Tommy Hilfiger moda

Il campo della moda è costantemente in evoluzione e al passo con i tempi. E poiché ormai è alla moda essere solidali con le categorie protette, ecco che si prova ad offrire loro sempre più aiuto. Infatti, in qualsiasi campo della vita, oltre quindi a quello della mobilità giornaliera in città – dove si cerca un modo per abbattere o aggirare qualsiasi ostacolo, come ad esempio le ben note barriere architettoniche cittadine –, si prova a garantire stili di vita più vicini a quelli dei normodotati. 

Ecco allora che anche la moda vera e propria prova a perseguire questo intento: affinché adulti e bambini non avvertino differenze palesi tra diversamente abili e normodotati, la nota azienda di moda Tommy Hilfiger ha lanciato la collezione “Tommy Adaptive”.

La “Tommy Adaptive” è una collezione di abiti per persone disabili che tenta di eliminare qualsiasi difficoltà legata alle azioni di vestirsi e svestirsi, ovviamente nei limiti del possibile.

Come è stato ribadito nel nostro percorso di denuncia delle barriere architettoniche, le disabilità sono varie e non per forza di cose riconducibili sempre e solo agli arti inferiori: spesso, “dare una mano” a fronteggiare quotidianamente le disabilità non è solo modo di dire, ma un vero obbligo.

Siccome le disabilità non concernono solo le gambe, infatti, gli stilisti della casa Tommy Hilfiger, collaborando con le risorse ergonomiche, hanno ideato delle strategie per adattare qualsiasi tipo di abbigliamento o per creare indumenti che siano più facilmente indossabili da chiunque. L’aiuto della collezione, dunque, riguarda soprattutto la facilità di indossare gli abiti che, oltre a scivolare meglio sul corpo, saranno più facili da chiudere.

I pantaloni e le camicie, ad esempio, seppur classicheggianti, vengono resi più sportivi affinché scivolino meglio su qualunque tipo di corpo: in caso di disabilità agli arti superiori, l’aiuto di chiusure meccaniche applicabili agli indumenti diviene quasi obbligatoria, le quali sostituiscono i complicati bottoni e le conseguenti asole, oggettivamente difficili da adoperare se si soffre di handicap/difficoltà alle mani – patine di velcro o chiusure magnetiche sono un’efficace alternativa.

La casa stilistica ha giustamente pensato di adattare ogni tipo di indumento, compresi quelli accessori come le scarpe, nelle quali verranno inseriti dei plantari ortopedici che varieranno in base al tipo di handicap.

Eugenio Fiorentino

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Eugenio Fiorentino, nato il 3/2/1992 a Napoli, dove ho sempre vissuto.
Ho frequentato le scuole presso l’istituto Suore Bethlemite ed ho poi conseguito la licenza liceale presso il X Liceo Scientifico Statale, Elio Vittorini. Sempre promosso a pieni voti. Nel 2010 mi sono iscritto all’istituto Suor Orsola Benincasa, alla facoltà Scienze delle Comunicazioni, conseguendo i primi esami fino al settembre 2011, data in cui a causa di un gravissimo incidente subito ho interrotto gli studi. Dopo un lungo periodo riabilitativo, che tutt’ora sto sostenendo, ho ripreso gli studi nel 2014, conseguendo anche il passaggio al primo esame: Informazione e cultura digitale.
Ho praticato molti sport, tra i quali nuoto e calcio a livello agonistico.
Ho anche grandi passioni riguardo Musica, Calcio e Motociclismo, ma ultimamente ho avuto modo di apprezzare, anche per vicende personali, tutto l’ambito della riabilitazione neuro-motoria, che è un campo in grande crescita ed espansione.

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