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Continua senza sosta la lotta per il diritto alla salute e la tutela ambientale dei cittadini del Sarno, “il fiume più inquinato d’Europa”. Il dissesto ecologico del bacino fluviale, frutto avvelenato di pratiche industriali scellerate e della debolezza della politica, ha raggiunto livelli insostenibili, che persistono ormai da diversi anni.

Nelle acque del fiume sono presenti sostanze ad alto rischio cancerogeno di natura chimica, imputabili soprattutto agli scarichi industriali della zona, ma anche sostanze di provenienza urbana, come emerge dalle diverse rilevazioni ARPAC. Gli effetti sulla sostenibilità ambientale ed economica e sulla salute umana sono devastanti. L’elemento forse più sconcertante colto tra l’allarmante mole di dati sul dissesto del Sarno è la drammatica incidenza tumorale sulla popolazione: secondo i dati del Registro Tumori pubblicati dall’ASL di Salerno, l’Agro Nocerino-Sarnese risulta essere il più colpito della provincia. In media 1 uomo su 150 ed 1 donna su 200 vengono colpiti da un tumore, contro una media provinciale di un uomo su 197 e di una donna su 271 secondo i dati del biennio 2008-2009.

La "lunga marcia" di Sarno per l'ambiente e la salute

Ma proprio in un contesto così drammatico, va sottolineata la mobilitazione straordinaria e continua del popolo del Sarno negli ultimi mesi. Prima la manifestazione del 3 settembre 2017, e in seguito il convegno a tema scientifico-ambientale organizzato l’8 dello stesso mese a Scafati organizzato da associazioni e studenti. Adesso la cittadinanza è tornata nuovamente a far sentire la propria voce, con forza e spettacolarità dal richiamo (per lo meno lessicale) quasi maoista, ingrossando le fila di una “grande marcia“, apartitica e aperta, organizzata il 29 ottobre, con l’obiettivo di sincronizzare le proteste e le richieste di tutti i territori che costituiscono il bacino fluviale sarnese, per massimizzarne l’impatto politico e mediatico.

Preceduto e preparato il 26 ottobre da una conferenza illustrativa delle tematiche sollevate durante la marcia, il corteo, organizzato sul territorio scafatese dal “Comitato a difesa del Sarno” e parte della massiccia mobilitazione del nascente comitato “Rete a difesa del Sarno” e di “Rete Difesa del Territorio” tra le numerose realtà associative coinvolte, ha conosciuto la partecipazione contemporanea di ben 23 Comuni (Angri, Bracigliano, Castellammare di Stabia, Castel San Giorgio, Cava de’ Tirreni, Mercato San Severino, Montoro, Nocera Inferiore, Nocera Superiore, Pagani, Poggiomarino, Pompei, Roccapiemonte, San Giuseppe Vesuviano, San Marzano del Sarno, San Valentino Torio, Sarno, Scafati, Solofra, Sorrento, Striano e Torre Annunziata).

Di notevole impatto scenografico l’organizzazione della manifestazione, dalla grafica della locandina dell’evento, che corre dagli Appennini al Tirreno a disegnare il percorso del fiume come un rigoglioso e robusto stelo dal quale sono pronti a germogliare splendide margherite (i comuni coinvolti), ai ragazzi dell’UDS con il volto coperto da mascherine anti-smog, fino alla consegna delle ampolle contenenti l’acqua del fiume raccolta presso ogni Comune, poi riversate simbolicamente dove il Sarno sfocia nel Tirreno. Tuttavia, si badi bene, la riuscitissima “coreografia” dell’evento non esaurisce da sola gli intenti e gli obiettivi della catena civica e istituzionale mobilitata per la protesta.

Non si tratta di un semplice “BASTA”, che pure sarebbe importante e prezioso, al continuo e reiterato disastro ambientale che ha martoriato e devastato il territorio per decenni. Piuttosto, essa afferma ancora una volta la volontà della società e dei cittadini, riuniti e organizzati attraverso una fitta ed eterogenea rete associativa che anima e il dibattito e le proteste di questi mesi, di sollecitare le istituzioni ed essere parte integrante della soluzione alla questione sarnese, di costruire proposte concrete per la salvaguardia dell’ambiente, e la valorizzazione delle sue ricchezze, col sostegno e l’ascolto delle istituzioni.

