Stefano Quaranta, MDP: «Il Rosatellum è il risultato dell'accordo tra Renzi e Berlusconi!»

«Il Rosatellum è frutto di un accordo, fatto dietro le quinte, tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi!»: è fermamente critico sull’argomento l’On. Stefano Quaranta, deputato Art.1 – MDP e membro della I^ Commissione – Affari Costituzionali, Presidenza del Consiglio e interni.

Il Rosatellum è la nuova legge elettorale al voto dell’Aula della Camera, sulla quale il Governo ha deciso di porre la questione di fiducia, scatenando proteste da parte dei presenti in aula e dei manifestanti in piazza. Il testo normativo in questione regola un sistema misto che consta di:
– un criterio maggioritario, basato su collegi uninominali, che attribuisce il 36% dei seggi;
– un criterio proporzionale che assegna, invece, il restante 64% dei seggi in Parlamento.

I capigruppo di Montecitorio hanno stabilito che saranno 3 le fiducie sui primi 3 articoli dei complessivi 5 della legge in questione. Pronti alla mobilitazione il Movimento Cinque Stelle e Art.1 – Movimento Democratico e Progressista. «Porre la fiducia sulla legge elettorale da parte del Governo è scorretto! Ancora più grave è il fatto che la nuova legge elettorale venga votata a pochi mesi dalle elezioni», ha sostenuto l’On. Quaranta.

Oltre un giudizio sulle modalità di votazione del Rosatellum, qual è la sua valutazione complessiva nel merito della legge?
«Certamente non vengono risolti i problemi di sempre, in quanto la legge non garantisce governabilità. Il Rosatellum regola un sistema elettorale misto: maggioritario e, al tempo stesso, proporzionale. Si genera con confusione un meccanismo che non sta in piedi: si pensi che, ad esempio, votando col sistema maggioritario quel voto inciderà impropriamente sulla parte proporzionale. Ancora una volta, i cittadini vengono privati del diritto di scegliere i propri rappresentanti. Vengono semplicemente favorite le logiche dei partiti, che possono nominare i propri eletti. Formalmente vengono favorite le coalizioni, ma sostanzialmente è una legge elaborata appositamente per paralizzare il sistema. Nonostante la presenza dei collegi uninominali, siamo lontani dal meccanismo del Mattarellum.»

In Commissione Affari Costituzionali avete provato ad instaurare un dialogo?
«Sì, abbiamo presentato innumerevoli proposte. Ma è stato tutto inutile, non c’è stata né possibilità né volontà di interloquire. Era tutto stabilito a monte: il Rosatellum è frutto dell’accordo tra Matteo Renzi e Silvio Berlusconi. L’annunciato voto favorevole di FI lo dimostra. Siamo di fronte all’ennesimo pasticcio elettorale!»

A suo avviso, il Movimento Cinque Stelle verrà agevolato dal sistema del Rosatellum?
«No, questa legge è stata studiata appositamente per ostacolare il Movimento Cinque Stelle e altri partiti, come il nostro, e impedirci di prendere maggior consenso alle votazioni.»

Lei auspica o ritiene che ci sarà un intervento da parte della Corte Costituzionale?
«Sì, sostanzialmente per due punti da cui deriva l’incostituzionalità di questa legge elettorale. In primis, siamo di fronte ad un sistema misto che, a sua volta, congiunge due sistemi distinti: maggioritario e proporzionale. Ma il voto da parte del cittadino è uno soltanto: 2 sistemi per un solo voto, e viceversa. Sarebbe stato più ragionevole scegliere un solo sistema, se si lascia al cittadino la possibilità di esprimere un solo voto. Altrimenti, a due sistemi distinti in un’unica legge elettorale, devono ragionevolmente corrispondere due voti distinti per l’elettore. In secondo luogo, il voto col sistema maggioritario va ad incidere direttamente sul meccanismo proporzionale, non limitandosi all’ambito maggioritario in cui il cittadino esprime il singolo voto, come ho enunciato precedentemente.»

Tina Raucci