La riqualificazione urbana in atto ad Amsterdam punta a recuperare una grande area occupata da un complesso penitenziario in disuso che verrà trasformato e diventerà uno spazio residenziale, green e aperto alla cittadinanza.

Chi pensa ad Amsterdam immagina canali, case colorate e una città nel suo complesso a misura di uomo, eppure non lontano dalla stazione ferroviaria è stato costruito, negli anni ’70, un grosso complesso penitenziario, il carcere di Bijlmerbajes, dismesso già da qualche anno e adesso al centro di un progetto green di riqualificazione urbana che dovrebbe restituirlo alla cittadinanza reintegrandolo nel tessuto urbano della città.

Il Bijlmerbajes, con i suoi 7,5 ettari, doveva rappresentare una novità nell’architettura penitenziaria, ma la sua fortuna è stata davvero scarsa: la scelta di un carcere senza sbarre, semplicemente rinchiuso su se stesso, con le sei torri collegate attraverso dei tunnel, si è rivelato fin da subito poco adatto agli scopi detentivi. Dopo pochi mesi dall’inaugurazione i vetri della struttura sono stati sostituiti con delle sbarre e tutta l’area circostante il complesso ha subito un progressivo abbandono sinché lo stesso carcere è stato dismesso. L’amministrazione ha indetto un bando di riqualifcazione che è stato vinto da un team d’architetti e design capitanato da OMA e la collaborazione di FABRICationin e LOLA: l’ex carcere tornerà ad essere un luogo di vita, da ogni punto di vista.

Il nuovo quartiere di Bajes, ad uso misto residenziale, commerciale e amministrativo, sarà un luogo aperto, in contrapposizione al progetto penitenziario di una prigione umana: ecologico, car free, attraversato da piste ciclabili, canali e percorsi pedonali rappresenterà al meglio lo spirito della capitale olandese. Amsterdam si riappropria di uno spazio importante, che tornerà ad essere vivibile, dopo un totale restyling dell’ex carcere Bijlmerbajes e di tutta l’area circostante: i lavori inizieranno nei primi mesi del 2018 e comprenderanno la costruzione di circa 1300 abitazioni, dagli appartamenti moderni, condomini di lusso fino ad una percentuale garantita di abitazioni a prezzi popolari.

Del vecchio carcere e delle sue sei torri non ne resterà che una, la quale verrà integrata dal progetto green come un giardino verticale corredato da orti urbani: alla sua base si realizzeranno spazi per le arti e il design, mentre al suo interno sorgeranno delle residenze d’artista pronte ad accogliere giovani di talento. Accanto alle abitazioni e agli spazi dedicati alle arti, con l’obiettivo di rendere vitale e pulsante un’area quasi del tutto dimenticata di Amsterdam, si vedranno anche una serie di servizi essenziali alla cittadinanza: una scuola, ristoranti, un centro ospedaliero, parchi e aree gioco per i bambini, senza dimenticare laghetti e un’abbondanza di aree verdi.

Tutte le nuove strutture godranno di un totale isolamento termico e produrranno energia grazie all’istallazione di pannelli solari, turbine eoliche e idrauliche. Per completare la sostenibilità del progetto è stato inserito anche un centro di raccolta dei rifiuti organici che verrà utilizzato negli orti. Da segnalare, infine, che quasi la totalità dei materiali edili verrà recuperato: il 98% del vecchio carcere cambieranno forma per prendere parte del cambiamento.

Francesco Spiedo

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Sangiorgese classe ’92, istruttore di Kung-Fu e laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. Ha pubblicato racconti sparsi e romanzi misti, ama la definizione scrittore emergente e guai a chiamarlo esordiente. Frequenta il corso annuale a Belleville – La scuola con la speranza di entrare nella vecchia e cara Repubblica delle Lettere. Nel frattempo scrive per la testata giornalistica online Libero Pensiero, occupandosi principalmente di ambiente, e collabora con Bookabook, senza apparenti meriti letterari.