Accanto alla marcia di protesta ed ai cortei, e non a caso proprio prima del loro inizio, gli organizzatori hanno previsto la lettura del manifesto programmatico, prodotto dal comitato in sinergia appunto con associazioni, comitati sociali e scientifici e cittadini, che vuole indicare con precisione la strada da seguire. A sostegno del documento programmatico, una raccolta di firme per una petizione che ha un destinatario preciso: il Presidente della regione Campania Vincenzo De LucaCiò che si chiede è «l’ultimazione e la realizzazione di tutte quelle infrastrutture necessarie al disinquinamento del bacino idrografico del fiume Sarno, quali collettori, reti fognarie e messa a norma degli scarichi dei depuratori consortili; inserimento territoriale dei comuni con le vasche Fornillo e Pianillo nel bacino idrografico del Sarno; la messa in atto di un efficace e risolutivo controllo degli scarichi illegali delle industrie, che continuano a sversare nel fiume Sarno e nei suoi affluenti in maniera indiscriminata notte e giorno, in primo luogo adottando un sistema di monitoraggio puntuale tra acqua in entrata e acqua reflua in uscita con obbligo del pagamento del canone di depurazione in base all’acqua approvvigionata; l’istituzione del comitato consultivo sul servizio idrico integrato». 

In sintesi, si propone una poderosa opera di risanamento e razionalizzazione della rete fognaria, di competenza delle agenzie regionali, ed il contenimento dei principali vettori di inquinamento, ossia gli scarichi industriali e la mancata bonifica del corso fluviale, partendo dalla bonifica delle fonti, e proseguendo alla realizzazione di efficienti strutture di depurazione.

Purtroppo, come spesso è accaduto, la risposta delle istituzioni non è stata celere. In occasione del convegno precedente alla marcia, il sindaco di Nocera Inferiore Manlio Torquato, promotore dell’iniziativa, dichiara: «Abbiamo presentato il progetto […] ma siamo rimasti senza risposte operative da parte della regione Campania». Il governo nazionale? Non pervenuto. Nonostante il dichiarato stato di emergenza, i tentativi di risanamento e la persistenza delle forti criticità ambientali e sociali, il contesto politico-istituzionale regionale e nazionale rimane quindi perlopiù silente e inattivo, caratterizzato ormai da troppi anni da un agire scarso e farraginoso, sordo e profondamente slegato addirittura rispetto a richieste così pressanti provenienti dal territorio.

La "lunga marcia" di Sarno per l'ambiente e la salute

A Sarno non resta dunque che la forza dell’unità della propria cittadinanza e dei presidi locali (amministrativi e non). La presa di coscienza sempre più evidente verso la sensibilizzazione ambientale da parte di buona parte della popolazione, è insieme sia il punto di partenza che di arrivo di un progetto che vuole restituire il territorio sarnese ai suoi abitanti, senza dover contrapporre il diritto alla salute al diritto al lavoro. Un progetto che ha conosciuto nella marcia dello scorso 29 ottobre un “bagno di folla” (più di un migliaio gli energici partecipanti) necessario a gridare con forza le proprie ragioni, affinché siano finalmente udite.

Ciò che ha preso e sta prendendo forma è una partecipazione di piazza, appassionata, ma allo stesso tempo profondamente “razionale“, decisa e chiara nei suoi intenti, volta a superare con soluzioni concrete la desolante situazione attuale, ma valida negli più svariati contesti di conflitto e contestazione politica. A Sarno si sta facendo silenziosamente strada un nuovo modello partecipativo per affrontare le complesse vertenze ambientali, che si moltiplicano a vista d’occhio sul nostro territorio, e che le sole iniziative politiche dall’alto si dimostrano incapaci di risolvere. Un modello che vede i suoi cardini nella partecipazione e il coinvolgimento della cittadinanza e nella cooperazione solidale tra territori che hanno un obiettivo condiviso, e lottano per il bene comune. La strada da percorrere a Sarno è ancora tanta, ma si sta costruendo su solidissime basi.

Luigi Iannone

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Classe ’93, salernitano, cittadino del mondo. Laureato in Scienze Politiche e delle Relazioni Internazionali e laureando in Comunicazione Pubblica, Sociale e Politica. Ateo, idealista e comunista convinto, da quando riesca a ricordare. Appassionato di politica e attualità, culture straniere, cinema, videogames, serie TV e musica. Curioso fino al midollo e quindi, naturalmente, tuttologo prestato alla scrittura.

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