Il lavoro di fotografo di matrimoni

Il mestiere di fotografo per matrimoni è tutt’altro che semplice; una professione con criticità come tutte, ma che, forse, più di altri lavori richiede di aggiornarsi costantemente. La concorrenza è tanta, visto che nel tempo in molti si sono orientati verso questo settore.
Certo è che per fare questo lavoro al meglio ed emergere è richiesta creatività, originalità, competenza e voglia di continuare a imparare. C’è una netta differenza tra chi fotografa per passione e chi, invece, lo fa per mestiere mettendo sul piatto competenze reali.
Ne parliamo con Antonio Di Rocco (www.antoniodirocco.it), fotografo di matrimoni in provincia di Foggia.

Come è nata la tua passione per le foto di matrimoni?

“Il Wedding photographer è per me una missione; un amore che è nato dal primo giorno in cui ho preso in mano una macchina fotografica. Fare questo mestiere è una fortuna: ci consente di rendere eterno un istante, un momento. Il che vale ancor di più per eventi importanti in una vita come il giorno del proprio matrimonio.”

Cosa deve fare un bravo Wedding photographer?

“Quello che dicevo prima: deve essere in grado di cogliere l’attimo, il momento. Fare foto di matrimoni non è come scattare, magari, su un set con un modello: qui se qualcosa non viene bene si può ripetere la scena. Se lavori nel wedding non hai una seconda possibilità: l’ingresso della sposa, il bacio all’altare, lo scambio degli anelli, l’uscita degli sposi con il lancio del riso. Ecco, tutti attimi che non possono essere ripetuti: di conseguenza un fotografo non ha una seconda possibilità. Deve immortalarli al meglio in prima battuta, quando avvengono.”

E quindi come ci si orienta quando si deve scattare?

“Ognuno ha il proprio stile ovviamente. Io prediligo il reportage di matrimonio: quindi niente pose artificiali, studiate, innaturali. Cerco di estrapolare quanto di più autentico e naturale possa esserci in quei momenti. In questo modo cerco di ricostruire l’emozione del momento nel suo stato reale, senza filtri o finzioni. Perché gli scatti dovrebbero conservare proprio questa emozione: e rivederli dopo anni dovrebbe ancora farla rivivere.”

Qual è l’aspetto che più affascina di questo lavoro?

“Sicuramente il poter stare a contatto con le persone nel giorno più bello della loro vita. Essere testimoni visivi e, soprattutto, avere l’onere e l’onore di andare a documentare quel momento; di dover creare un ricordo che sia una testimonianza fedele che durerà per tutta la vita.”

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