Hyperloop, il treno che viaggia veloce come un aereo

Dopo i primi esperimenti su tracciati di prova, il progetto Hyperloop potrebbe diventare realtà: il treno del futuro potrebbe viaggiare alle stesse velocità di un aereo. Un esempio? Milano – Napoli in poco più di un’ora.

Hyperloop, il treno che corre alla velocità di un aereo, nasce da un’idea di Elon Musk, miliardario sudafricano creatore tra l’altro di Tesla Motors, che l’ha resa pubblica come open-source: lo scorso anno decide e decide di gruppi d’ingegneri e ricercatori si sono ritrovati a Los Angeles per un concorso indetto dalla SpaceX di Musk con l’obiettivo di testare vari prototipi. Il risultato? Hyperloop è ormai un progetto credibile e maturo. Il trasporto del futuro: merci e passeggeri in capsule che viaggiano ad altissima velocità. I primi prototipi dovrebbero prevedere circa 30 posti a sedere e coprire distanze di centinaia di chilometri in qualche minuto.

La tecnologia dell’Hyperloop ricorda quello dei treni attualmente in uso in Giappone: la levitazione gravitazionale permette di ridurre gli attriti, facendo sfrecciare queste capsule a velocità impensabili. Ma come è possibile? La capsula accelera su effetto della propulsione elettrica per poi sollevarsi grazie ai magneti. L’Hyperloop viaggia in condotti praticamente privi di aria, ed è questa la grande novità: l’attrito della stessa aria limita, ad esempio, la velocità di tutto ciò che si muove a pressione atmosferica riducendo la pressione e rarefacendo l’aria è possibile aumentare la resa dei motori. Teoricamente l’Hyperloop, il treno del futuro, potrebbe viaggiare a una velocità di più di mille chilometri orari superando addirittura i 1191 km/h del suono: attualmente però i record parlano di 180km/h raggiunti in 2 sec e di un picco al di sotto dei 400, numeri in ogni caso notevoli per un progetto che ha ancora margini di sviluppo.

L’ingresso di Branson, patron della Virgin, lascia ben sperare: se un imprenditore del suo calibro s’impegna in un progetto, questo è destinato a diventare realtà. L’Hyperloop One ha raccolto 85 milioni di dollari in nuovi investimenti nell’ultimo mese, anche in seguito alle voci poi confermate dell’ingresso in gioco della Virgin, arrivando a 245 milioni di dollari d’investimento complessivo. Gli ultimi movimenti, l’ingresso di Branson e la ricerca da parte del gruppo assicurativo tedesco Munich Re di un progetto assicurativo ad hoc per il treno ultraveloce, lasciano pensare a due itinerari per Hyperloop: Monaco-Berlino, in circa mezz’ora, e Londra-Edinburgo, in appena quarantacinque minuti. Proprio attorno all’itinerario del primo Hyperloop che si continua a speculare: è un progetto fattibile, avveniristico, in stato avanzato, pronto nei prossimi due anni, ma dove vedrà vita ancora nessuno lo sa.

I primi test si sono tenuti nel deserto del Nevada, altri sono in corso a Dubai nel deserto degli Emirati Arabi, dove si progetta di inaugurare la prima linea dell’Hyperloop tra Dubai a Abu Dhabi per l’Expo 2020. Il progetto è in una fase molto avanzata, al punto tale che sono stati tracciati anche i primi itinerari. Un’altra ipotesi potrebbe portare il progetto Hyperloop a vedere la luce in Russia, ma ad oggi ancora nulla è certo. Il punto nevralgico appare come sempre la possibilità di ottenere dei costi di realizzazione sostenibili da parte delle autorità che dovrebbero finanziare i progetti accanto ai privati. L’accoppiata Musk-Branson però ci assicura che la strada per la mobilità del futuro è oramai tracciata.

Francesco Spiedo

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Sangiorgese classe ’92, istruttore di Kung-Fu e laureato in Ingegneria per l’Ambiente e il Territorio. Ha pubblicato racconti sparsi e romanzi misti, ama la definizione scrittore emergente e guai a chiamarlo esordiente. Frequenta il corso annuale a Belleville – La scuola con la speranza di entrare nella vecchia e cara Repubblica delle Lettere. Nel frattempo scrive per la testata giornalistica online Libero Pensiero, occupandosi principalmente di ambiente, e collabora con Bookabook, senza apparenti meriti letterari.

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