25 novembre Corteo Non una di meno

In occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, il 25 novembre si è svolto a Roma un corteo nazionale organizzato dal movimento femminista Non una di meno.

L’evento ha visto la partecipazione di migliaia di donne (e non solo) provenienti da tutta l’Italia e anche dall’estero, che si sono radunate alle 14 in Piazza della Repubblica. Presenti anche numerose associazioni di stampo politico o umanitario: Action Aid, Amnesty, ANPI, ARCI, CGIL, Famiglie Arcobaleno.

Il corteo — unito dallo slogan “Abbiamo un Piano” e dagli hashtag #metoo e #wetoogether — si è dimostrato subito formato da tante anime diverse.

Immancabile lo spirito goliardico: particolarmente rumoroso lo spezzone delle femministe latino-americane, che per prime hanno contribuito alla nascita del movimento Ni una menos che si è poi allargato in tutto il mondo. Dall’America Latina viene tra l’altro anche la scelta della data del 25 novembre: il giorno, nel 1981, della prima riunione delle femministe latinoamericane, in ricordo delle sorelle Mirabal uccise proprio il 25 novembre 1960 perché contrarie al regime di Trujillo, in Repubblica Dominicana.

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Presenti al corteo anche striscioni che facevano riferimento allo sbarco di 26 donne nigeriane arrivate senza vita a Salerno poche settimane fa e messaggi di supporto per Asia Argento, riferiti alla vicenda che l’ha vista protagonista nel denunciare le molestie subite dal famoso produttore cinematografico Harvey Weinstein.

A queste manifestazioni “rumorose” hanno fatto da contraltare adesioni molto più silenziose, ma che per la forza ed il coraggio dimostrato meritano di essere menzionate.
È il caso delle mamme di Fiorenza De Luca e Claudia Ferrari, ragazze accomunate da storie simili e dallo stesso tragico destino.

corteo 25 novembre non una di menoFiorenza De Luca, 28enne di Taranto, è stata uccisa il 20 giugno 2014 in un impeto di gelosia dal compagno, ora all’ergastolo. La madre sembra compiere uno sforzo immenso per essere lì, in piazza in quel giorno a raccontare la sua storia. Con gli occhi quasi assenti, rassegnati ad una realtà che neanche la condanna dell’assassino può rendere meno amara.
Per lei, e per tutte le donne che subiscono questi crimini, è nato a Taranto uno sportello antiviolenza intitolato proprio a Fiorenza.

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Claudia Ferrari, 38enne di Vitinia, è stata uccisa l’11 giugno 2015 dall’ex fidanzato, che l’ha freddata con due colpi di pistola prima di togliersi la vita lui stesso. La coppia ha lasciato due figli che avevano 18 mesi all’epoca dei fatti, cresciuti dalla madre di lei. Parlando con la donna emerge un coraggio ed una determinazione che lasciano a bocca aperta, specialmente quando, con una lucidità disarmante, afferma: «I centri antiviolenza sono utilissimi, ma per sconfiggere alla base il problema bisogna entrare nelle case. È lì che si nascondono i drammi».

Due storie simili quindi, quasi parallele. E come le loro chissà quante altre erano presenti in piazza a Roma sabato. E ancora, quanti episodi non escono dalle mura domestiche, per paura o per assenza di un sostegno adeguato.

E al di là degli striscioni e degli slogan d’impatto, è probabilmente in storie come queste che si nasconde la vera anima del corteo del 25 novembre e del movimento Non una di meno.

Simone Martuscelli

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