Psoriasi, la chiave è nella genetica

Esiste una giornata mondiale praticamente per ogni patologia, dalla più rara alla più diffusa e il 29 ottobre scorso ricorreva quella dedicata alla psoriasi.

Che riguardi la psoriasi o qualsiasi altra patologia una “giornata mondiale” non è un evento pubblicitario, ma un momento decisamente importante in cui quasi sempre ricercatori, medici e esperti fanno il punto della situazione su tutto ciò che concerne una determinata malattia.

La psoriasi è una malattia molto diffusa che si presenta in diverse forme e ad età differenti e tutt’ora è una delle patologie più sottovalutate in assoluto, sebbene in alcuni casi, piuttosto rari per la verità, possa avere conseguenze molto gravi nonché legami con diverse sindromi cardiovascolari.

Che si tratti della più frequente “psoriasi a placche” o compaia nella forma pustolosa o in altre varianti la psoriasi ha un forte impatto sulla psiche del paziente soprattutto per il fatto che le sintomatologie iniziali vengono quasi sempre trascurate.

E’ per questo che l’Associazione per la Difesa degli Psoriasici (Adipso) ritiene che 8 pazienti su 10 abbandonino le cure dopo poco tempo finendo nell’80% circa dei casi in uno stato depressivo anche profondo.

Il punto fondamentale quando si parla di patologie che riguardano l’estetica (anche se ovviamente il caso è ben più complesso) è che poche volte si è coscienti delle limitazioni che queste inducono a chi ne è affetto.

Una patologia come la psoriasi, la cui origine è pressoché sconosciuta e include elementi sia genetici che ambientali, può incidere in maniera decisamente pesante sulla qualità della vita del paziente soprattutto se in età giovanile.

Per questo esistono associazioni che si occupano di ricerca ma anche di sostegno psicologico.

La ricerca riguardo la psoriasi è comunque oggi all’avanguardia e tra le tante novità emerge sicuramente la possibilità di nuovi trattamenti coi cosiddetti “farmaci biologici”.

Cosa sono? Si tratta di terapie derivanti dall’ingegneria genetica basate sulla tecnologia del DNA ricombinante e la loro peculiarità è l’azione estremamente specifica e selettiva in grado di individuare il bersaglio con efficacia e pochi effetti collaterali.

Un campo, quello dei farmaci biologici, che non riguarda solo la psoriasi ovviamente, ma che si pone come avanguardia assoluta nel trattamento di un ampio range di patologie in primis quelle oncologiche.

Una frontiera ancora agli albori, ma che regala grosse speranze a tante tipologie di pazienti e che ci fa comprendere che la chiave della farmacologia ormai ce l’abbiamo ed è la genetica. Basta solo, molto metaforicamente, trovare tutte le serrature.

Mauro Presciutti

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