Ogni volta è più difficile mettere mano a scrivere dopo un weekend dove da scrivere resta solo la grossa serie di sfortune che beccano i ferraristi e la Ferrari. Stavolta tutto il vittimismo che negli anni scorsi s’è criticato agli uomini in rosso non trova manco il senso di esistere. Un weekend a Sepang compromesso dalla mala suerte. Y bueno, qualifica compromessa, le voci di un mancato buon assemblaggio della quarta PU nel box Ferrari e gara che si conclude con Vettel che a tratti imbarazza quanto vada più forte di Mercedes e Red Bull. E Raikkonen, che alla corsa nemmeno prende parte, si somma alla forte convinzione che una doppietta Ferrari ‘facile facile’ non sarebbe parsa strana a nessuno.

A quanto pare, però, il rischio che questo finale di stagione diventi ancor più infausto c’è ed è lampante. Andiamo nel dettaglio del Gran Premio della Malesia, a Sepang:

  • chi siamo e da dove veniamo. Cosa vogliamo e che crediamo che questo sport stia diventando. Tattiche, spionaggio industriale, e questa cosa che il dimissionario capo tecnico della Formula Uno in realtà pare stia trattando per un posto in Renault il prossimo anno le grosse menti della F1 ci mettono anche troppi giorni per iniziare a denunciarla ai microfoni. Budkowski sa, se volesse potrebbe vendersi a mezzo mondo anche se probabilmente qualcuno gli starà già cancellando la memoria. Lo chiamano Circus, in realtà è solo il ‘parco’ di Westworld;
  • non vi preoccupate, adesso arriva. Lance Stroll. Bizzarro, roba che non fai nemmeno alla PlayStation. No, Lance. Dopo la bandiera a scacchi non guida la CPU;
  • episodio incredibilmente decisivo per i problemi al cambio che la Ferrari di Vettel ha subito accusato. Quasi certa, infatti, la sostituzione che a Suzuka gli costerà delle posizioni in griglia di partenza, un’ulteriore dose di tranquillanti e la morfina ai meccanici. Il fallimentare episodio della qualifica e con la fortuna che ti rema contro sarà forse caduto in secondo piano il da farsi con Kimi Raikkonen;
  • non posso causare incidenti e penalizzare il mio compagno di squadra se non parto. Ad ogni logica un perché, e quella di Raikkonen ne ha più di uno e passa per tutti i tifosi e appassionati che hanno provato a renderlo colpevole del crash a Singapore;
  • togli le rosse e il rosso al toro sulla Red Bull di Verstappen e riscoprirai un giovane più che promettente, che vince il secondo gran premio in carriera e arriva lì dove pochi hanno riuscito, cioè a passare la Mercedes di Lewis Hamilton. Terzo incomodo (insieme a Ricciardo) che farà da arbitro e decisore di un mondiale all’inizio del quale manco con gli undercut potevi sognarti di strappare un posto all’inglese della Mercedes. Lasciarselo scappare per un sedile diventerà sicuramente una grossa cavolata;
  • superbamente intelligente e immediatamente pronta, pilota e scuderia rispettivamente in casa Mercedes. Doppio stint e un solo cambio gomme, chiamano dentro Lewis al momento giusto e lo ributtano fuori approfittando del ritardo nella risposta di Red Bull, che con Ricciardo rientrerà solo pochi giri dopo. Niente, proprio non ne vuol sapere un testa coda a trasformarsi in un motivo di Safety Car, e potrai anche sbattere nel ghiaione (che non c’è più). Stai sicuro che ripartiranno tutti anche dalle sabbie mobili;
  • il venerdì e sabato la gioventù esce di casa e corre in pista nelle prove libere; in pista al venerdì vanno Giovinazzi, Leclerc e Gasly. Figli modello che il weekend lo passano a 300 orari, almeno senza bere, fumare e frequentare cattiva gente. Un occhio sulla Formula Uno del futuro, sui volti che tenteranno ancora una volta di farci riporre affetto nello sport per cui abbiamo scelto di svegliarci alle 8 di domenica mattina;
  • passo gara troppo migliore rispetto ai contendenti, un gran premio all’insegna del giro veloce e un podio sfumato. Sarà pur ben indirizzato nelle casse di un saggio e vincente Lewis Hamilton, ma l’impressione è che non lo si voglia lasciar andare così facilmente. In casa Ferrari il vantaggio di una PU (il quinto ice è stato montato proprio a Sepang, sfruttando il piazzamento in griglia), ma lo svantaggio della fretta. Immagini con gente in rosso che fissa il fianco destro della macchina manco stesse guardando la Venere di Botticelli da più angolazioni sono tra le cose che vorresti stare ancora sognando, di sabato notte;
  • Sepang è una bella pista, tra le meno peggio forse. Questo sarà stato l’ultimo gran premio disputatovi, la F1 sta cercando altro. Ci chiediamo se ci sia stato davvero il bisogno;
  • ‘what an idiot’, dice Fernando con affetto a Magnussen. E poi la chiusura su Vettel con bandiere blu, che lo allontanano da Ricciardo. Karma (cit).

Nicola Puca

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