La Sclerosi Laterale Amiotrofica (SLA) è una rara malattia neurodegenerativa caratterizzata da una degenerazione dei motoneuroni del Sistema Nervoso Centrale.

La sintomatologia è progressiva. Dapprima si verifica una compromissione delle funzioni motorie (fino alla paralisi muscolare totale) che costringe il malato alla sedia a rotelle e conseguentemente compromette le funzioni vitali (deglutizione, fonazione, respirazione) rendendo necessarie ventilazione meccanica e nutrizione artificiale. La patologia risparmia, invece, le funzioni cognitive, sensoriali, sessuali e sfinteriali.

In Europa si registrano circa 1,5 – 2,5 casi di malattia ogni 100mila abitanti. Secondo l’Osservatorio Malattie Rare in Italia si stimano almeno 3500 malati e 1000 nuovi casi all’anno.

Il 10% dei casi di SLA è dovuto alla presenza di mutazioni genetiche ereditate, mentre il rimanente 90% ha origine ancora incerta. Per questo motivo non è possibile parlare con certezza di prevenzione.

Tuttavia l’individuazione di alcuni fattori di rischio, che sembrano essere associati a un aumento della probabilità di sviluppo della SLA, ha evidenziato alcuni comportamenti che potrebbero ritardare lo sviluppo della malattia.

Uno studio pubblicato sulla rivista scientifica di Wiley, Annals of Neurology, eseguito dalla Harvard School of Public Health di Boston e coordinato dal dottor Alberto Ascherio, ha evidenziato che gli alimenti ricchi di betacarotene e luteina, grazie alla loro azione protettiva e antiossidante, hanno un effetto preventivo  nei confronti delle malattie neurodegenerative come la SLA.

La SLA si può prevenire con frutta e verdura colorata facendo, però attenzione a  lavarle molto accuratamente. Una metanalisi del 2012, condotta su studi retrospettivi, ha dimostrato una correlazione statisticamente significativa fra l’esposizione a fitofarmaci (l’esposizione a insetticidi organoclorurati) e lo sviluppo della malattia.

Un altro alimento fondamentale da inserire in una corretta alimentazione è rappresentato dagli acidi grassi insaturi. La frutta secca, nel caso della SLA soprattutto la noce peacan, è una fonte naturale e ricca di grassi polinsaturi. Abbinati agli omega tre, olio di pesce, l’attività ossidativa dei radicali liberi verrà molto limitata.

Uno studio molto interessante è stato compiuto sull’epidemiologia della sclerosi multipla osservando un gruppo di giapponesi-hawaiani paragonati ai giapponesi. Nei primi l’alimentazione è più ricca di cereali raffinati, grassi saturi e carboidrati, cioè simile alla dieta Nord-americana. Questa dieta impedisce l’assorbimento di vitamine come la B12, vitamine E ed F, tutte con un’azione protettiva ed antiossidante, nei confronti dei tessuti cerebrali. I giapponesi invece prediligono una dieta a base di pesce, quindi ricca di omega-3 e acidi grassi insaturi, con un’ottima funzione preventiva e antiossidante.

Nei primi lo stile alimentare ricco di grassi, carboidrati e latticini, ha confermato un incidenza della malattia più alta e un decorso più aggressivo nei confronti dell’organismo, rispetto al secondo gruppo, i quali, prediligendo frutta e verdura fresca, pesce e succhi freschi, presentano un’incidenza molto più bassa.

L’attività fisica è altrettanto importante. Un’attività aerobica, moderata e costante, porta a un miglioramento del microcircolo e dunque dell’irrorazione dell’organismo. Questo presupposto è fondamentale sia per un benessere generale e comunemente condivisibile, sia per le persone colpite da sclerosi laterale amiotrofica. È  risaputo, infatti, che le capacità cardio-respiratorie dei malati sono le prime a peggiorare nel decorso della patologia.

Camminata, cyclette e nuoto giocano un ruolo fondamentale per il mantenimento delle condizioni del paziente. Nelle prime fasi della malattia, è opportuno utilizzare in modo corretto anche l’attività con i pesi. Una corretta programmazione aiuta il paziente a mantenere buoni livelli di forza e capacità coordinativa. È però fondamentale evitare di raggiungere la fatica fisica.

Anche la natura potrebbe fornire un aiuto per combattere la SLA. La sostanza su cui puntano alcuni ricercatori della University of South Florida è la spirulina, un’alga che sembra in grado di prevenire l’insorgenza della SLA grazie al suo effetto benefico sul sistema immunitario. Gli scienziati statunitensi, che hanno pubblicato le loro conclusioni su The Open Tissue Engineering and Regenerative Medicine Journal, hanno testato la sostanza su cavie da laboratorio scoprendo che l’alga rallenta la manifestazione e la progressione della malattia grazie a un’opera di riduzione dell’infiammazione e prevenendo la morte del motoneurone. Visti i molteplici modi per prevenire la SLA si auspica che in futuro questa terribile malattia venga una volta per tutte sconfitta.

Angela Abate

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