Salute e social, un rapporto controverso

Esiste una forma più lampante di “rovescio della medaglia” di quella rappresentata dal difficile rapporto tra salute e social network?

Probabilmente no, almeno al momento, ed il motivo senza dubbio risiede nella mole di informazioni senza filtro che ad ogni ora raggiungono l’utilizzatore finale del sistema, il navigatore del web o utente social che dir si voglia.

La salute è il campo, nelle nostre vite, più complesso che esiste e nel corso degli anni è stato esclusiva competenza delle figure professionali che se ne occupano, medici e personale sanitario.

La nostra salute è stata sempre affidata al Sistema Sanitario Nazionale e a tutti i protocolli che riguardano le nostre condizioni psico-fisiche.

Il mondo oggi è, però, profondamente cambiato e l’inesorabile progredire del “fai da te”, diffuso esponenzialmente dall’avanzata di internet non ha risparmiato nulla, neppure la valutazione del nostro stato di salute.

Oggi al primo sintomo sospetto sostanzialmente non si chiama più il medico di famiglia, ma si apre Google e si finisce in un confusionario vortice di informazioni più o meno veritiere che finiscono poi in qualche tormentata situazione di autodiagnosi.

L’informazione libera è talmente libera da cavalcare disagio e indignazione e di produrre “armamenti” antisistema che cavalcano un po’ di tutto, comprese complesse questioni sanitarie.

Inutile dire che la chiave di tutto ciò è la polemica sui vaccini, partita da qualche bufala più o meno credibile ed arrivata come un treno a mettere in dubbio una delle più grosse conquiste dell’uomo, la vaccinazione appunto.

Questo ci fa capire senza dubbio la portata del problema e quanto, oggi, la nostra salute può dipendere dagli input informatici che ci arrivano, disseminati un po’ dappertutto nella miriade di gruppi Facebook che trattano di problematiche che starebbero sicuramente meglio in uno studio medico.

Si parlava di arma a doppio taglio e come giusto che sia va riconosciuta l’importanza notevole della capillarità della rete riguardo l’approccio alla salute.

Non a caso esistono campagne sanitarie oggi più efficienti che in passato grazie alla rete. Basti pensare alla lotta contro il fumo, ai siti dedicati (quelli ufficiali) alle più svariate patologie che riportano tutti i progressi fatti dalla ricerca e, soprattutto, al campo importantissimo della prevenzione.

Ma esiste un modo per muoversi con chiarezza senza incappare nei vortici di cui sopra?

Sicuramente la verifica delle fonti e il mantenimento della fiducia in chi di dovere senza cercare a tutti i costi il pericoloso “fai da te” che ci pervade.

Un grosso aiuto pare oggi arrivare dai vari provvedimenti attuati per combattere il prolificare di siti fake che mirano a “raffinare” la rete rendendola non solo un luogo più sicuro, ma anche più utile.

C’è però da dire che, come in tante altre questioni che riguardano il nostro rapporto con la rete, a rendere utile o dannoso ciò che facciamo siamo principalmente noi, la nostra capacità di discernere e di fidarci di ciò che è ufficiale, soprattutto quando si parla di salute.

Mauro Presciutti

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Sono laureato in Radiologia e Radioterapia ed in Biologia, mi occupo di agricoltura sostenibile e sono un attivista politico impegnato sui temi sociali, dei diritti, del lavoro e dell’ambiente. Credo che il futuro di questo paese passi dalla ricerca e dall’innovazione, credo anche che siamo ancora molto lontani da quel futuro.

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