Salernitana: allarme fondato o puro gusto della polemica?

Una settimana abbastanza tranquilla in quel di Salerno con pochi spunti per le polemiche ed i flame online: la Salernitana torna con un pari da Parma dopo essere stata sotto 2-0 e la classifica, seppur non ideale, almeno non piange.

La squadra Granata dimostra ancora una volta carattere, rimontando il suo avversario di turno per la quinta volta in sette partite, pur senza trovare quell’acuto che, con i padroni di casa ridotti in nove uomini dalla doppia espulsione di Iacoponi e Di Cesare, era legittimo aspettarsi. Il carattere, il senso del gruppo, il legame strettissimo con il Mister sono senza dubbio tra le note positive di questo avvio di stagione. D’altro canto, così come una sola è la sconfitta, una sola è anche la vittoria conquistata dai ragazzi di Alberto Bollini. Qualche problema c’è, inutile negarlo, l’infermeria ospita costantemente nuovi clienti e questo rende difficoltoso il raggiungimento di una stabilità tattica e mentale. A questo va aggiunta la pessima abitudine di affrontare il primo tempo sotto ritmo, quasi consegnandosi agli avversari in maniera decisamente passiva. La sintesi tra le note positive e quelle negative ha finora consegnato alla tifoseria una squadra alla quale non si può certo contestare l’impegno ma che ha dimostrato di non avere attualmente, per varie ragioni, lo spunto decisivo.

Cosa attende la Salernitana in questo campionato resta quindi attualmente un mistero, le potenzialità sembrano esserci ma il processo di maturazione non potrà tardare ancora per molto. Il campionato, al contrario di questo previsto da moltissimi eminenti giornalisti, non è affatto una serie A2 ma il solito campionato di B denso di mediocrità, forse anche peggio di quello dell’anno scorso. Certo i nomi sono delle piazze sono altisonanti, carichi di storia e con tifoserie estremamente calorose ma, tolte Frosinone e Palermo, corazzate non se ne sono viste. Tutti sono stati capaci di perdere o vincere su tutti i campi e con tutti gli avversari. Se da un lato questo questo può essere un vantaggio, se si guarda la classifica verso l’alto, dall’altro può essere un grosso rischio se la si guarda verso il basso. Una maturazione tardiva, un superamento tardivo dei limiti evidenziati piuttosto che una esaltazione delle caratteristiche positive, può nascondere il serio rischio di trovarsi invischiati in una scomoda lotta salvezza.

Molto, anche se sicuramente non tutto, potrà dire la partita casalinga con l’Ascoli che attende la Salernitana nel pomeriggio di Sabato all’Arechi. I Granata sono chiamati a decidere cosa vogliono fare da grandi, la conquista di una vittoria potrebbe significare molto dal punto di vista del morale e delle sicurezze da conquistare in vista del prosieguo del campionato. Non facile, come detto in precedenza, la situazione degli infortunati: mister Bollini dovrà fare a meno sicuramente di Tuia mentre Bernardini e Pucino, se ci saranno, non potranno essere al meglio delle condizioni. Si va quindi verso la conferma del modulo che ha portato in dote quattro punti nelle ultime due partite, per rivedere il 4-3-3 tanto caro all’allenatore bisognerà attendere tempi migliori ed un’infermeria vuota.

Chi non mancherà all’appello nemmeno stavolta sarà il pubblico dell’Arechi, pronto a spingere i suoi beniamini verso un orizzonte sereno.

Flavio Giordano