Un’ora di gioco ai limiti della perfezione in casa di una diretta concorrente per lo scudetto ed una vittoria che slancia la squadra di Sarri a +5 sulla Juventus e +4 sull’Inter. Il Napoli ha infilato nella notte dell’Olimpico, contro la Roma, l’ottava vittoria in altrettante partite di campionato (e con il pareggio del Barcellona con l’Atletico, è rimasta l’unica squadra ad aver sempre vinto), allungando la striscia di risultati utili consecutivi in Serie A a 20 (18 vittorie, 2 pareggi) e raggiungendo così la straordinaria cifra di 18 risultati utili in trasferta, dopo la sconfitta allo Juventus Stadium, a dispetto di quanto riferisse prima della sfida alla Roma la Gazzetta dello Sport, dicendo che il Napoli “ha il mal di trasferta”.

La prima vittoria stagionale per 1-0, arrivata contro una squadra solida come quella giallorossa, ha messo in luce tutti i pregi (semmai ce ne fosse ancora bisogno) degli azzurri, che per 60 minuti hanno dominato in lungo e in largo con un possesso palla quasi “videoludico”, sfruttando con cinismo la prima vera occasione per andare in gol e difendendo con pochi affanni, e con un Reina finalmente decisivo su Fazio. Una prestazione superlativa che fa il pari con quella messa in mostra contro la Lazio, sempre allo stadio Olimpico, in cui gli azzurri hanno giocato il miglior secondo tempo della stagione, e che lancia gli uomini di Sarri in vetta alla classifica del campionato, con ben 10 punti in più rispetto alla scorsa annata.

Verona, Atalanta, Bologna, Benevento, Lazio, Spal, Cagliari e Roma. 26 gol fatti (media di 3,25 a partita), che rendono in Napoli il secondo attacco d’Europa dietro al Manchester City, prossima avversaria in Champions, ed il 61,5% di possesso palla. Numeri da capogiro che però nella gestione Sarri siamo ormai abituati a leggere. Molto meno “rumoroso” ma senza dubbio più interessante è invece il dato dei gol subiti: 5 in 8 partite, 4 in meno rispetto allo scorso anno e con solo 13 tiri in porta subiti.

9 palloni recuperati, 92% di passaggi riusciti ed ancora nessun giallo per Raul Albiol, superlativo nel confronto con Dzeko

Una crescita difensiva che spesso si chiedeva a questa squadra, sempre bella da osservare con la palla tra i piedi e sempre in pericolo al minimo calo di tensione, che proprio per questa scarsa attitudine alla fase di non possesso ha perso punti in maniera banale contro squadre anche di bassa classifica. Il Napoli di quest’anno non solo è riuscito a tenere la rete inviolata già in 4 occasioni, ma ha dimostrato anche di saper soffrire e tener botta in fase difensiva, come è appunto successo negli ultimi minuti della sfida contro la Roma, e di aver iniziato a prendere molto meno alla leggera le sfide con le cosiddette “piccole” (Pescara, Palermo e Sassuolo difatti condannarono il Napoli al terzo posto), arrivando forse a quell’atteso salto di maturità che si chiedeva di fare agli azzurri per poter competere con la Juventus schiacciasassi degli ultimi anni.

Le 30 partite che mancano da qui alla fine della stagione devono necessariamente far mantenere la concentrazione più che alta, per evitare di incappare in errori banali come quelli commessi nell’anno in cui il Napoli chiuse il girone d’andata da “campione d’Inverno”. In vista c’è la sfida contro l’Inter, uscita vittoriosa per il rotto della cuffia nel derby contro il Milan ed unica squadra assieme agli azzurri ancora imbattuta. Il Napoli è però innegabilmente la squadra più in forma della Serie A ed esprime il miglior gioco di tutto il campionato. Il manico del coltello è girato verso gli azzurri, far cadere la lama come due anni fa sarebbe davvero diabolico, per sé stessi e per una città che ha ripreso a sognare.

Andrea Esposito

fonte immagine in evidenza: calcionapoli1926.it