Il film dei The Jackal è orribile, ma va visto

L’attesissimo film Addio Fottuti Musi Verdi dei The Jackal finalmente ha fatto il suo debutto sul grande schermo. Inutile negare che l’hype cresceva giorno dopo giorno, grazie soprattutto alla bravura di questi nel pubblicizzare, come solo loro sanno fare, in modo originale, coinvolgendo i fan, rendendoli protagonisti e non facendoli sentire una conseguenza.

Probabilmente c’era da aspettarselo che, dopo la miriade di video sul web, avrebbero annunciato l’uscita di un film. Lo step successivo, non per forza necessario, era la chiusura di un cerchio: cari fan, dietro Lost in Google, Gay Ingenui, Vrenzole e le storie di Instagram su Titina la Dinosaura (tanto per citarne alcuni), c’è un lavoro su ogni singolo personaggio, perché i The Jackal, a differenza di altri, non sono solamente un fenomeno del web, sono dei professionisti. Noi siamo cresciuti con loro come loro sono cresciuti con noi.

Ci hanno dato l’occasione di seguirli in questa avventura, di toccare con mano i loro timori. Per la prima volta è stato chiaro che loro avessero bisogno del nostro sostegno, come quando incoraggiamo un amico a fare qualcosa per cui ne vale la pena. Nonostante ciò, ci hanno strappato l’ennesimo sorriso con la falsa accusa di pirateria, rendendoci di nuovo partecipi di un lavoro molto più grande.

Com’è il film dei The Jackal? Orribile!

Proprio così, è orribile. Lo è perché mette davanti ad una nuda e cruda verità: non troveremo mai un lavoro su questo pianeta, solo un extraterrestre potrà salvarci. Il protagonista Ciro (Ciro Priello), come anche Alfredo (Alfredo Felaco) sono entrambi laureati con il massimo dei voti, ma il loro attuale lavoro riguarda tutt’altro. Fabio (Fabio Balsamo), il nerd per eccellenza, lavora nello studio fotografico del padre, ma non vogliamo anticiparvi nulla: diciamo che da questo lavoro non trasuda poco trash. Passiamo a Matilda (Beatrice Arnere), l’amore nascosto di Ciro, che decide di partire per Londra in cerca di lavoro. Infine, possiamo dire che l’unico che se la vive bene è il Tenente Ruzzo (Simone Ruzzo), protagonista della serie AFMV, amata da Fabio.

Il film dei The Jackal è orribile, ma va visto AFMV

Il duo Fortunato Cerlino e Salvatore Esposito, per noi, era quasi un dovere, un tradimento se non fossero stati presenti perché, in qualche modo, anche loro sono diventati parte integrante dei The Jackal. La bravura di Roberto Zibetti, l’alieno Brandon, vi porterà a rapportarvi, forse per la prima volta, con un datore di lavoro che offre un contratto a tempo indeterminato. Ad aggregarsi a questa triade c’è un altro personaggio di cui non vogliamo parlare perché vorremmo che anche voi foste piegati in due dalle risate, vi consigliamo di farvi travolgere dalla sua autoironia.

In fondo, il film si regge soprattutto sui cliché che da un lato ci fanno ridere, ma dall’altro ci fanno riflettere sulla situazione attuale. Una volta concluso il percorso di studio, che siano le scuole superiori o l’università, siamo tutti risucchiati in un vortice intriso di precarietà, di porte sbattute in faccia, di raccomandazioni, di ignoranza di chi si rapporta ad un lavoro in cui sei tu il professionista ma loro non lo capiranno mai.

Probabilmente non uscirete dalla sala asciugandovi le lacrime per le risate, ma con qualche domanda in più, riflettendo su un argomento che pesa, ma sapendo che non siete gli unici.

Ilaria Cozzolino

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