Reumatismi e neoplasie: legame da non sottovalutare

Con la terminologia “reumatismi” si indica, nell’immaginario collettivo, la moltitudine di dolori e “acciacchi” tipici dell’età avanzata a cui, erroneamente, non viene data la giusta considerazione.

I reumatismi, in realtà, sono ben altro. A livello di letteratura medica il termine indica una serie di problematiche patologiche principalmente autoimmuni, ovvero a carico delle cellule del sistema immunitario, che ricadono in uno stato di infiammazione cronica che interessa in particolar modo le articolazioni.

Nell’ambito dei reumatismi, essendo il fenomeno ben più complesso, vengono individuate patologie degenerative e metaboliche in grado di interessare diversi organi, tra i quali cuore, polmoni, fegato, pelle, ecc.

Si tratta, quindi, di uno stato infiammatorio persistente non relegato soltanto agli individui in età avanzata, ma che interessa soggetti di ogni fascia di età e che in Italia colpisce l’8,5% della popolazione (circa 5 milioni di individui).

Molteplici sono le cause e molteplici sono anche i trattamenti. Ciononostante combattere i reumatismi oggi probabilmente ha un unico denominatore: la diagnosi precoce.

In questo modo si interviene quando la malattia non ha ancora modificato significativamente la qualità della vita del soggetto e le possibilità di contenerla sono decisamente maggiori.

Il capitolo dei reumatismi oggi è ancora più complesso, se possibile, in quanto esistono numerosi studi accreditati che legano questo tipo di situazioni all’insorgenza di malattie neoplastiche.

Per questo motivo a Torino fino al 14 ottobre si è tenuto un importante congresso denominato  “Approcci interdisciplinari in reumatologia. Reumatologia e malattie neoplastiche” al fine di sottolineare che il persistere dello stato infiammatorio di cui sopra espone il paziente a maggiori rischi di insorgenza di patologie tumorali.

Non è possibile, quindi, fare prevenzione, ma intervenire in anticipo tenendo sotto controllo l’infiammazione e analizzando a fondo gli stati dolorosi persistenti sì.

La prevenzione che ricade in quasi tutte le situazioni patologiche è importante, ma anche il significato profondo della multidisciplinarietà che permette di comprendere le cause e soprattutto di elaborare situazioni universali ed efficaci riveste un ruolo di vitale importanza.

Mauro Presciutti