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Marco Da Re ha 23 anni e vive a Venezia. È accompagnatore turistico e studia lingue all’università Ca’ Foscari. Parla italiano, tedesco, francese, polacco e inglese fluentemente e l’abbiamo intervistato per capire come è nata la sua passione per le lingue, quali sono i suoi consigli per apprenderle e per sentire il suo parere sul legame tra studio delle lingue e lotta alla xenofobia.

Quali lingue conosci e a che livello?

«Italiano – madrelingua. Inglese – B2 – C1, studiato dalle elementari e utilizzato molto sul lavoro. Tedesco – C1, studiato dalle medie e utilizzato in contesto familiare, lavorativo e universitario. Maggiore padronanza nel parlato che nello scritto. Francese – ottimo livello nel parlato, non più utilizzato da molti anni nello scritto, studiato alle superiori usato in contesto lavorativo. Polacco – B2, studio iniziato all’università e parlato principalmente in quel contesto e con amici, molto poco al lavoro. Russo – circa A2, studiato 5 mesi all’università e praticato molto con coetanei madrelingua e ogni tanto al lavoro.»

Cosa ti ha spinto ad imparare queste lingue?

«La mia passione per lo studio delle lingue straniere nasce dalla mia continua voglia di viaggiare e scoprire nuove culture, usi e costumi e dalla voglia di riuscire a comunicare con tutti i miei interlocutori.»

Usi le lingue nel tuo lavoro o nella tua vita quotidiana?

«Sì, come accompagnatore turistico utilizzo soprattutto l’inglese, il francese, il tedesco e il russo. Per quanto riguarda la vita quotidiana le uso principalmente con i miei amici / amiche di diverse nazionalità.»

È possibile imparare una lingua in tre mesi?

«Personalmente credo non sia impossibile, visto che in 5 sono riuscito ad avere la base per il mio russo. Però ritengo che sia un lavoro molto  difficile, che richieda la totale dedizione a questa lingua. Penso quindi che una totale immersione con madrelingua, musica e programmi televisivi possa aiutare. Allo stesso tempo però bisognerebbe partire da una base linguistica: ad esempio, nel mio caso sapere una lingua slava mi ha aiutato ad imparare più velocemente il russo.

Come ultima cosa la persona in questione dovrebbe secondo me già avere un bagaglio di studio delle lingue in generale abbastanza importante.»

Esiste il talento per le lingue?

«Secondo me più che di talento bisognerebbe parlare di predisposizione. Come alcune persone sono più predisposte per la matematica e riescono a svolgere calcoli senza problemi, lo stesso vale per le lingue. Quindi una persona più predisposta per lo studio delle lingue avrà una maggiore facilità ad impararne molte rispetto agli altri.

Questa predisposizione, secondo me, non dipende dall’età, quindi questo tipo di persone penso possano riuscire ad imparare una nuova lingua straniera anche con il passare degli anni.»

Imparare una lingua cambia la nostra visione del mondo? Hai mai cambiato idea su una cultura dopo averne studiato la lingua?

«Sinceramente penso che per capire una cultura non basti sapere la lingua, ma bisogni viverla quotidianamente sul posto. Però il conoscere una lingua ti può aiutare ad avere un rapporto più diretto con il popolo e la cultura di arrivo e di conseguenza a conoscerla meglio.»

Pensi che l’insegnamento e lo studio delle lingue straniere possa aiutare a creare una società più tollerante e meno xenofoba?

«Chi conosce tante lingue e quindi ama viaggiare di solito è una persona aperta a tutte le culture e quindi se ci fossero più persone così ci sarebbero meno problemi di tolleranza e xenofobia, ma allo stesso tempo non sarebbero risolti del tutto secondo me.»

Daresti qualche consiglio a chi vuole cominciare ad imparare una nuova lingua straniera?

«Io consiglio sempre di “vivere” la lingua più che si può, quindi ascoltare musica, film, guardare video in lingua. La cosa migliore sarebbe avere un rapporto diretto con un madrelingua e ad oggi è possibile parlare con ragazzi di tutto il mondo grazie a piattaforme online, le quali, alla fine, oltre ad aiutarti a migliorare portano anche nuovi amici nella tua vita

Intervista di Luca Ventura