“Ero straniero – L’umanità che fa bene è una campagna promossa da Radicali Italiani, Fondazione Casa della carità “Angelo Abriani”, ACLI ARCI, ASGI, Centro Astalli, CNCA, A Buon Diritto, CILD, con il sostegno di numerosi sindaci e organizzazioni impegnate sul fronte dell’ immigrazione, tra cui Caritas Italiana, Fondazione Migrantes e Comunità di Sant’Egidio. Una campagna culturale e una proposta di legge di iniziativa popolare per cambiare il racconto, superare la legge Bossi-Fini e vincere la sfida dell’immigrazione, puntando su accoglienza, lavoro e inclusione” – con queste parole d’ordine dense di significato le numerose associazioni e realtà promotrici descrivono l’iniziativa “Ero Straniero – L’umanità che fa bene” che dal maggio 2017 interessa tutto il territorio nazionale, e che si propone di confrontarsi con il fenomeno dell’immigrazione in modo (fortunatamente) diametralmente opposto rispetto a quanto visto finora.

Una problematica, quella delle migrazioni, finora posta al centro di un infiammato dibattito pubblico e mediatico più per spregiudicati calcoli di consenso elettorale che per il tentativo di compiere analisi costruttive che portino a soluzioni realizzabili, concrete e, soprattutto, umane, che tengano conto degli interessi dei migranti e dei cittadini italiani che li accolgono.

L’obiettivo di Ero Straniero è ambizioso e complesso, e si muove in una duplice direzione. Lo scopo della campagna a breve termine è di natura legislativa e si prone di raccogliere cinquantamila firme su tutto il territorio entro sei mesi a partire da maggio, per sottoporre all’attenzione del Parlamento una legge di iniziativa popolare dal titolo “Nuove norme per la promozione del regolare permesso di soggiorno e dell’inclusione sociale e lavorativa di cittadini stranieri non comunitari“.

Il testo della proposta prevede la concessione del permesso di soggiorno temporaneo per la ricerca di occupazione e attività d’intermediazione tra datori di lavoro italiani e lavoratori stranieri non comunitari, l’inserimento nel mercato del lavoro del cittadino straniero attraverso procedure di riconoscimento delle qualifiche professionali, e con la garanzia di risorse finanziarie adeguate e disponibilità di un alloggio per il periodo di permanenza sul territorio nazionale, la regolarizzazione su base individuale degli stranieri “radicati”, l’erogazione di prestazioni di sicurezza sociale, un effettiva partecipazione alla vita democratica del paese, e l’abolizione dell’odioso reato di clandestinità (sintesi della proposta di legge di iniziativa popolare). Misure che vanno nella direzione di una gestione dell’immigrazione che sia umana e virtuosa.

"Ero straniero", una sfida da vincere per vincere la sfida dell'immigrazione

Ma la vera sfida dell’iniziativa consiste nella volontà di incidere profondamente a livello culturale: per dare corpo, consistenza e sistematicità alle sue proposte, l’obiettivo dichiarato di Ero Straniero nel lungo periodo è infatti quello di cancellare l’egemonia del pensiero dominante sull’immigrazione, individuata come minaccia alla sicurezza, alla società e all’economia del paese. Un coacervo di pregiudizi e falsità alimentato da un clima mediatico e sensazionalistico che, invece di combattere, la politica, e nello specifico le formazioni ideologiche che si fondano sul populismo e sulla xenofobia, decide di cavalcare per valorizzare il proprio consenso elettorale, soprattutto presso quelle fasce segnate da povertà, sofferenza ed esclusione sociale. Occorre quindi dimostrare concretamente, sui territori, nella vita di ogni giorno, che la percezione del fenomeno migratorio come pericolo e la sua gestione emergenziale (ed approssimativa) sono degli errori, ai quali va contrapposta l’idea che un’accoglienza diffusa e di qualità, capace di allargare la cittadinanza, renderla inclusiva, e promuovere coesione e sicurezza, per tutti (così si esprime Casa della carità, uno dei promotori principali dell’iniziativa).

