Napoli in Champions con stadio semideserto

Prosegue la cavalcata del Napoli in una stagione, fino ad ora, tutta da incorniciare in cui sta superando i propri limiti battendo diversi record. Nell’ultima sfida sfida di Champions contro lo Shaktar Donestsk, però, nonostante la partita fosse cruciale per il prosieguo dell’avventura nella massima competizione europea per club, lo stadio era quasi completamente vuoto. Poco più di diecimila spettatori.

Per buona parte degli spettatori in TV è subito saltata all’occhio l’imbarazzante forfait del tifo del Napoli nell’ultima partita di Champions. Per molti è stato segnale della palese scelta degli ultras: puntare al titolo nazionale. Ci rifiutiamo di accettare una simile ipotesi, anche se sono molti gli episodi passati che confermano alcune scelte di “priorità” del tifo azzurro che negli anni si è sempre mostrato molto strano, ma anche “spaccato”.

Partiamo dai tempi dell’era Diego Armando Maradona a Napoli, senza andare quindi troppo in là con gli anni. In realtà in quegli anni furono acquistati molti abbonamenti anche per la sola garanzia di spettacolo offerta dal Pibe de Oro. Il numero di abbonati crebbe ancora dopo la conquista del primo scudetto, ragion per cui, forse, quell’era è la meno indicata per analizzare le alternanze stadio pieno-stadio vuoto, ma lo stesso Maradona dichiarò più volte di aver capito una cosa sin da subito: il Napoli, i napoletani, come primo obiettivo, volevano battere la Juventus e altrettante volte ha dichiarato di aver fatto sempre di tutto in campo per accontentarli, riuscendoci egregiamente e regalando anche una perla sulla leggendaria punizione a due in area di rigore.

Diego Maradona che era un campione e che voleva davvero vincere qualcosa con il Napoli, pur sposando l’atavica rivalità con la squadra bianconera, invitava anche ad un salto di qualità nell’affrontare in maniera migliore le sfide calcistiche. È vincere che aiuta a vincere e, quindi, non doveva essere fatta nessuna distinzione tra le diverse partite, siano esse di campionato, di coppa UEFA o di coppa Italia.

Purtroppo, ragionando così, saremmo ancora molto lontani dai valori veri dello sport. In altri paesi il tifo segue sempre la propria squadra, nel bene e nel male. Ma a Napoli, forse, non si può parlare di mancanza di valori dello sport. Il tifo napoletano, infatti, si è sempre mostrato rispettoso e corretto (memorabile la standing ovation del San Paolo a salutare la netta vittoria del Milan nel 1988 ottenuta nell’arena azzurra). E allora? La risposta è che contro la Juventus non sarà mai solo calcio a Napoli. La città partenopea ha sempre sofferto l’arricchimento di una Torino che con Fiat ed indotto costringeva all’emigrazione migliaia e migliaia di propri figli. Così la rivalità nella città della Mole Antonelliana tra Napoli e Juventus in alcuni frangenti era superiore alla scontata rivalità Juventus-Torino.

Dopo gli anni bui del fallimento del Napoli di Ferlaino, la vicina e possibile conquista del titolo con il gusto arricchito dal fatto di strapparlo dal petto della Vecchia Signora sta prendendo di nuovo il sopravvento. Così ci ritroviamo nel paradosso Napoli -Cittadella in serie C con circa 60.000 spettatori, e Napoli-Shaktar, cruciale per il cammino Champions di quest’anno (non tutto è ancora perduto infatti), con poco più di 10.000 spettatori. Gli stessi calciatori sono rimasti spiacevolmente colpiti e siamo sicuri che la prepotente vittoria ottenuta nel secondo tempo contro la sorpresa del girone sia stata anche frutto di un po’ di rabbia degli stessi calciatori per il pessimo spettacolo mostrato dagli spalti vuoti. Il solo gesto tecnico di Insigne, che ha sbloccato il risultato, valeva il prezzo del biglietto.

Ci piace immaginare, tuttavia, che il forfait del pubblico sia stato causato anche dai diversi disagi di circolazione esistenti in città in questi giorni. Pensare invece che sia stata snobbata la massima competizione continentale, quando fino a pochi anni fa si facevano salti di gioia per aver ottenuto dopo tanti anni il passaggio ai play off dell’Europa League, significherebbe davvero una caduta di stile terribile per i tifosi del Napoli.

Di una cosa siamo certi: venerdì 1 dicembre ci sarà di nuovo il tutto esaurito al San Paolo e sarà di sicuro uno spettacolo. Dopotutto la sfida Napoli-Juventus ha sempre infiammato la storia calcistica italiana prima e partenopea poi.

Salvatore Annona

 

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Nato a Napoli nel 1975 vi ho vissuto fino ad oggi, senza mai emigrare. Dopo il diploma di geometra, ho conseguito la Laurea in Ingegneria Civile nel 2005 con tesi in Ingegneria Sismica. Ho una splendida famiglia con moglie e due splendidi figli. Attualmente esercito la libera professione e sono membro della Commissione Manutenzione e Recupero degli Edifici Industriali presso L’Ordine degli Ingegneri della Provincia di Napoli.
Curioso sin dalla nascita, ho coltivato diverse passioni come la lettura e la grafica digitale.
Amo immensamente la musica e lo sport (in particolare il calcio ed il tennis).

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