Violenza sulle donne: le

Secondo gli ultimi dati Istat dell’anno 2014, il fenomeno sociale come la violenza sulle donne sembra proprio non ricevere alcuna particolare ed evidente battuta di arresto. Basti pensare che sono 6 milioni e 788 mila le donne vittime di violenza fisica o sessuale, ed il 31,5% dell’età colpita oscilla tra i 16 e i 70 anni. Un dato su cui  prestare particolare attenzione è che il 10.6% delle donne ha subìto violenze sessuali prima dei 16 anni, mentre aumenta la percentuale dei figli che hanno assistito a violenze sulla propria madre dal 60.3% al 65.3%

Un fenomeno sociale che abbraccia l’intera nazione italiana, secondo non solo gli ultimi dati pervenuti dall’Istat, ma grazie soprattutto al lavoro delle forze dell’ordine: si è addirittura calcolato nel 2011 che sono circa 1.310 i casi di violenza sessuale nei confronti dei minorenni, un dato sicuramente agghiacciante considerando che in età così delicate la spensieratezza debba essere sottomessa dalla preoccupazione di poter essere vittima di una qualsiasi violenza, psicologica o fisica. Osservando i dati Istat, tra le regioni in cui vi è un tasso elevato di violenze sulle donne c’è la Lombardia e a seguire il Lazio e l’Emilia Romagna; mentre per la Campania spettano le ultime posizioni ma con un dato non meno importante, nel quinquennio che va dal 2010 a 2014: con 1.162 episodi di violenza sessuale e cioè il 6.9%.

La violenza fisica o sessuale non è l’unica forma di violenza su cui è possibile elaborare dei dati in base a dei reali avvenimenti: in Campania si calcola, sempre secondo gli ultimi dati, che le donne vittime di violenza fisica o sessuale da qualsiasi uomo sono il 31,1%; violenza fisica da qualsiasi uomo 22,1%; violenze fisiche o sessuali subite da ex partner o partner negli ultimi 12 mesi è del 5,5%; mentre, violenze sessuali senza molestie da qualsiasi uomo rappresentano il 7,9% ed infine, stupro o tentato stupro da qualsiasi uomo sono il 5,7%. Una violenza, soprattutto nei confronti delle donne, purtroppo, non ha limiti: le donne possono essere vittime ovunque e dovunque, subirne di violenze fisiche, psicologiche, tra le quattro mura del lavoro o della propria casa, motivo per cui abbiamo mostrato i dati della Campania in maniera particolereggiata, affinché il fenomeno venga affrontato in tutte le sue forme ed espressioni.

Sicuramente da qualche anno si è evidenziata una forma di violenza  nuova e, per quanto distante, non meno incisiva delle altre: parliamo delle molestie online, qualcuno le ha anche associate a delle vere e proprie forme di stalking. Difatti, secondo gli ultimi dati dell’Ufficio scolastico delle regione Campania, a subire molestie online sono circa il 25% delle donne. L’allarme è stato lanciato da Luisa Franzese durante la presentazione dello sportello della Regione: “Amicheperlarete.it”. Sul territorio campano sono presenti numerosi centri antiviolenza a sostegno del genere femminile, sono luoghi in cui vengono accolte donne in difficoltà che hanno subìto o subiscono maltrattamenti o abusi, sia di natura fisica che psicologica. Fortunatamente, rappresentano strutture fondamentali in cui versare i propri abusi e un giorno riuscire ad affrontare i mostri del passato e, in molti casi, anche del presente.  A Napoli sono presenti diciotto centri antiviolenza , nove a Caserta, otto a Salerno, mentre sei sia nella provincia di Caserta che nella provincia di Benevento di cui due per ogni capoluogo.

Bisogna avere coraggio. Il coraggio di prendere coscienza della propria realtà, di non giustificare, di non alienarsi e abituarsi a qualsiasi forma di violenza; continuare ad avere spirito critico: prima e dopo ogni relazione, nella vita in generale. Le donne subiscono violenza ogni giorno e nemmeno lo sanno, perché ci sono abituate. Ci sono violenze che calpestano moralmente e psicologicamente, sono le umiliazioni, i ricatti o le minacce, la gelosia patologica e quant’altro; poi ci sono quelle violenze fisiche, che ti danno un senso ti sporco, ti fanno sentire colpevole ed inadeguata, prima di una tua dimensione, condannata al tuo senso di colpa, nel silenzio assordante che urla e ti stringe il cuore. Dopo aver subìto una qualsiasi forma di violenza, la donna, spesso, continua ad essere fedele alle legge del silenzio. La violenza nasce e si protrae in quest’ultima, si alimenta della mancata comunicazione o dell’abitudine. Un uomo o una donna che non accettano la fine di una relazione, evidenzia un problema rispetto ad una propria solitudine, una fobia sociale che sfocia nell’ossessione di avere il proprio oggetto dei desideri. Ed ecco che accade la violenza peggiore: privare una persona della vita, del proprio libero arbitrio che non è una concessione, ma un diritto naturale che non dovremmo nemmeno difendere, perché destinato ad esistere dal e per principio.

Bruna Di Dio

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Intraprendente, ostinata, curiosa professionale e fin troppo sensibile e attenta ad ogni particolare, motivo per cui cade spesso in paranoia. Raramente il suo terzo occhio commette errori. In continua crescita e trasformazione attraverso gli altri, ma con pochi ed essenziali punti fermi.