Napoli
Napoli

Il Napoli torna a perdere. La sconfitta con la Juventus getta parecchie ombre su quello che sarà il futuro degli Azzurri da adesso alla fine del mese, quando il mercato di gennaio sarà aperto e Giuntoli potrà finalmente rinfoltire una rosa decimata dagli infortuni. Un passo falso che di certo non cancella quanto di buono fatto dalla squadra nell’ultimo periodo e che di certo non può e non deve compromettere i prossimi importanti impegni, a partire dalla partita di mercoledì sera col Feyernoord, decisiva per il passaggio del turno in Champions League.

UNA SCONFITTA “POSITIVA” –  A Napoli vi è un detto, famoso in tutta Italia: “Mazza e panella fanno e figli belli! “.  Ecco, la sconfitta di ieri rischia di poter essere la “mazza” migliore per educare i giovani talenti azzurri. Una sconfitta che riporta l’attuale capolista con i piedi per terra, ricordandogli che, in questa serie A, di partite semplici non ce ne sono. Chiedere alla vincitrice della partita di ieri (e degli ultimi sei scudetti) che ha ritrovato compattezza nel suo miglior reparto solo dopo la clamorosa sconfitta di Marassi con la Sampdoria. Un intervallo da cui ripartire per tutti: giocatori, società e tifoseria, affinché l’euforia ritorni sano entusiasmo, quell’entusiasmo che ha caratterizzato lo straordinario girone di ritorno della passata stagione.

“MANCA BRILLANTEZZA” – La preoccupazione dei tifosi non riguarda il risultato della partita di ieri, quanto la condizione fisica della squadra. I partenopei sono sembrati stanchi nelle ultime due uscite con Udinese e Juventus, probabilmente provati da una preparazione cominciata in anticipo e condizionati da un inesistente riposo. La partita di ieri ha visto vincere la quantità più che la qualità. Due rose diverse, due squadre diverse sia per fatturato, che per numero. Ieri senza ombra di dubbio è emerso il grande problema del Napoli 2017/2018: la panchina. Non si tratta di qualità delle riserve, quanto di numero delle riserve. A differenza della Juve, che ha potuto compensare l’assenza pesante di Mandzukic, con la presenza decisiva di Douglas Costa, Sarri da mesi si ritrova a far giocare sempre gli stessi. L’infortunio di Milik ha creato una situazione difficile a Castelvolturno. Il volenteroso Mertens non le può giocare tutte sempre e il suo digiuno di gol in campionato ne è una chiara conseguenza. Come testimoniato dalle parole di Sarri in conferenza stampa alla fine della partita: ”La squadra secondo me ha fatto una grande partita. La supremazia territoriale era la stessa della partita col Benevento. Non abbiamo concesso molto, ma abbiamo costruito poco. In questo momento ci manca brillantezza, saltiamo meno l’uomo e quindi creiamo meno situazioni. Non sono preoccupato perché dal punto di vista del gioco stiamo facendo bene. Basta solo che quei tre lì davanti, che ci hanno risolto più di cento partite, ritrovino la condizione giusta”.  Le alternative contemporaneamente non sembrano allettarlo. Ounas è talentuoso, ma ancora troppo acerbo tatticamente e non si può rischiare di bruciare un talento così puro. Giaccherini, nonostante la sua grande esperienza, sembra non rientrare nei piani tecnici dell’allenatore, visto il suo scarso impiego e, soprattutto, visto l’utilizzo in quel ruolo di Zielinski. A ciò si aggiunga la preoccupazione per Insigne, uscito dolorante con la Juve, colpito da qualche partita da un fastidio alla zona inguinale: “Lorenzo sta soffrendo di un’infiammazione all’inguine, dal rientro con la nazionale. Oggi questo fastidio si è accentuato. Avrei potuto toglierlo prima, ma avere lui e Piotr in campo, che sono due ottimi tiratori da fuori, in una partita così bloccata, era troppo importante. È una situazione da valutare. L’infortunio non sembra grave, ma lo sta un po’ condizionando”.

GHOULAM, UN PROBLEMA TATTICO: Rimpiazzata l’assenza di Milik, con il sempre più probabile arrivo di Inglese del Chievo, per sostituire Ghoulam i dirigenti del Napoli dovranno lavorare alacremente a gennaio. L’assenza dell’algerino pesa nell’economia del gioco. Le verticalizzazioni per le punte, le sue sovrapposizioni, il dialogo meccanico con Hamsik e Insigne sta mancando davvero molto a questa squadra, che, quest’anno, aveva trovato in lui l’arma in più. Mario Rui non è ancora quel meraviglioso terzino che aveva impressionato con l’Empoli e, di certo, come detto per Mertens, non può giocarle tutte da qui a marzo. Maggio, nonostante le ultime buone prestazioni, non offre garanzie vista l’età e Hysai, anche se ha grande senso di posizione, non riesce ad offrire la stessa spinta in fase offensiva che riusciva a garantire Faouzi. Contro City, Chievo, Juve, sono mancate quelle falcate, quei cross perfettamente calibrati, quel fraseggio tipico della corsia mancina azzurra. Si fanno tanti nomi, ma di certo chi verrà dovrà inserirsi presto e, quasi certamente, anticipare i tempi di ambientamento.

Mario Rui in azione contro il Cagliari

IL FARDELLO HAMSIK – Raggiungere Maradona non sarà un chiodo fisso per Marek, ma sta diventando un serio problema per il Napoli, vista la precaria condizione dei tre lì davanti. I gol del capitano servono davvero come il pane. Sembra un tormentone, che si ripete con costanza di anno in anno. È vero, Hamsik ha sempre sofferto questi periodi per poi esplodere con più forza e più qualità. Ma questo 115° gol sta diventando una maledizione che Marek non riesce a scrollarsi di dosso nonostante le preghiere dei tifosi. A far ben sperare, però, è la sua voglia e soprattutto la buona prestazione del capitano contro la Juve, finalmente nel vivo del gioco (per qualche minuto spostato a destra con Zielinski a sinistra) che con tiri da fuori e continui inserimenti ha provato ad impensierire la porta di Buffon. Il suo carisma e la sua tranquillità sono emerse tutte anche nel post gara, quando Hamsik si è presentato ai microfoni delle TV, mettendoci la faccia da vero leader e vero capitano per una sconfitta, che a questo punto della stagione conta poco, ma che all’ombra del Vesuvio è sentita come nessun’altra.

I TIFOSI:  “Un giorno all’improvviso”. “Dai ragazzi non mollate”. Due cori lunghi e forti, che in pochi hanno riportato, che hanno fatto da soundtrack alle dichiarazioni a bordo campo dell’avversario Buffon e che risultano essere davvero un bello spot per il calcio italiano, in cui finalmente oltre al risultato, si riconosce il merito di un lavoro splendido, fino a questo momento con una sola battuta d’arresto.

Fonte immagini in evidenza: Goal.com, Liberopensiero

Giovanni Ruoppo

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here