Cos’è la ricerca indipendente e perché un bando a riguardo, promosso dall’AIFA, l’Agenzia Italiana del Farmaco?

No, non si tratta dello scienziato pazzo rinchiuso in uno scantinato a scoprire come salvare il mondo in barba alle potenti lobby delle case farmaceutiche. La ricerca indipendente è un percorso di eccellenza che mira a produrre innovazioni in campo farmacologico e non solo, partendo dal presupposto fondamentale del confronto tra l’efficacia di ciò che già esiste e le innovazioni prodotte.

Per questo motivo l’AIFA ha prodotto un bando innovativo che mette al centro il settore pubblico e le tante eccellenze presenti in Italia rivolgendosi direttamente ai cosiddetti “settori strategici del farmaco”, quelli, in parole povere, che necessitano in particolar modo di innovazione e sviluppo.

Gli interlocutori principali in questo percorso promosso e ideato dall’AIFA stessa sono molteplici. Gli attori principali in questo campo del SSN, Università e Istituti di Ricerca in primis, ma anche Associazioni No-Profit che negli ultimi decenni, grazie a raccolte fondi e finanziamenti di vario tipo, hanno contribuito non poco allo sviluppo di nuove tecnologie terapeutiche, soprattutto nell’ambito delle patologie rare.

E’ proprio questa l’innovazione contenuta nel progetto dell’AIFA: la possibilità di mettere direttamente a confronto realtà estremamente differenti e indipendenti convogliando sforzi ed attenzione nel risultato finale che rimane quello dello sviluppo.

Quasi inutile sottolineare che l’idea dell’AIFA (che ormai non è più solo un’idea, ma una modalità avanzata di operare) ha avuto un grande successo con 343 progetti pervenuti 40 dei quali hanno ricevuto l’approvazione e il successivo finanziamento per una cifra totale di più di 30 milioni di Euro.

L’interesse maggiore ovviamente è stato rivolto alle patologie rare, una delle principali battaglie della nostra società, con 23 progetti a riguardo, a seguire popolazioni “fragili”  con 13 progetti e medicina specifica di genere con 4.

Tutto ciò porta a una considerazione che può sembrare scontata ma non lo è, ovvero il fatto che nell’epoca delle grandi multinazionali, dei mega interessi e tutto il resto, “l’interlocutore” pubblico rappresentato dall’AIFA può essere ancora l’attore principale nella ricerca continua di progresso farmacologico di cui l’intera società ha bisogno.

In sintesi il progetto di AIFA mira a rendere la ricerca indipendente il fulcro intorno al quale ruota il mondo delle “eccellenze”, che non siamo in grado solo di esportare nella cosiddetta fuga di cervelli in tutto il mondo, ma che possiamo far funzionare bene anche qui nella nostra terra.

Mauro Presciutti