste una soluzione valida, da poter mettere in pratica già da domani? La risposta è sì! Si tratta della permacultura.

Per permacultura si intende quel metodo di coltivazione che, seguendo strategie ecologiche ben definite, consente di progettare insediamenti agricoli somiglianti agli ecosistemi naturali, capaci quindi di mantenersi autonomamente e di auto rinnovarsi con un bassissimo impiego energetico.

A questo proposito in Italia, nel 2006, è nata l’Accademia Italiana di Permacultura , un’associazione senza scopo di lucro che raccoglie e diffonde corsi organizzati, dai soci stessi dell’Accademia e non, nelle varie regioni su quasi tutto il territorio nazionale. Vari sono i percorsi tra cui scegliere: si va dalla progettazione permaculturale ai workshop in cui si impara a costruire edifici con la paglia o a creare intonaci con la terra cruda. Dopo aver completato il corso di Progettazione, della durata complessiva di 72 ore, si ha la possibilità di iscriversi a un corso di studio autogestito di minimo due anni atto al conseguimento del diploma. Durante questo periodo gli apprendisti prepareranno un progetto con cui dovranno dimostrare la capacità nell’applicare l’etica e i principi permaculturali in maniera completa ed esaustiva, sviluppando così competenze specifiche indispensabili per poter diventare progettisti e/o insegnati di questo nuovo metodo di agricoltura.

Ma quali sono queste strategie ecologiche, queste soluzioni da poter applicare già da domani? Di certo un articolo non basterebbe ad elencarle e spiegarle tutte. Parliamo quindi di quelle che riteniamo essere le più interessanti, capaci di suscitare nel lettore quella curiosità che ci auguriamo porterà ad approfondire questo argomento in continua evoluzione.

Partiamo dalla Forest Gardening che consiste nel creare un orto-frutteto a “strati”, imitando quello che avviene in natura appunto in una foresta. I vantaggi di questo nuovo metodo agricolo stanno principalmente nell’abbattimento del lavoro fisico e dell’uso dei combustibili fossili necessari in un normale orto-frutteto, questo perchè in un forest-garden tutte le specie piantate devono essere perenni o auto riseminanti. I diversi strati, composti solitamente da alberi da frutto a taglia alta, successivamente quelli nani, ancora più in basso gli arbusti e scendendo sempre più verso il suolo erbe aromatiche perenni, ortaggi, rampicanti e infine tuberi, massimizzano l’uso del sole e soprattutto del suolo poichè le radici delle diverse specie piantate “pescano” a profondità differenti.

Particolarmente interessante è anche l’idea della casa vivente ovvero trasformare le nostre abitazioni da luoghi di consumo di energia fossile a bacini di raccolta per l’energia solare tramite la progettazione solare passiva che raccoglie vari metodi di abbattimento dei costi di riscaldamento, come ad esempio la coibentazione termica piuttosto che far crescere l’edera sulla parete settentrionale della casa o addirittura costruire una serra sulla parte dell’edificio più esposta al sole.

Tanti altri sono i principi e le strade da poter percorrere per trasformare in nostro orto o la nostra azienda agricola in un luogo in cui invece di competere si coopera con la natura, aumentando la produttività dei terreni e sostituendo la fatica fisica e l’enorme impiego dei combustibili fossili. Per approfondire questa interessante tematica molti sono i libri da poter consultare tra cui i più importanti sono Introduzione alla Permacultura di Bill Mollison e Guida pratica alla Permacultura di Sepp Holzer.

Il filoso e saggista spagnolo Josè Ortega y Gasset affermava “io sono me più il mio ambiente e se non preservo quest’ultimo non preservo me”. Siamo consapevoli delle problematiche ambientali che minacciano la natura e quindi l’uomo. Ogni giorno veniamo bombardati da notizie riguardanti catastrofi naturali che avvengono in tutto il mondo e che avverranno molto presto a causa dell’avidità umana, della sua irrefrenabile voglia di progresso illimitato in un mondo limitato. E se invece che di questi problemi, i tg, i giornali e i blog iniziassero a parlare di soluzioni? Se invece di accusarsi reciprocamente, i governi, assieme ai popoli, iniziassero a confrontarsi sulle soluzioni? La permacultura, pur essendo ancora poco conosciuta, rappresenta un’ottima alternativa alla spesso dannosa agricoltura oggi praticata e dà alle generazioni future la possibilità di vivere in un mondo sano, pulito, di avere a loro volta un futuro in cui credere e per cui lottare.

Marco Pisano

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Sono Marco Pisano, ho 25 anni e risiedo in una piccola cittadina dell’alto casertano, Piedimonte Matese. Ho lavorato per circa sei anni in un Sali e Tabacchi. Il mio hobby principale è la musica. Suono le percussioni e mi diletto a mixare canzoni di vari generi (dal folk al rock n roll, dal reggae alla musica balkanica). Altro mio hobby è la lettura, in particolare mi piace leggere libri che trattano di viaggi (es: Un indovino mi disse – Tiziano Terzani). E’ stato proprio Terzani a farmi avvicinare al mondo del giornalismo che, unito ad un altro mio interesse ovvero l’ambiente e tutto ciò che lo riguarda, spero diventino la mia professione ovvero quella di giornalista ambientale appunto. Mi piace molto viaggiare, sono stato in Grecia, negli States (New York), Rep. Ceca, cinque volte in Olanda e 4 in Spagna e infine in Romania e ho vissuto per 5 mesi in Inghilterra, visitando quasi tutto il West Sussex e naturalmente Londra.

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