Sono trascorsi diversi mesi dall’avvio campagna. I risultati? Sorprendenti. Se si tiene conto del clima demagogico di odio e paura che attanaglia prevalentemente il dibattito pubblico, i numeri sono molto incoraggianti, come sottolinea in parte il segretario di Radicali ItalianiRiccardo Magi, che rilascia questa dichiarazione, sospesa tra ottimismo e cinico realismo, a la Repubblica: “Manca meno di un mese al termine della campagna e finora, insieme agli altri promotori, abbiamo raccolto oltre 40 mila firme. Il traguardo è possibile, ma non scontato soprattutto a causa di un racconto pubblico fasullo sull’immigrazione, che soffia sul fuoco della paura e dell’insicurezza. Per condurre in porto la campagna serve il massimo sforzo da parte di tutti.” Uno sforzo portato avanti con coraggio ed impegno dalla fittissima ed eterogenea rete associativa e civica (rappresentata parzialmente all’interno dell’elenco qui presente) che opera sul territorio per la raccolta delle firme ancora necessarie e per promuovere le valide e lodevoli ragioni della campagna.

"Ero straniero", una sfida da vincere per vincere la sfida dell'immigrazione

Durante la settimana di mobilitazione straordinaria dal 25 settembre al 1° ottobre, ed in prossimità della ormai vicina conclusione della campagna, gli eventi presso i quali poter offrire il proprio sostegno a Ero Straniero si sono intensificati anche nella regione Campania, con la maggior parte delle iniziative che vedono la città di Napoli grande protagonista. Le numerose attività promosse in seno alla metropoli partenopea godono dell’importante patrocinio politico delle istituzioni cittadine (è infatti possibile firmare per la proposta di legge direttamente presso gli uffici comunali delle diverse municipalità, e l’amministrazione De Magistris è coinvolta in prima linea nell’organizzazione degli eventi), e traggono forza e beneficio dalle innumerevoli dimostrazioni di sostegno da parte del complesso e attivo mondo associativo e dei comitati. Ma non solo: hanno aderito all’iniziativa le realtà più disparate, dalle organizzazioni no-profit fino agli esercizi commerciali (le librerie “iocisto”“Mio nonno è Michelangelo” per citare degli esempio), assieme alla cittadinanza nel suo complesso. Per tenere sotto traccia il calendario, in continua evoluzione, degli eventi promossi da Ero Straniero si rimanda ai contatti social animate dai diversi organizzatori, poiché sottolinearli tutti con la dovuta attenzione e precisione sarebbe impresa impossibile in questa sede.

Si fa davvero quasi fatica a credere al successo di partecipazione e soprattutto di proposta della campagna Ero Straniero. Del resto quando si affronta il fenomeno epocale dell’immigrazione, che caratterizza il dibattito pubblico e mediatico attuale, si rimane purtroppo prigionieri di un racconto pubblico a binario fisso e invariabile, impostato da una parte dal razzismo e dalla xenofobia delle destre sovraniste e dall’altra dal pragmatismo emergenziale ed elettoralistico, più attento agli istinti più feroci dell’opinione pubblica che ai diritti umani dei migrati ed alla gestione del problema, promosso e perseguito dello “sbirro” Minniti e benedetto da quello che una volta si definiva centrosinistra.

"Ero straniero", una sfida da vincere per vincere la sfida dell'immigrazione

Uscire da questo dibattito sterile e da questa logica asfissiante e criminale è non solo possibile ma strettamente necessario. Difatti l’unico approccio valido per affrontare concretamente il fenomeno dell’immigrazione, che preservi la nostra convivenza civile e il nostro prezioso bagaglio di valori umani e costituzionali, descrive inevitabilmente la terza via illuminata dalle realtà che costituiscono e hanno contribuito ad animare la nuova narrazione portata avanti con coraggio da Ero Straniero. Qualunque sia il risultato finale della campagna firme, il segno lasciato dalla campagna dal punto di vista programmatico e dialettico sarà profondo, di cesura. Le proposte, come si è visto sono chiarissime, realizzabili, semplici e per questo rivoluzionarie e dirompenti. Esse conducono al governo del fenomeno migratorio attraverso politiche che coniughino efficacia e solidarietà, affermando diritti e doveri all’insegna della legalità, dell’inclusione sociale e del lavoro. L’inestimabile cambiamento radicale e profondo delle logiche dell’integrazione è reale e possibile. Il traguardo è raggiungibile e si trova, è proprio il caso di dirlo, a portata di mano. E richiede anche in seguito il sostegno e la partecipazione attiva di tutti per prendere finalmente forma.

Luigi Iannone

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Classe '93, salernitano, cittadino del mondo. Laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e laureando in Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica. Ateo, idealista e comunista convinto, da quando riesca a ricordare. Appassionato di politica e attualità, culture straniere, cinema, videogames, serie TV e musica. Curioso fino al midollo e quindi, naturalmente, tuttologo prestato alla scrittura.

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