Di nuovo “crack”, di nuovo il ginocchio che cede e Milik che si accascia a terra. Non è servito uno scellerato intervento killer, questa volta, a tradire polacco classe ’93: ci ha pensato un movimento innaturale del suo ginocchio destro ed un terreno di gioco non in perfette condizioni (anche Maurizio Sarri è di questa opinione) a mandare K.O. l’ex Ajax per la seconda volta, con una nuova rottura del legamento crociato che lo terrà fuori presumibilmente fino a febbraio, come successe per il legamento crociato di sinistra, nonostante questa volta l’infortunio sia stato addirittura più grave di quello che patì con la maglia della Nazionale polacca.

Ad un anno di distanza, il Napoli si ritrova di nuovo a dover fare a meno di Arek già dai primi scampoli di stagione. La situazione è però molto diversa rispetto allo scorso anno: Milik era diventato il titolare inamovibile del Napoli post-Higuain a suon di gol, e dopo la sua perdita, gli azzurri subirono un grosso contraccolpo nei mesi di ottobre e novembre, che difatti tenne il Napoli fuori dal discorso scudetto fin da subito, sia per la sua assenza che per la scarsa vena realizzativa di Manolo Gabbiadini, mai dentro gli schemi di Sarri ed “epurato” nel mercato di gennaio per l’acquisto di Pavoletti, altro giocatore che non ha aiutato il Napoli nei 6 mesi di permanenza.

Dries Mertens, dopo il gol alla Lazio

L’attacco degli azzurri, come nella passata stagione, si regge ancora (oltre che sul suo gioco) sulla straordinaria e non più sorprendente esplosione di Dries Mertens nel ruolo di punta centrale, autore già di 6 reti in 6 partite in questo inizio di campionato ed ormai inamovibile dall’undici titolare. Il problema però nasce da una questione quantomai banale ma da non sottovalutare: Mertens può giocare tutte le partite da qui fino al rientro di Milik? La risposta è ovviamente no, anche perché spremere il folletto belga fino a Marzo significherebbe limitare di molto il suo apporto offensivo. Quali sono quindi le possibili soluzioni?

Le voci su eventuali svincolati sono ovviamente rimbalzate già domenica e si sono spente con la stessa rapidità delle candeline su una torta di compleanno. Impensabile, sia per la politica societaria sugli acquisti, che per i lunghi tempi di inserimento negli schemi di mister Sarri, che il Napoli potesse volgere lo sguardo verso i vari GilardinoCassanoPepito Rossi (indiscusso talento ma che rischiava purtroppo di raggiungere Milik nell’infermeria sin da subito) per far rifiatare Mertens. Altro aspetto da sottolineare e sul quale discutere è la classica voce polemica arrivata da addetti ai lavori e tifosi: ma se avessimo tenuto Zapata/Pavoletti? Anche lì la risposta è no. Con le rose obbligatorie a 25 e le liste Champions così ridotte ci sarebbero stati comunque grossi problemi ad inserire i due numeri 9, ora in forza rispettivamente a SampCagliari.

Roberto Inglese, centravanti del Chievo

L’idea per gennaio diventa quindi quasi una scelta scontata/obbligata: Roberto Inglese. Il classe ’91, 6 presenze e due reti, è ufficialmente in prestito dal Napoli al Chievo e la società potrebbe decidere quindi di sfruttare i 10 milioni investiti sull’ex Carpi e portarlo in quel di Castelvolturno prima della scadenza del prestito. Rimane però l’incombenza dell’immediato futuro, con il Napoli impegnato in Campionato ed in Champions League e il solo Dries come unico centravanti in rosa. La prima idea per sostituire il numero 14 è Adam Ounas. Il francese è molto simile a Mertens per caratteristiche fisiche e tecniche, in più la sua abilità nel girarsi spalle alla porta potrebbe aiutarlo ad adattarsi prima in quel ruolo, almeno per far rifiatare il belga a partita in corso. Difficile, ma non per questo non percorribile, è l’accentramento di Callejon, con l’inserimento del già citato Ounas sulla fascia destra. Difficile non perché non abbia le conoscenze tattiche per giocare come centravanti ma perché lo spagnolo è fondamentale negli equilibri dello scacchiere di Sarri ed Ounas è ancora in fase di “apprendistato” come ala destra. Più defilata è invece la posizione di Leandrinho: il brasiliano, stando anche alle parole del suo agente, è più punta che ala e si sta già allenando con la squadra maggiore, ma non avendo totalizzato neanche una presenza ufficiale dal suo arrivo a gennaio fino ad oggi, il suo impiego resta solo un ipotesi.

Il Napoli si ritrova quindi con una squadra consolidata, prima in campionato con 6 vittorie su 6, ma di nuovo con un centravanti da reinventare e con un Milik da proteggere fino al suo ritorno, sperando di non dover assistere di nuovo alla sfortuna di questo ragazzo, che si è rivelato in questi due anni gioiello di cristallo: bello e fragile allo stesso tempo.

Andrea Esposito

fonte immagine in evidenzia: corrieredellosport.it

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here