Isola di Henderson, da paradiso naturale a discarica di plastica

Henderson è un’isola dell’arcipelago dell’Isole Pitcairn (GB) totalmente disabitata situata nel sud dell’oceano Pacifico.

L’isola è famosa per la sua scogliera alta 15 metri caratterizzata dalla forte presenza di coralli e grazie a questa sua peculiarità l’isola venne definita nel 1988 dall’Unesco ”paradiso naturale” e dall’agenzia dell’Organizzazione delle Nazioni Unite per l’Educazione, la Scienza e la Cultura “uno dei migliori esempi di atollo corallino, rimasto intatto grazie alla quasi totale assenza di attività umana”.

A circa 30 anni da questi prestigiosi riconoscimenti l’isola di Henderson appare irriconoscibile. Le meravigliose spiagge di un tempo sono state quasi totalmente invase dai rifiuti plastici trasportati dalle correnti oceaniche. A lanciare l’allarme un gruppo di ricercatori australiani guidati da Jennifer L. Travers dell’Università della Tasmania recentemente giunti sull’isola per effettuare delle ricerche. Alla vista dell’ingente mole di immondizia gli scienziati si  sono detti molto preoccupati per l’ecosistema in quanto i detriti plastici potrebbero essere ingeriti da animali come ad esempio le tartarughe marine.

Il team ha calcolato che sull’isola di Henderson sono presenti circa 38 milioni di tonnellate di rifiuti plastici la maggior parte dei quali sepolti sotto la sabbia e di dimensioni inferiori ai 2 mm nonostante essa si trovi a 5000 km dal centro abitato più vicino. I dati emersi dallo studio sono a dir poco inquietanti: ogni giorno sulle coste arrivano trasportati dalle correnti marine circa 3500 pezzi di plastica e il livello di concentrazione è di 671,6 rifiuti al metro quadrato. Si tratta di cifre che al mondo non hanno eguali e che mettono a repentaglio la vita di circa 200 specie animali.

I numeri forniti dalla dottoressa Travers e dai suoi collaboratori potrebbero sottostimare la quantità effettiva di materiale plastico presente sulle spiagge di Henderson in quanto i pezzi di plastica inferiori ai 2 mm non possono essere analizzati in alcun modo. I dati sono, quindi, da prendere con le pinze e la situazione potrebbe essere più grave del previsto. Bisogna agire nell’immediato o altrimenti il paradiso naturale di un tempo rischia di essere soltanto un vago ricordo.

Vincenzo Nicoletti

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