presepe

Presepe: basta una sola parola per riempire di gioia il cuore dei napoletani in prossimità del periodo natalizio. L’8 Dicembre, in occasione della festa dell’Immacolata Concezione si è soliti decorare l’albero di Natale ed il presepe, lasciando vuoto il posto di Gesù nella mangiatoia che nascerà di lì a poco. Tale festività è particolarmente sentita, soprattutto dal punto di vista religioso, essendo un giorno spirituale e tradizionale. È una vera e propria festa nazionale ove gli uffici pubblici sono chiusi e ci si dedica unicamente alla preghiera e alle decorazioni natalizie.

presepe

Nel cuore di Napoli, a San Gregorio Armeno e tra le stradine che portano al Duomo, è possibile vivere a pieno l’atmosfera natalizia circondati dalle creazioni degli artigiani del presepe. Le loro botteghe, presenti sul territorio d’inverno e d’estate, ospitano tanti turisti provenienti da tutte le parti del mondo ed offrono alla clientela un’occasione unica: quella di vivere la magia del Natale attraverso la loro arte presepiale. Ebbene sì, essi sono dei veri e propri artisti, fautori di presepi di tutte le forme e dimensioni. Specializzati nella creazione di statuine classiche di ogni materiale, dal più economico al più costoso, creatori di accessori primari e secondari, utili per decorare e dar vita ad un vero e proprio presepe animato. Dai personaggi della sacra famiglia alle caricature dei personaggi famosi: Toto’, Maradona, vip, attori e cantanti. Non si tratta di un mercato temporaneo ma di una vera e propria zona della città dedicata al Natale 365 giorni all’anno.

Qual è la storia del presepe?

Presepe deriva dalla parola latina “Praesepe” che significa letteralmente stalla, mangiatoia e per tale motivo rappresenta una raffigurazione rievocativa e realistica della natività di Gesù. La prima ricostruzione della scena presepiale è stata fatta da San Francesco d’Assisi intorno al 1223. Egli ebbe modo di assistere per la prima volta, a Betlemme, alle funzioni religiose per la nascita di Gesù e rimase così colpito che una volta tornato in Italia, chiese al Papa Onorio III di poter ripetere le celebrazioni per il Natale successivo. All’epoca le rappresentazioni sacre non potevano essere svolte in chiesa così gli fu permesso di celebrare una messa all’aperto. Fu così che, la notte della Vigilia di Natale del 1223, a Greccio, in Umbria, San Francesco allestì il primo presepe vivente della storia con la partecipazione della popolazione. I contadini del paese accorsero nella grotta, i frati con le fiaccole illuminavano il paesaggio notturno e all’interno della grotta fu posta una greppia riempita di paglia con accanto il bue e l’asinello. Da allora, anche negli anni successivi, si è diffusa l’usanza di allestire il presepe nelle chiese durante il periodo natalizio.

Nel meridione ci fu un riscontro inaspettato: il popolo fu particolarmente entusiasta di tale celebrazione e nei secoli successivi, gli artisti napoletani, diedero alla scena della Natività nuove connotazioni con l’inserimento di scene familiari e di vita quotidiana. Introdussero personaggi colti, attività commerciali, con un’attenzione sempre più forte ai dettagli.

I simboli classici del presepe

presepeLa scena presepiale originale prevede la presenza di Maria e Giuseppe, genitori del Nascituro, che sono posti ai lati della culla di paglia di Gesù. Al loro fianco ci sono il Bue e l’Asinello che rappresentano i simboli del popolo ebreo e dei pagani. Nella parte anteriore della scena appaiono i pastori che rappresentano l’umanità da redimere e i Re Magi  che possono essere considerati come la rappresentazione delle tre età dell’uomo: gioventù, maturità e vecchiaia. Oppure come le tre razze in cui, secondo il racconto biblico, si divide l’umanità: la semita, la giapetica, e la camita. I loro doni hanno il  duplice riferimento alla natura umana di Gesù e alla sua regalità: la mirra per il suo essere uomo, l’incenso per la sua divinità, l’oro in quanto dono riservato ai re. Infine gli angeli, che di solito si trovano sulla parte superiore della mangiatoia, rappresentano le creature superiori.

Sabrina Mautone

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