Povertà estrema e rinascita: l’Etiopia, uno dei paesi più poveri di tutta l’Africa, prova a invertire la rotta. Per crescere e svilupparsi, primario è il bisogno d’energia elettrica: Enel valuta una roadmap per la fornitura del servizio.

Gli investimenti in Africa di Enel si moltiplicano: la nuova frontiera è l’Etiopia che, nonostante uno dei più elevati tassi di povertà, cresce con un otto per cento annuo. La crescita del paese africano e dei suoi cento milioni di abitanti è fortemente rallentata però dalla ridotta disponibilità di energia elettrica: evidente dunque che produttori come Enel Green Power vedano un’occasione di ampliare i propri mercati, nell’energia tradizionale e rinnovabile. Sul come e il quando è in corso una tavola rotonda con il governo centrale di Addis Abeba per concordare una serie di interventi, una così detta roadmap, con cui iniziare la collaborazione che rientrerebbe nel programma Res4Africa.

Le enormi disparità del continente africano vengono rimarcate non soltanto da un punto di vista culturale ed economico, ma proporzionalmente anche nello sviluppo tecnologico e nella disponibilità energetica: nell’Africa subsahariana sono quasi 800 milioni quelli senza energia elettrica. L’Etiopia ha iniziato il proprio processo d’ammodernamento già lo scorso anno con le gare d’appalto di 13Gigawatt: inoltre, grazie all’intervento dell’azienda italiana Salini Impregilo, sorgerà un grosso impianto idroelettrico lungo il Nilo Azzurro, senza dimenticare gli investimenti previsti per il solare, l’eolico e il geotermico. Enel, d’altra parte, attende ancora di conoscere gli esiti dell’offerta presentata ad inizio anno: dopo aver presentato i progetti da 100 megawatt per le città di Humera e Mekele  nel nord del paese sarà possibile iniziare un progetto, sempre da 100 megawatt, nella città di Metehara.

Enel Green Power è il maggior operatore privato presente in Africa: dal 2012, data del primo impianto in Sudafrica, la società si è aggiudicata gare in altre zone del continente, soprattutto nel Marocco e nello Zambia. L’Etiopia è parte di una serie di paesi, tra cui Kenya, Senegal, Ghana e Costa d’Avorio, che rappresenteranno la seconda fase d’espansione nel continente. Uno sviluppo energetico, quello africano, sicuramente lento e in ritardo (la capacità non è che del 5% ad oggi), ma che punta a crescere per poter risollevare l’economia e le condizioni di vita di centinaia di milioni di persone.

Di fatti l’investimento di Enel Green Power che copre la richiesta energetica dell’Ospedale di Wolisso, a sud della capitale, è destinato a crescere: un nuovo impianto fotovoltaico da 160 chilowatt per migliorare l’efficienza di un ospedale che ad oggi registra 80mila visite ambulatoriali, 14mila ricoveri e 4mila parti l’anno. Eppure la corrente manca ancora molto spesso durante la notte e almeno per un’ora durante il giorno: rinnovare l’Africa, fornire energia, non è soltanto uno slogan politico economico, ma una necessità umana e l’impegno di Enel Green Power pare davvero qualcosa in più di una semplice trovata promozionale.

Francesco Spiedo

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Sangiorgese classe ’92, istruttore di Kung-Fu e laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. Ha pubblicato racconti sparsi e romanzi misti, ama la definizione scrittore emergente e guai a chiamarlo esordiente. Frequenta il corso annuale a Belleville – La scuola con la speranza di entrare nella vecchia e cara Repubblica delle Lettere. Nel frattempo scrive per la testata giornalistica online Libero Pensiero, occupandosi principalmente di ambiente, e collabora con Bookabook, senza apparenti meriti letterari.