Dalla Cina a Napoli: arriva l'Esercito di terracotta in città

Napoli accoglie la Cina: la Basilica dello Spirito Santo, in via Toledo, ospita nella sua navata l’Esercito di terracotta, l’ottava meraviglia del mondo.

La mostra, visibile fino al 28 gennaio, ha registrato circa 5.000 visitatori la prima settimana. Grazie all’organizzazione di Tree Live e Terminal 2, con la collaborazione di Medea Art e  Vivaticket, possiamo cogliere un’occasione più unica che rara.

All’ingresso possiamo già ammirare una piccola parte dei 170 guerrieri in esposizione per poi addentrarci nel fantastico mondo della cultura orientale: armi, oggetti d’arte, vasellame. Ma non finisce qui, grazie ai pannelli esplicativi è possibile comprendere a pieno la storia dell’Esercito, gli sviluppi della scoperta archeologica e, con l’aiuto del susseguirsi di piccole statue con descrizione annessa, la creazione dell’artigiano passo dopo passo.

Infine, se la mostra non dovesse ancora convincervi del tutto, ad attendervi vi sarà la Fossa 1, ovvero una delle parti principali del mausoleo del primo imperatore cinese Qin Shi Huangdi. Questa è allestita così come è stata ritrovata dagli archeologi.

Ovviamente i 170 guerrieri in esposizione sono delle fedelissime riproduzioni degli artigiani locali, che si sono serviti dei calchi originali.

La storia dell’Esercito di terracotta

Il 221 a.C. vide salire al potere il primo imperatore cinese Qin Shi Huangdi. I 5.000 anni precedenti a quest’ultimo, videro diversi sovrani al potere contemporaneamente poiché il territorio era diviso in 7 regni. Così Qin Shi Huangdi, con il suo esercito, pose fine al caos dei continui scontri tra gli imperatori. Grazie alla scoperta dell’Esercito di terracotta, sono stati rinvenuti anche documenti che hanno svelato vicende sulla Cina sconosciute a molti. L’Esercito di terracotta, patrimonio dell’UNESCO (1987), fu scoperto nel 1974 per puro caso da un contadino dopo il rinvenimento di alcuni reperti durante lo scavo di un pozzo. Fino ad oggi, solo parte dell’Esercito è stato portato alla luce. Questo costituisce una parte del mausoleo dell’Qin Shi Huangdi, costruito quando egli era in vita (246 – 210 a.C.). Ma tutto fu sospeso a causa dell’improvvisa morte dell’imperatore. Tutt’ora gli archeologi non conoscono la camera funeraria, ma è stato confermato che sia a 30-40 metri rispetto al livello del suolo.

Dunque, un viaggio affascinante che vede l’Oriente tendere la mano all’Occidente per portarlo indietro di 2.000 anni.

Ilaria Cozzolino

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