In Italia il diritto alle cure è riconosciuto dalla Costituzione, eppure nella pratica cresce il numero di immigrati che non hanno accesso all’assistenza medica.

A partire dal 2013, gli ambulatori Emergency mobili hanno iniziato a lavorare in alcuni centri di accoglienza siciliani e nel 2015 nei porti di Augusta, Pozzallo, Porto Empedocle. I medici e infermieri Emergency garantiscono assistenza sanitaria ai migranti sbarcati in Italia, i mediatori culturali li informano sui loro diritti e gli psicologi sono a disposizione dei più vulnerabili. La scorsa estate un team di EMERGENCY ha offerto assistenza sanitaria a bordo di una nave impegnata nella ricerca e salvataggio.

Il lavoro dei medici Emergency, però, non si ferma al momento dell’arrivo in Italia dei migranti: moltissimi di loro necessitano di assistenza medica anche successivamente. L’associazione ha lavorato anche nelle campagne pugliesi, siciliane, laziali, calabresi e lucane per portare cure ai braccianti impiegati nell’agricoltura. I braccianti soffrono di lombalgie, problemi gastrointestinali e osteomuscolari che dipendono da condizioni di vita al limite dell’umano, dove il lavoro è massacrante, il cibo è scarso ed è difficile accedere all’acqua potabile.

Spesso le persone, però, hanno difficoltà ad accedere ai servizi sanitari per questioni logistiche. L’ambulatorio del medico di base può essere lontano o mal collegato con i luoghi di residenza; frequentemente gli orari di apertura sono incompatibili con quelli del lavoro, rendendo impossibile la fruizione di un diritto riconosciuto. Per facilitare l’accesso alle cure alle fasce più vulnerabili della popolazione, Emergency ha allestito degli ambulatori mobili, mezzi di diversa grandezza (pullman, minivan, camper e camion) trasformati in ambulatori su ruote per offrire assistenza sanitaria e orientamento in aree disagiate, come appunto le aree agricole.

Le unità mobili sono utili anche nelle periferie, dove i residenti sono più esposti al rischio di isolamento: le barriere linguistiche, le difficoltà logistiche e la complessità del Servizio sanitario nazionale inducono spesso i pazienti all’interruzione di percorsi di salute e alla rinuncia alle cure. Sono presenti unità mobili nelle periferie di Milano, Castel Volturno, Ponticelli e Sassari.

Negli ambulatori, i medici Emergency offrono cure di base e specialistiche e i mediatori si occupano dell’orientamento socio-sanitario per facilitare l’accesso degli stranieri al Servizio Sanitario Nazionale. Spesso, infatti, gli utenti ignorano l’esistenza di servizi socio-sanitari a loro utili, o non sanno come accedervi. Lo staff di Emergency facilita l’accesso ai servizi, aiutando e orientando i pazienti a identificare quelli più adatti.

In alcuni casi, questo intervento è risolutivo perchè i pazienti accedano alle cure di cui hanno bisogno. Ad esempio, a Castel Volturno vengono aiutate le “sex workers” a rivolgersi ai consultori della zona o, in caso di necessità, agli ospedali. La maggior parte delle donne assistite non conosceva l’esistenza dei consultori e non era mai stata visitata da un ginecologo. Si tratta spesso di interventi semplici, ma utili per mettere in contatto utenti e i servizi a loro necessari, esistenti e gratuiti, ma ignoti.

Lo straordinario lavoro di Emergency, però, non finisce qui. Negli ambulatori spesso vengono organizzati momenti di educazione sanitaria per varie fasce di pazienti. Vengono fatti incontri di sensibilizzazione sui problemi della salute femminile e la diagnosi precoce dei tumori, incontri per la corretta alimentazione dei bambini, viene discusso materiale informativo per prevenire la trasmissione di malattie sessualmente trasmissibili e vengono informati i pazienti sulle giuste abitudini per una corretta igiene orale.

Lavorare sulla prevenzione medica è un prerequisito indispensabile per mantenere la buona salute dei pazienti, contenere le spese delle cure mediche pubbliche dove è possibile e prevenire la diffusione di malattie infettive.  Grazie all’attività dei volontari Emergency il diritto alla cura ogni giorno viene rispettato e perpetuato a favore di una classe sociale vulnerabile, troppo spesso discriminata a causa di paura e diffidenza sentimenti che viaggiano sul confine labile tra ignoranza e razzismo. La prevenzione e l’offerta medica gratuita rappresentano i grandi baluardi che il nostro paese ha per difendersi dalle malattie e dalla sofferenza e allo stesso tempo tutelare il dovere di accogliere chi ha bisogno di un rifugio.

Angela Abate