Cosa non funziona nella formazione aziendale

I corsi di di formazione aziendale spesso sono fonte di delusione. Ciò si manifesta sia a livello del management che li ha organizzati, che non riscontra un immediato ritorno economico dall’investimento di risorse in questo tipo di attività, sia a livello dei partecipanti che non percepiscono un’utilità pratica nelle nozioni apprese. Questo porta con il tempo a diminuire sempre più gli investimenti in formazione, che tuttavia rappresenta un elemento importante per la crescita aziendale. La costante trasformazione del mercato, delle tecnologie e delle modalità lavorative implica un aggiornamento delle risorse umane dell’azienda, se si vuole mantenere la sua competitività.

I motivi per cui la formazione aziendale non funziona risiedono tanto nell’atteggiamento scettico dell’azienda, quanto nella ridotta competenza e flessibilità alle esigenze delle specifiche imprese da parte di chi promuove e realizza i corsi. Analizzando e comprendendo gli errori più ricorrenti da entrambe le parti, si può però arrivare a utilizzare la formazione aziendale correttamente, senza rinunciare ai risultati anche economici derivanti da questo importante strumento.

L’approccio teorico difficile da applicare

Un primo aspetto che ostacola la realizzazione ottimale della formazione in azienda riguarda chi la propone: se i metodi di insegnamento sono prevalentemente basati sulla teoria, si rivelano poco efficaci con gli adulti. Non è facile mantenere alta l’attenzione durante una lezione nozionistica tradizionale simile a quella scolastica, le persone adulte non sono più abituate a questo genere di esperienza. Inoltre, quando vengono offerte nozioni puramente astratte, le persone faticano a trasferirle nella pratica lavorativa, a immaginare come potrebbero cambiare e migliorare il loro lavoro. Molto più efficace si rivela l’approccio pratico, ancor meglio se associato all’elemento ludico: ciò permette di simulare un contesto reale, semplificandone i meccanismi. In questo modo, i partecipanti apprendono concretamente come trasformare le abitudini lavorative reali e come i nuovi comportamenti appresi potrebbero generare un miglioramento. In più, durante le simulazioni ludiche, vengono allenate l’intelligenza emotiva e quella sociale, fondamentali per la buona gestione dei rapporti tra le risorse umane dell’impresa.

La resistenza al cambiamento

I modi di operare dell’azienda, specialmente se sono rimasti gli stessi per anni, sono difficili da mettere in discussione. Chi partecipa ai corsi lo fa per dovere e senza entusiasmo, raramente per convinzione che l’acquisizione di nuovi concetti sia utile al suo lavoro. Se fino a quel momento una procedura ha funzionato, perché sperimentarne una differente, che potrebbe far perdere del tempo e peggiorare la situazione? Cambiare è culturalmente e socialmente difficile da accettare, anche se il mondo circostante, in tutti i suoi aspetti, dimostra costantemente il contrario: tutto è in evoluzione e sopravvive meglio chi sa adattarsi al cambiamento.

Grazie a un piano di formazione studiato da una realtà professionalmente competente in materia, in modo specifico sulle esigenze dell’azienda e dei dipendenti che ne saranno coinvolti, è possibile raggiungere obiettivi concreti e dimostrare nella pratica l’utilità del cambiamento, in termini di ore di lavoro risparmiate, più agevole svolgimento delle procedure e minori possibilità di errore.

La ricerca esclusiva del ritorno economico

Un altro motivo per cui i corsi di formazione finiscono per deludere le aziende è il mancato ritorno dell’investimento (ROI). Un tempo questo parametro era utilizzato soprattutto nei reparti marketing e vendite, per misurare il ritorno economico delle attività commerciali, mentre negli ultimi tempi è entrato a far parte anche dei termini utilizzati dalle risorse umane. Tuttavia, quando si ha a che fare con persone anziché prodotti e transazioni di competenze anziché di denaro, è difficile quantificare la resa delle attività. Questo vale ancor più per i corsi di formazione che a breve termine sembrano rappresentare solo una perdita di tempo e un costo economico, senza realizzare le aspettative previste di migliore e maggiore efficienza produttiva.

Il problema è che spesso queste aspettative sono troppo elevate e poco raggiungibili. Perché anche questo aspetto della formazione aziendale funzioni correttamente, un’utile strategia è quella di definire in modo chiaro gli obiettivi e fissarli a un livello credibile da poter raggiungere. Il management aziendale potrà condividere e definire con il formatore le proprie ambizioni prima di avviare il percorso formativo, così da stabilire traguardi fattibili, progressivi e concreti che anche i partecipanti possano percepire, partecipando al corso con una maggiore consapevolezza, responsabilità ed entusiasmo.

In conclusione, si può confermare che la formazione aziendale rappresenta il più importante investimento che l’azienda può fare nei confronti delle proprie risorse umane. Tuttavia funziona solo se si verificano determinate condizioni: da parte dell’azienda, va approcciata positivamente e con fiducia, affidandosi a professionisti in grado di studiare un metodo personalizzato, in base a obiettivi condivisi e raggiungibili.  Dall’altra parte, la società di formazione deve proporre una metodologia di tipo comportamentale, in grado di stimolare la partecipazione, l’emotività e l’interesse delle persone coinvolte. In questo modo i concetti trasferiti si trasformeranno presto in azioni utili alla pratica professionale e gli effetti del corso di formazione si vedranno a lungo termine, andando a incidere positivamente sulle abitudini lavorative e sull’evoluzione dell’azienda.

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