Nazionalismi Swift Irlanda

Il concetto di nazionalismo (sentimento di appartenenza ad una nazione) nasce alla fine del ‘700 con la Rivoluzione Francese, quando il popolo, dopo aver lottato arduamente, arriva al potere e realizza che esso coincide con la nazione e con i principi di fratellanza, uguaglianza e libertà.

Benedict Anderson, sociologo irlandese, nel provare a dare una definizione a questo termine parla di comunità immaginate; ossia di quel sentimento di appartenenza ad una nazione, presente nelle menti dei cittadini prima ancora che nasca la nazione stessa. Egli individua la nascita della coscienza nazionale nel sentimento di appartenenza ad uno spazio delimitato da zone limitrofe, nella necessità di essere governati da un’autorità sovrana e nella tendenza ad agire come membro di una comunità. Notoriamente, in Italia, si ebbe il trionfo del nazionalismo durante il periodo delle guerre mondiali.

Spostandoci sul versante storico-letterario inglese, è necessario invece introdurre il concetto di separatismoossia un’ideologia o pratica politica che propone la separazione, il distacco da un raggruppamento sociale, etnico, religioso, politico a cui si appartiene. Questo, è ciò che è accadduto in Irlanda.

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Nazionalismi e separatismi: Il caso Irlanda

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Il nazionalismo inglese ha origini antiche, plurisecolari. Nel 1100 l’Irlanda fu soggetta alla dominazione anglonormanna e, successivamente, dal 1494, al dominio dell’Inghilterra. Già Enrico VIII iniziò il progetto di colonizzazione di tale territorio e, alla sua morte, esso venne portato avanti da Elisabetta I. L’Inghilterra stabilì dunque l’anglicanesimo come religione ufficiale.

Gli Irlandesi si aggrapparono così ad un’identità cattolica per resistere all’annientamento sociale e politico dell’Inghilterra la quale li escluse dall’esercito e dal diritto al voto. Nel 1800 essi vennero inglobati dall’Inghilterra attraverso la rivolta degli United Irishmen che portò all’annullamento dell’Irlanda in quanto entità politica.

Jonathan Swift

In ambito letterario, uno dei maggiori esponenti che meglio riuscì ad esprimere le problematiche legate alle vicende storiche dell’epoca, fu Jonathan Swift. Egli nacque a Dublino il 30 novembre 1677 ed era un fervido pubblicista; sapeva bene che la stampa era influenzata da coloro che detenevano il potere e si servì della satira e delle allegorie con lo scopo di fare denuncia sociale.

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Le lettere del drappiere del 1724 incarnarono al meglio la sua idea di rivoluzione letteraria. Attraverso questo romanzo epistolare di carattere polemico egli denunciò l’Inghilterra mostrandosi a favore dell’indipendenza e incitando i suoi contemporanei ad esporsi nel difendere l’Irlanda.

Le prime lettere furono rivolte al popolo irlandese, ai contadini e lavoratori. Invitava il popolo a prendere coscienza della realtà e dei cambiamenti che stavano recludendo il paese alla povertà più estrema. La sua voce era rivolta “ai Cristiani, alle famiglie e a tutti coloro che amano questa patria”. Le lettere successive furono indirizzate a Mr. Harding, al visconte Molesworth, alla nobiltà, all’aristocrazia e agli esponenti più influenti della casa del Parlamento. Non a caso, l’ultima lettera venne completata nel Giugno del 1725 e trascorsero ben dieci anni prima della sua pubblicazione.

Il primo problema che egli decise di affrontare fu la questione del conio delle monete in rame. L’Inghilterra aveva sostituito, unicamente nel territorio irlandese, la moneta d’argento con quella in rame che possedeva un valore molto più basso. Oltre ad una svaluta della moneta, la madrepatria era riuscita a bloccare ogni tipo di commercio economico, motivo per cui, in Irlanda, non si produceva più nulla; tutto veniva importato dai territori inglesi che invece soffrivano una crisi di sovrapproduzione dovuta all’industrializzazione. Essi smaltivano tali prodotti in eccesso per non arrecare danni alla propria economia e per poter portare avanti una politica di colonizzazione ed imperialismo.  Era dunque necessario proteggere l’economia Irlandese. 

Nella seconda parte dell’opera invece l’autore ne approfitta per commentare il sistema parlamentare e giudiziario dell’epoca. Il drappiere chiede pubblicamente: “Non è il popolo d’Irlanda nato Libero come quello Inglese?” Ebbene no. I diritti riconosciuti al popolo inglese non erano gli stessi che il popolo irlandese doveva riconquistare. Immancabili furono le critiche al governo di Walpole, la denuncia ai soprusi e gli abusi di potere.

Purtroppo, in anni in cui la censura era così vigile, colui che pubblicò le lettere fu arrestato e lo stesso Swift fu costretto ad andar via, in Inghilterra.

Nazionalismi SwiftDue anni dopo, nel 1726, ci fu la pubblicazione dei Viaggi di Gulliver, capolavoro satirico per eccellenza. Il protagonista dell’opera, Lemuel Gulliver, era un medico inglese di mezza età che decise di abbandonare il suo paese alla ricerca di fortuna, imbattendosi in quattro grandi avventure. In forma di diario di viaggio, tale opera denuncia tutto il genere umano mettendo in mostra le contraddizioni del suo tempo, i falsi valori, i pregiudizi che animano i popoli e le miserie della natura umana sfociando in un vero e proprio humor nero fortemente sarcastico.

Ognuno dei viaggi vissuti da Gulliver, nasconde una forte critica e un grande dissenso nei confronti del sistema economico, politico, giudiziario e sociale. La satira corrosiva dell’autore non risparmia niente e nessuno, attacca i meccanismi di potere e la politica bellicista dellʼEuropa rinascimentale.

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“Gli errori commessi per ignoranza da un uomo onesto non avranno mai, per il pubblico bene, le fatali conseguenze dei raggiri di un uomo corrotto e particolarmente abile a manovrare, moltiplicare e difendere la sua corruzione.”

nazionalismi Swift IrlandaNel 1848 vi fu un’imponente carestia che costrinse gli Irlandesi ad emigrare negli USA. A causa della mancata identificazione con l’egemonia inglese e del crollo demografico dovuto alle migrazioni conseguenti alla carestia, in patria, nacquero le prime società segrete che portarono alla rivoluzione e all’indipendenza che si raggiunse solo nel 1921.

Dopo anni ed anni di sottomissione politica ed economica sorge spontaneo chiedersi: l’Irlanda, tutt’oggi, è davvero indipendente? Nazionalismi e separatismi

 

Ulteriori Informazioni: Irlanda, storia di un isola divisa.

Sabrina Mautone Nazionalismi e separatismi Nazionalismi e separatismi