Alternanza scuola-lavoro, a lezione di agricoltura biologica

Biologico è il termine che normalmente viene usato per indicare quell’agricoltura che non fa uso di sostanze chimiche di sintesi, migliorando così le caratteristiche del suolo, rispettando tutte le forme di vita e i cosiddetti organismi utili e salvaguardando la salute dell’ambiente e dell’uomo.

Secondo il rapporto “Bio in cifre 2016” redatto da Sinab, il Sistema d’Informazione Nazionale sull’Agricoltura Biologica, in Italia “…le imprese inserite nel sistema di certificazione per l’agricoltura biologica sono 59.959, con un aumento del 8,2% rispetto all’anno precedente”. Anche la superficie dei terreni coltivata biologicamente è cresciuta, arrivando a quota 1,49 milioni di ettari ovvero il 12% dell’intera area dedicata alle colture del Paese. Per il Mipaaf, il ministero delle Politiche Agricole, nonostante la crescita in termine numerico delle colture biologiche e l’aumento del consumo dei prodotto bio, l’Italia non incentiva abbastanza la nascita di percorsi formativi dedicati all’insegnamento dell’agricoltura suddetta.

Eppure a Novara c’è una scuola che ha cominciato a sperimentare corsi di coltivazione di questo genere. L’Istituto Agrario “Bonfantini” ha avuto la brillante idea di convertire i 40 ettari, coltivati dall’azienda della scuola, in colture naturali. L’Istituto, in collaborazione con l’associazione Bionovara, oltre ad insegnare alle future generazioni come produrre cibo in modo naturale ed eco sostenibile, offrirà due borse di studio agli studenti delle classi quinte e la possibilità di accogliere ragazzi tramite il piani di alternanza Scuola-Lavoro.

Anche altri istituti agrari italiani si muovono in questa direzione. L’IIS “Garibaldi” di Macerata ad esempio, pur non offrendo ancora ai propri studenti un percorso formativo in materia, vanta un rapporto col biologico che dura da molti anni. Gli alunni, infatti, usufruiscono di una mensa interamente bio, certificata da CCPB, un organismo di controllo dei prodotti agro-alimentari e “no food” ottenuti nel settore della produzione biologica, eco-sostenibile ed eco-compatibile. Inoltre 50 ettari della superficie agricola dell’istituto sono coltivati naturalmente, producendo molti prodotti tra cui cereali, olio, frutta e uva. A Bassano del Grappa, invece, troviamo l’Istituto agrario “Parolini” in cui dall’anno scolastico 2004/2005 si coltivano biologicamente i 10 ettari di terreno dell’azienda. Lo stesso accade al “Silvestri” di Rossano, in provincia di Cosenza, dove l’azienda agricola applica il biologico dall’ormai lontano 1998.

Come abbiamo visto, nonostante una legislazione per ora carente dal punto di vista formativo, le scuole in cui c’è un attenzione per il cibo prodotto e per il rispetto dell’ambiente stanno prendendo sempre più piede. Ma, se non ve lo siete mai chiesti, perchè c’è bisogno del biologico? Quali sono i reali vantaggi che possiamo ottenere da questo tipo di agricoltura?

Oltre ai benefici ambientali di cui parlavamo all’inizio, dati dall’assenza totale di fertilizzanti e pesticidi chimici di sintesi, i cibi coltivati in modo naturale garantiscono un maggior apporto di nutrienti. Uno studio condotto dai ricercatori della Newcastle University afferma che scegliere cibo bio comporta un incremento dell’apporto di antiossidanti attraverso la dieta. Secondo l’agenzia statunitense per la protezione alimentare (Epa) invece i pesticidi usati nell’agricoltura tradizionale, in particolar modo nelle monocolture, contengono sostanze altamente cancerogene, causa dell’incremento mondiale dei casi di cancro. Mangiare bio quindi vuol dire anche eliminare dalla nostra alimentazione tutte quelle sostanze nocive per la salute umana.

Ma soprattutto scegliere cibo prodotto biologicamente vuol dire assicurare un futuro sostenibile alle future generazioni. I metodi di coltivazione bio infatti si basano anche sul non spreco delle risorse naturali, come l’acqua, l’oro blu, che come sappiamo nell’agricoltura industrializzata viene sperperata in quantità inaccettabili.

In conclusione possiamo affermare di avere un urgente bisogno di un’agricoltura biologica, di un’agricoltura eco-sostenibile, di una legislazione che incentivi i percorsi formativi in ambito agro-ecologico. Scegliere bio è un dovere prima che un diritto, una scelta saggia che può aiutarci in quel processo di cambiamento che, seppur a rilento, sembra finalmente guadagnare sempre più terreno.

Marco Pisano

CONDIVIDI
Articolo precedenteL’anno zero nella storia dell’Italia
Articolo successivoJacopo Mele, il lato umano del digitale

Sono Marco Pisano, ho 25 anni e risiedo in una piccola cittadina dell’alto casertano, Piedimonte Matese. Ho lavorato per circa sei anni in un Sali e Tabacchi. Il mio hobby principale è la musica. Suono le percussioni e mi diletto a mixare canzoni di vari generi (dal folk al rock n roll, dal reggae alla musica balkanica). Altro mio hobby è la lettura, in particolare mi piace leggere libri che trattano di viaggi (es: Un indovino mi disse – Tiziano Terzani). E’ stato proprio Terzani a farmi avvicinare al mondo del giornalismo che, unito ad un altro mio interesse ovvero l’ambiente e tutto ciò che lo riguarda, spero diventino la mia professione ovvero quella di giornalista ambientale appunto. Mi piace molto viaggiare, sono stato in Grecia, negli States (New York), Rep. Ceca, cinque volte in Olanda e 4 in Spagna e infine in Romania e ho vissuto per 5 mesi in Inghilterra, visitando quasi tutto il West Sussex e naturalmente Londra.

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here