Impedire un convegno non ci sembra una buona idea

Questo pomeriggio avremmo dovuto presenziare all’iniziativa L’Europa e la crisi della socialdemocrazia, alla Facoltà di Giurisprudenza dell’Università Federico II, per moderare un dibattito organizzato dal Centro Studi Concetto Marchesi, con il professore di Diritto del Lavoro Lorenzo Zoppoli, la segretaria generale della CGIL Susanna Camusso, e il presidente della Fondazione Italianieuropei Massimo D’Alema.

Purtroppo, per cause indipendenti dalla nostra volontà, non è stato possibile svolgere il convegno, dal momento che un gruppo di persone, fra cui studenti e attivisti, ha ritenuto di occupare l’aula per contestare – in modo pacifico, ma deciso – la presenza dei relatori fra le aule dell’Università. Non essendo più garantite le condizioni di sicurezza necessarie, è stato ritenuto opportuno annullare l’evento.

Siamo naturalmente delusi e amareggiati, perché riteniamo che sarebbe stata un’interessante occasione di confronto e dibattito sui temi del lavoro, della precarietà, delle responsabilità politiche che hanno condotto, negli anni, l’Europa verso una deriva neoliberista a cui fortemente ci opponiamo. Ma, dal momento che facciamo della libertà di espressione il nostro pane quotidiano, non abbiamo ritenuto di polemizzare con l’occupazione dell’aula da parte dei manifestanti, né di svolgere in altro luogo l’incontro. Abbiamo anzi proposto ai presenti di lasciar cominciare il dibattito e prendervi parte, per dare vita ad uno scambio di vedute che sarebbe stato sicuramente ancora più interessante, franco e costruttivo. Non avendo ricevuto un riscontro positivo, non abbiamo potuto fare altro che prendere atto dell’impossibilità di proseguire oltre.

Un peccato, lo ribadiamo; perché per quanto si possano rimproverare e contestare – a ragione o meno – scelte politiche compiute in passato, riteniamo che difficilmente, finché si rimarrà sul piano dell’urlo come strumento di comunicazione, della prevaricazione al confronto, della mera contestazione, si riusciranno ad ottenere risultati più concreti dell’impedire a qualcuno di mettere piede in un’Università.

Possiamo dunque comprendere le motivazioni che hanno spinto alla contestazione di oggi; possiamo comprendere la strenua opposizione a misure come il Jobs Act, l’alternanza Scuola-Lavoro, la precarizzazione del tessuto socio-economico; non comprendiamo, tuttavia, in che misura impedire lo svolgimento di un dibattito possa contrastare la prosecuzione di tali politiche vessatorie, né in base a quale senso logico, dato concreto o ragionamento coerente ci si possa accusare di essere al soldo dei relatori invitati oggi, semplicemente per aver voluto svolgere il nostro lavoro ed alimentare una discussione giornalisticamente rilevante.

Giova, a tal punto, ricordare e sottolineare che Libero Pensiero News è un quotidiano indipendente, completamente autofinanziato, che non riceve sovvenzionamenti pubblici né privati, e che non è collegato in alcun modo ad alcun partito, movimento o gruppo d’interesse. A chi ritiene di affermare diversamente non possiamo che offrire un sorriso e il conto di 24 euro per la stampa delle locandine che deve ancora essere saldato, e che equivale più o meno ad un mese dei nostri introiti pubblicitari.

Per tutto quanto appena esposto, nello scusarci con i presenti, con gli organizzatori e con quanti hanno profuso un impegno rivelatosi vano, vogliamo riportare, sempre nello spirito di piena libertà e coerenza con i nostri princìpi, la dichiarazione che i manifestanti hanno distribuito a mezzo volantino per annunciare la Marcia degli Esclusi in programma a Napoli per il prossimo 17 novembre, e a cui saremo lieti, qualora gli organizzatori lo desiderino, di dedicare lo spazio necessario.

“Il 17 novembre abbiamo deciso di metterci in marcia tutti insieme: lavoratori sfruttati, disoccupati costretti a vivere alla giornata o a emigrare perché le istituzioni sono sorde, migranti sotto attacco razzista, studenti senza diritti, famiglie o singoli che hanno ogni giorno a che fare con la povertà dilagante, con l’assenza di welfare, di un tetto sulla testa e che non possono più stringere la cinghia. Tutti gli esclusi di questa città, gli invisibili, le vittime di guerra tra poveri.

Da studenti troviamo assurdo e quantomeno paradossale che siano invitati nel nostro ateneo a parlare di lavoro e diritti personaggi come quelli che vediamo oggi, che sono stati sostenitori delle peggiori politiche degli ultimi dieci anni, a spese degli ultimi e degli sfruttati.

Da disoccupati troviamo incredibile che il Consiglio Regionale della Campania patrocini questo evento, quello stesso Consiglio da cui aspettiamo da tempo risposte sul tema dell’occupazione e dell’impiego. La Regione Campania è colpevolmente silente sui fondi in suo possesso e sulla loro destinazione. Stiamo aspettando risposte!

Anche se adesso, in campagna elettorale, è iniziato il solito gioco dello scaricabarile e della colpevolizzazione dell’altro, quelli che intervengono a questa kermesse non possono rinnegare il proprio passato e dove sono stati, e quali leggi hanno votato o accettato in silenzio in tutti questi anni. Fingere di essere dei parvenu della politica per vestirsi di innocenza e credibilità non funziona.

Gli esclusi e le escluse di questa città non dimenticano e non si fanno ingannare! JATEVENNE!”

Concludiamo ribadendo che la nostra redazione è sempre aperta al confronto e al dialogo, in modo particolare con chi la pensa in maniera differente, pur mantenendo saldi i suoi valori fondanti, e che pertanto sarà sempre schierata dalla parte della libertà di pensiero, di espressione e di opinione, anche quando ciò possa sembrare scomodo e inopportuno, fermamente convinta che l’esercizio dei nostri diritti fondamentali vada rivendicato e praticato attraverso l’esempio concreto, e non soltanto attraverso slogan.

Libero Pensiero News

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