Messi si appresta a battere un calcio d’angolo in un “Camp Nou” vuoto

Lionel Messi che riceve il pallone per battere un calcio d’angolo in un “Camp Nou” completamente deserto: è questa una delle immagini più significative del week-end calcistico appena passato. È l’immagine che riassume, da un punto di vista strettamente sportivo, il delicatissimo momento che la Spagna in generale e la Catalogna in particolare, stanno vivendo. È l’istantanea che ci permette di capire come la politica ed il calcio si siano intrecciati nella prima domenica d’autunno in Spagna.

Il referendum indetto dalla Catalogna per richiedere ufficialmente la separazione dalla Spagna era in programma da tempo: nella settimana precedente al voto però, le tensioni tra il governo centrale di Madrid e le istituzioni indipendentiste con sede a Barcellona avevano raggiunto livelli altissimi. Madrid aveva più volte richiesto di annullare le consultazioni ricevendo risposte negative dalla regione catalana. L’invio preventivo delle truppe della “Guardia Civil” aveva contribuito ulteriormente a rendere il clima incandescente. Molti elettori avevano giocato d’anticipo, occupando gran parte dei seggi elettorali nelle giornate di venerdì e sabato.

Il triste epilogo di ieri è stata una diretta conseguenza del clima di odio perpetrato nei giorni scorsi: i “Mossos d’Esquadra”, corpo di polizia regionale catalana ha deciso di non rispondere all’ordine proveniente da Madrid di evitare che il popolo potesse votare. Ad intervenire è stata dunque la “Guardia Civil”: ne sono scaturiti dei durissimi scontri (ad oggi, come riportato dai media spagnoli, i feriti sono oltre 800) che hanno inoltre visto coinvolti alcuni membri dei “Mossos” e dei Vigili del Fuoco intervenuti in difesa degli elettori stessi.

I tifosi di Barcellona e Las Palmas bloccati fuori lo stadio prima dell’inizio del match

Nel pomeriggio al “Camp Nou” era in programma la sfida tra i padroni di casa e il Las Palmas, gara valida per la settima giornata della “Liga”Verso mezzogiorno i media spagnoli avevano riportato la notizia di una richiesta fatta dal club catalano alla Lega Calcio Spagnola per ottenere il rinvio del match visto il caos scoppiato in città. La risposta dell’organo federale non si è però fatta attendere: qualora Messi e soci avessero scelto di non scendere in campo, sarebbe arrivata la sconfitta per 0-3 a tavolino ed un ulteriore penalizzazione in classifica.

“A malincuore, dopo una riunione tra dirigenza, membri dello staff e calciatori stessi, abbiamo deciso di scendere in campo” – le dichiarazioni del presidente Bartomeu un paio d’ore prima del calcio d’inizio. Una scelta duramente contestata da molti tifosi blaugrana e da alcuni dirigenti del club, che hanno prontamente rassegnato le proprie dimissioni: tra questi anche Carles Villarubì, vicepresidente delle relazioni istituzionali.

A pochi minuti dal calcio d’inizio si è optato per una decisione-compromesso: il Barça è sceso regolarmente in campo ma, in segno di protesta, la partita si è svolta a porte chiuse e con un’enorme scritta che ha campeggiato sui tabelloni luminosi dello stadio per tutta la partita: DEMOCRÀCIA.

Per la prima volta nella storia il “Camp Nou” ha ospitato una gara interna del Barcellona con gli spalti completamenti deserti.

Dall’esterno la lotta si sposta all’interno del campo da gioco: il Las Palmas ha sfoggiato una divisa confezionata per l’occasione, con una piccola bandiera spagnola e la data del match in bella mostra sul petto dei suoi calciatori. Una sfida nella sfida dunque tra chi, con quella camiseta, ha espresso esplicitamente la propria posizione in merito alla vicenda e chi, come fatto prima del match da Piquè e dopo la gara da Sergi Roberto, si è recato al seggio elettorale per appoggiare il referendum.

A fine partita il difensore è scoppiato in lacrime di fronte ai giornalisti: “Le scene che le TV stanno trasmettendo da questa mattina sono vergognose. Votare è un diritto inalienabile di tutti e non può essere impedito, men che meno con la forza. Io questa mattina da catalano ho fatto il mio dovere e se la Federazione Calcio Spagnola mi chiederà di fare un passo indietro, sarò pronto a farlo”.

Il match, passato in secondo piano, ha per la cronaca regalato il settimo successo in altrettante gare al Barcellona: il 3-0 finale porta le firme del solito Messi (doppietta) e di Busquets.

Negli annali del calcio rimarrà notizia di un 3-0 a malapena festeggiato dai calciatori in campo. Ciò che tutti ricorderanno sarà però l’immagine di un triste “Camp Nou”, da sempre teatro dei grandi successi del Barça, e dei suoi 99mila sediolini vuoti, diventati per un giorno simbolo di protesta politica.

 

Ugo D’Andrea